Misofonia: criteri diagnostici per un nuovo disturbo psichiatrico [Parte I]

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Cari lettori, oggi vi proponiamo la prima parte di una pubblicazione scientifica del 2013 sulla misofonia realizzata da Arjan Schröder, Nienke Vulink e Damiaan Denys il cui titolo è Misofonia: Criteri diagnostici per un nuovo disturbo psichiatrico. Il sito in cui abbiamo trovato questa pubblicazione tradotta appositamente per voi è quello della National Library of Medicine del National Institutes of Health. Alla fine dell’articolo troverete il link della pagina dove potrete trovare la versione originale (in lingua inglese) dell’articolo. Buona lettura.

RIASSUNTO

Contesto

Alcuni pazienti riportano una preoccupazione per un suono umano avversivo specifico che fa scattare un’aggressione impulsiva. Questa condizione è relativamente sconosciuta ed finora non è mai stata descritta, anche se il fenomeno è aneddoticamente stato nominato misofonia.

Metodologia e risultati principali

42 pazienti misofonici sono stati reclutati dal nostro sito web dell’ospedale. Tutti i pazienti sono stati intervistati da uno psichiatra esperto e sono stati esaminati con una versione adattata del Y-BOCS (Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale), HAM-D (Hamilton Depression Rating Scale – HDRS o HAM-D), HAM-A (Hamilton Anxiety Scale – HAS, o HRSA – Hamilton Rating Scale for Anxiety), SCL-90 (Symptom Checklist-90) e SCID II (Structured Clinical Interview for DSM IV Axis I Disorders) . I pazienti misofonici hanno condiviso un modello simile di sintomi in cui uno stimolo uditivo o visivo provocava una reazione fisica avversiva immediata con rabbia, disgusto e aggressività impulsiva. L’intensità di queste emozioni causavano successive ossessioni nei confronti del segnale, nonché evasione e disfunzioni sociali con intensa sofferenza. I sintomi non possono essere classificati nella corrente nosologica dei sistemi TR DSM-IV o ICD-10.

Conclusioni

Suggeriamo che la misofonia sia classificata come un disturbo psichiatrico individuale. Criteri diagnostici potrebbero aiutare assistenti sanitari professionali a riconoscere ufficialmente i pazienti e la malattia, migliorare la sua identificazione e promuovere la ricerca scientifica.

INTRODUZIONE

Nel 2009 tre pazienti sono stati sottoposti al nostro centro di competenza sui disturbi ossessivo-compulsivi (OCD) presso il Centro Medico Accademico di Amsterdam con ossessioni incentrate su un tipico suono, come la masticazione o la respirazione e il conseguente impulso aggressivo a urlare o attaccare la fonte del suono per farla smettere.
Questo gruppo di sintomi non corrisponde a nessuno dei ben noti disturbi ossessivo-compulsivi o dell’impulso di controllo, ma è stato aneddoticamente indicato come misofonia, cioè l’odio del suono. Fino ad ora, due casi sono stati pubblicati in campo audiologico e medicina psicosomatica, anche se diversi gruppi di discussione e reti sulla misofonia (ad esempio,
http://www.misophonia-uk.org) indicano che questa condizione può verificarsi più spesso di quanto attualmente si ipotizza. Il sospetto di una diffusione più ampia di questo disturbo è stato sostenuto dal numero di pazienti con misofonia che si sono rivolti autonomamente al nostro ospedale a seguito di un annuncio su un newsgroup Internet olandese sulla misofonia ed il nostro sito web dell’ospedale. In 2,5 anni, quasi 50 pazienti misofonici hanno contattato il nostro ospedale.

I sintomi, le caratteristiche della personalità e i meccanismi di imitazione dei pazienti hanno mostrato una sorprendente somiglianza della natura del problema e del suo sviluppo. Il modello costante di sintomi ha suggerito la presenza di un disturbo individuale e indipendente. Tuttavia, nell’ambito dei sistemi di classificazione attuali, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quarta edizione, testo con revisione (DSM-IV-TR), e la Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi di Salute, decima revisione (ICD-10), non è disponibile alcuna opzione per classificare ufficialmente il disturbo. In questo lavoro descriveremo la sintomatologia clinica della misofonia, discuteremo la classificazione dei sintomi, proporremo criteri diagnostici, e introdurremo un concetto di scala di valutazione, la A-MISO-S (Amsterdam Misophonia Scale).

METODI

42 pazienti olandesi sono stati clinicamente valutati utilizzando un’intervista psichiatrica standard con cinque psichiatri esperti in disturbi dello spettro ossessivo-compulsivi. Sia la storia medica generale che quella psichiatrica sono state raccolte per tutti i pazienti. La personalità patologica è stata valutata utilizzando l’Intervista Clinica Strutturata per i Disturbi di Personalità del DSM-IV, Asse II (SCID-II). Sono stati compilati i seguenti questionari:

  • la Scala di Hamilton della Depressione (HAM-D), una scala di 17 punti che determina il livello di depressione di un paziente.
  • la Scala di Hamilton dell’Ansia (HAM-A), una scala di 14 punti che misura la gravità dei sintomi di ansia.
  • la Checklist dei Sintomi (SCL-90), uno strumento di screening ampiamente utilizzato per disfunzioni fisiche e mentali. Le 90 voci comprendono otto sottoscale: agorafobia, ansia, depressione, disturbi somatici, insufficienza nel pensare e di agire, sospetto e sensibilità interpersonale, ostilità e problemi di sonno.

Per misurare la gravità dei sintomi della misofonia, abbiamo sviluppato una versione adattata della Scala di Yale-Brown ossessivo-compulsiva (Y-BOCS), che abbiamo chiamato la Scala di Amsterdam della Misofonia (A-MISO-S). Adattamenti simili alla Y-BOCS sembravano essere misure affidabili e valide di gravità dei sintomi presenti in altri disturbi del controllo ossessivo-compulsivo e di impulso, come il gioco d’azzardo patologico (PG-YBOCS) e il disordine dismorfico del corpo (BDD-YBOCS).

Su una scala di 6 punti (range 0-24), ai pazienti è stato chiesto del tempo che hanno trascorso con misofonia; dell’interferenza con il funzionamento sociale; del livello di rabbia; della resistenza contro l’impulso; del controllo che avevano sui loro pensieri e sulla rabbia; e sul tempo trascorso ad evitare situazioni misofoniche. I punteggi da 0 a 4 sono considerati sintomi misofonici subclinici, da 5 a 9 lievi, da 10 a 14 moderati, da 15 a 19 gravi, da 20 a 24 estremi.

Per escludere potenziali problemi di udito abbiamo selezionato in modo casuale cinque pazienti per eseguire un test dell’udito standard, comprendendo il tono puro, i livelli di audiometria vocale e livelli di disagio al rumore, che vengono comunemente eseguiti per oggettivare la perdita o distorsione dell’udito. Il test di un paziente ha mostrato un’ipoacusia trasmissiva inspiegabile. Negli altri quattro pazienti non è stata trovata alcuna significativa distorsione audiologica e quindi ulteriori test sono stati omessi.

La commissione dell’etica medica sui test del Centro Medico Accademico non ha richiesto l’approvazione perché questo studio è aneddotico e di osservazione. Tutti i pazienti hanno firmato un consenso informativo per la pubblicazione.

RISULTATI

Per quanto riguarda le caratteristiche demografiche e cliniche dei pazienti (Tabella1), il 52% erano maschi, l’età media di insorgenza è stata di 13 anni (range 2-38). In tutti i 42 pazienti abbiamo trovato un modello molto simile di sintomi:

  1. Tutti i suoni prodotti dagli esseri umani erano stimoli scatenanti. Animali o altri suoni di solito non causano disagio, e neppure suoni prodotti dai pazienti stessi. I sintomi in 34 pazienti (81%) sono stati innescati da suoni legati alla masticazione come lo schioccare le labbra. 27 pazienti (64,3%) hanno menzionato la respirazione (forte) o i suoni nasali come una provocazione. 25 pazienti (59,5%) non potevano tollerare il suono provocato dalla digitazione sulla tastiera o ticchettii di penne.
  2. Gli stimoli erano inizialmente uditivi e talvolta estesi a stimoli visivi, con l’immagine direttamente correlata al suono scatenante (come ad esempio guardare qualcun altro mangiare causa anche un innesco). Cinque pazienti (11,9%) hanno riportato una reazione simil-misofonica di fronte a certi movimenti ripetitivi da parte di un’altra persona, come il ciondolamento di una gamba (in analogia alla misofonia questo può essere nominato misokinesia, cioè l’odio per il movimento).
  3. L’esposizione allo stimolo misofonico ha provocato una reazione fisica avversa immediata, a partire dall’irritazione (59,5%) o disgusto (40,5%), che è diventata istantaneamente rabbia. In certe occasioni 12 pazienti (28,6%) diventavano verbalmente aggressivi. Sette pazienti (16,7%) hanno ammesso di aver fatto aggressione fisica diretta verso gli oggetti. Cinque pazienti (11,9%) una volta hanno colpito un (ex) partner. L’ansia non è stata esplicitamente sperimentata.
  4. L’intensità della rabbia con rari ma possibili scoppi aggressivi ha avviato un profondo senso di perdita di autocontrollo.
  5. I pazienti avevano intuito e percepito la loro reazione aggressiva come eccessiva e irragionevole e hanno stimato la perdita di autocontrollo come moralmente inaccettabile.
  6. Tutti i pazienti hanno evitato attivamente gli stimoli misofonici evitando situazioni sociali, indossando cuffie o producendo anti-suoni che hanno determinato contatti sociali marginali.
  7. I pazienti hanno sperimentato lo stress o disagio quotidiano, anticipando un incontro inaspettato con stimoli misofonici. La gravità dei sintomi inerentemente il concetto di A-MISO-S è stata grave (15.1 su 24. Range: 9-22). Tre pazienti (7,1%) sono stati diagnosticati con un disturbo dell’umore: la comorbilità. Depressione, sintomi di ansietà e psico-nevrotismo generale sono stati riportati più in alto rispetto alla popolazione generale (punteggio HAM-D: media 7,3, intervallo 0-22; HAM-A: media 11,2, range 0-31; SCL90: media 156,7, gamma 93-294 ).
    8. La loro personalità ha mostrato tratti di disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (OCPD). 22 pazienti (52,4%) ha incontrato i criteri per OCPD.Prosegui la lettura con la seconda parte di questa pubblicazione scientifica:
    Misofonia: Criteri diagnostici per un nuovo disturbo psichiatrico [Parte II]

FONTE DELL’INFORMAZIONE:
NCBI

FONTE DELL’IMMAGINE:
ISIMIND

di Monia De Tommaso

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3 pensieri su “Misofonia: criteri diagnostici per un nuovo disturbo psichiatrico [Parte I]

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