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Cari lettori, non scoraggiatevi ma lottiamo per trovare una soluzione!
Chiunque voglia raccontare la propria esperienza (anche in anonimato) può contattarci. La vostra testimonianza è importante!

Sono sinceramente in lacrime in questo momento! Ho finalmente capito che cosa c’è di sbagliato in me. Se lo avessi saputo prima, avrei evitato molti scontri con la famiglia e il mio ex. Per molto tempo ho pensato  che fossi solo una stronza, che scatta su tutti, conseguentemente a determinati rumori o movimenti ripetitivi … poi ho iniziato ad imitare e da allora sono stata meglio.

Ci sono momenti in cui voglio solo scuotere la persona, o gettare qualcosa dall’altra parte della stanza, a causa di un suono che è stato costante, e arrivo al punto in cui vorrei solo fermarmi, lasciare quello che sto facendo e stringere i pugni per evitare di urlare o rompere qualcosa, o picchiare qualcuno.

È davvero spaventoso. È come se il pulsante finale fosse spinto così in fretta che non si possa nemmeno pensare di fare altro che scattare o semplicemente andare fuori di testa. La digitazione su tastiera,  respirazione, il click della penna a scatto!! Dio mio, vorrei consegnare esami con le risposte vuote solo per poter uscire dall’aula in cui qualcuno batte il piede o clicca la penna.

In realtà andrò dal mio medico la prossima settimana perché sono più di un milione per cento convinta di cosa c’è di sbagliato con me adesso. Speriamo che questa sensibilità venga ulteriormente studiata e ottenga il riconoscimento che merita, perché, ad essere onesti, si potrebbe risparmiare un sacco di situazioni sgradevoli e si potrebbe ritornare ad avere normali relazioni.

A volte, si è così stufi di come le cose facciano impazzire che si desidera scomparire solo perché nessuno capisce la nostra irritabilità. Grazie ancora.

NB: Il materiale qui pubblicato è già di dominio pubblico o si trova su Misofonia UK. Tutte le informazioni sono state date da persone reali, anche se riportate in forma anonima.

Se vi interessa leggere anche altre testimonianze allora cliccate qui.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Misophonia UK

FONTI DELLE IMMAGINI:
la rete

di Monia De Tommaso

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Panoramica delle emozioni – Parte III

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CAPITOLO 11 – Panoramica delle emozioni – Parte III

Le emozioni che nascono da un fattore scatenante sono veloci, furiose, intense e potenti. Ma la rabbia non porta a picchiare cani, rompere tastiere di computer o fracassare stereo. Invece, la gente fugge. Che cosa può causare tale furia senza combattere?

Una premessa fondamentale di fondo è che la rabbia senza aggressività palese si pone come una funzione di dolore affettivo. Si teorizza che i fattori di innesco causano dolore di tipo affettivo, non a livello dei sensi,   ed è il dolore che permette al cervello di riconoscere e valutare i fattori scatenanti come pericolosi e minacciosi.

La teoria del dolore conduce ad una domanda interessante: se il fattore di innesco crea dolore affettivo e quindi la sofferenza, perché non c’è la paura della fonte dell’innesco? Per esempio, se si trova insopportabile lo schiarirsi della gola del proprio fratello, perché non si ha paura del proprio fratello? Se lo schiarirsi della sua gola vi causa sofferenza e dolore e la vostra rabbia è rivolta a vostro fratello, perché non agite fisicamente e apertamente in modo aggressivo nei suoi confronti?

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La risposta potrebbe essere che i circuiti che stimolano la paura e l’aggressività non sono stimolati dalla  “Rabbia per il suono”, mentre i circuiti che producono la rabbia sono stimolati.
Si potrebbe anche sostenere che il cervello cosciente ha separato, a un certo livello, la fonte del fattore di innesco (e successivo dolore) e l’innesco (dolore). Il fattore scatenante causa il dolore; il fratello è solo il messaggero. Danneggiare fisicamente o aggredire verbalmente la fonte dell’innesco non altera o attenua il dolore che il fattore scatenante provoca.

Clicca qui per leggere la seconda parte di questo capitolo.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Sound-Rage: A Primer of the Neurobiology and Psychology of a Little Known Anger Disorder

FONTE DELL’IMMAGINE:
IranDaily

di Monia De Tommaso

Panoramica delle emozioni – Parte II

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CAPITOLO 11 – Panoramica delle emozioni – Parte II

L’esposizione inevitabile giornaliera ad un ambiente con suoni / immagini comuni sui quali il misofonica ha poco controllo, provoca nel sofferente una raffica continua di disagio fisico, psicologico ed emotivo. Il disagio fisico è duplice:

1) vi è l’impatto del rilascio di ormoni e di altri cambiamenti fisiologici che si verificano rapidi per la risposta automatica di fuga

2) vi è l’impatto dallo stress persistente dopo la diminuzione della risposta di attivazione indotta.

Il disagio psicologico è significativo, a lungo termine, e si pone come conseguenza di lunga esposizione ad  associazioni ricorrenti con sensazioni di impotenza e vulnerabilità.

Pensieri e sentimenti negativi creano barriere per l’intimità e la fiducia, interrompendo la vicinanza nei rapporti sia personali che professionali. Le emozioni sembrano avere una vita propria, ma sono intrinsecamente collegate agli stati fisici e psicologici di una persona. I disagi emotivi di rabbia e disgusto hanno un’intensità che può andare da lieve a grave ed estrema, a seconda delle circostanze che circondano l’evento innescante.
La trasformazione emotiva comporta una cascata di reazioni fisiologiche e psicologiche che vanno dall’altamente automatica e di base a quella relativamente elaborata e complessa.

Le emozioni sono alterate e comunemente legate agli eventi circostanti. Non c’è modo di fermare il latrato dei cani, i bassi degli impianti stereo dei nostri vicini, o la digitazione degli impiegati sulle loro tastiere del computer. L’incapacità di fermare gli inneschi visivi, uditivi, olfattivi può portare ad una spirale emozioni delle quali inizialmente si tenta di ottenere il controllo, con successivi sentimenti di impotenza. Chi soffre di questa sensibilità, spesso riferisce che i sentimenti di impotenza li fa piangere molto tempo dopo che l’innesco è svanito. È noto che il pianto “è spesso una manifestazione della lotta contro una difficoltà che si tenta di affrontare”.

Un misofonico può indossare tappi per le orecchie, cuffie, bombardarsi di rumore bianco, ed evitare molti luoghi e interazioni sociali, nel tentativo palese di ottenere il controllo sull’ambiente, e in un sottile tentativo di ridurre al minimo il danno emotivo inevitabile.

La creazione di barriere di conseguenza all’innesco da stimoli è un meccanismo di difesa tra il mondo esterno ed il cablaggio fisso del cervello nel mondo interno.
Paradossalmente, aggirare l’esposizione a un fattore scatenante, limita la libertà di movimento della vittima. Quando i film, ristoranti, corsi di ginnastica, seminari, e una miriade di altre qualità di offerte di vita diventano fuori limite, ci sono sempre meno opportunità di crescita e di esperienza positiva. La persona cessa di crescere. Nel tentativo di ottenere il controllo, il risultato finale è una maggiore sensazione di impotenza.

Clicca qui per leggere la prima parte di questo capitolo.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Sound-Rage: A Primer of the Neurobiology and Psychology of a Little Known Anger Disorder

FONTE DELL’IMMAGINE:
LiberidiLeggere

di Monia De Tommaso