“Sentivo come una scossa elettrica di rabbia …”

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Mi sembra di ricordare di aver iniziato a notare il mio problema con i rumori legati all’alimentazione all’età di circa 9-10 anni. È cominciato con mio padre.
Mi sono ritrovata incapace rabbia-e-misofoniadi stare nella stessa stanza con lui quando stava mangiando, succhiando o masticando qualcosa. Non capivo il mio modo di reagire ai rumori, era strano o inusuale. Tutto quello che sapevo era che dovevo bloccare il suono che mi faceva venire voglia di piangere. Ad ogni schiocco delle sue labbra sentivo come una scossa di rabbia elettrica che mi attraversava.
Mi sono auto-diagnosticata nella seconda metà del 2009. Ero al lavoro. Un collega stava mangiando rumorosamente delle patatine. Sentendomi in difficoltà, digitai in modo casuale su Google qualcosa del tipo “odio per i suoni dell’alimentazione”. Mi sono imbattuta in un articolo sull’iperacusia – che tuttavia non sembrava adattarsi al modo in cui mi sentivo. Poi sulla stessa pagina mi sono imbattuta nella misofonia e mi sono rispecchiata al 100% in ogni racconto personale che ho trovato su internet riguardo questo disturbo. Mi sono sentita contenta di non essere la sola ad essere eccessivamente critica, e che c’erano tante altre persone che avevano provato le mie stesse sensazioni. Dal momento che ho scoperto una diagnosi per questo problema, è stato un po’ più facile da spiegare alla gente.
misofonia-e-rabbiaI cari intorno a me sono in grado di capire e di essere più sensibili a questo proposito. Il mio ragazzo è stato bravo ad affrontare la questione e per fortuna non è un mangiatore rumoroso! Quando siamo fuori e in una situazione in cui è difficile sfuggire a un rumore di attivazione, non ha mai fatto storie se uso i tappi (cosa che faccio spesso) o ascolto musica per non farlo entare. Anzi! Lui mi offre persino le proprie cuffie se dimentico le mie.
Sono ancora in grado di affrontare i rumori alimentari di mio padre e mi sembra di essere più sensibile ad altri rumori come il ticchettio delle penne a scatto, le condutture rumorose, il fruscio degli involucri dei dolci e delle patatine. Inoltre, un altro grande problema per me è ascoltare la musica di altre persone attraverso le loro cuffie o telefoni cellulari quando sono sui mezzi pubblici. Non vedo l’ora di incontrare altri con esperienze simili e di conoscere i loro metodi di trattamento giornaliero dei suoni scatenanti. Al momento, non sono sicura se affronterò il problema con eventuali specialisti o audiologi, poichè sono preoccupata di finire col pagare per un certo tipo di trattamento o di un servizio che non funziona e di sprecare tempo e denaro.

NB: Il materiale qui pubblicato è già di dominio pubblico o si trova su Misofonia UK. Tutte le informazioni sono state date da persone reali, anche se riportate in forma anonima.

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FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Misophonia UK

FONTE DELLE IMMAGINI:
CavalieridellaLuce, Storiadellamodafemminile

di Monia De Tommaso

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Piccoli accorgimenti per alleviare le sofferenze di un misofonico

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Abbiamo dato uno sguardo generale ai sintomi che possono provare i soggetti misofonici. In questo articolo invece metteremo in luce dei piccoli accorgimenti che potrebbero rendere molto più sopportabile al misofonico l’ambiente circostante.

Innanzi tutto bisogna ricordare che le persone con misofonia possono essere riluttanti a condividere i loro sintomi e le loro sensibilità con gli altri; potrebbero entrare in conflitto con se stesse in quanto se da un lato vorrebbero confidare alle persone vicine di avere questa sensibilità sonora, dall’altro temono di essere incomprese, fraintese, o considerate in qualche modo malate.

Tuttavia, non rivelando di avere questa intolleranza ai suoni, vi è il rischio di ferire persone e avere numerosi malintesi circa il proprio comportamento. Molti soggetti con misofonia non sanno neanche che ci sono altre persone che hanno lo stesso problema e quando lo scoprono molto spesso risultano sopresi di non essere soli.

Ebbene cari misofonici, non siete soli!!

Secondo diversi studi si è scoperto che circa il 60 % della popolazione totale soffre di misofonia in diverse forme e intensità.
La buona notizia è che aiutare una persona con misofonia é difficile ma non impossibile. Per esempio, si può contribuire a cambiare l’ambiente o a ridurre l’incidenza dei suoni scatenanti. Inoltre, il supporto e la comprensione di amici, familiari, colleghi e altri possono fare una grande differenza per aiutare a gestire i sintomi.
Innanzi tutto gli amici e la famiglia del soggetto in questione dovranno essere informati su cosa sia la misofonia e sui suoi effetti su una persona con questo disturbo. Il loro supporto diventa fondamentale. Purtroppo alcune persone insensibili possono essere noncuranti del disturbo e delle sofferenze da lui causate e divertendosi a prendere in giro i soggetti misofonici produrre volutamente rumori offensivi.

aiuto-misofoniciAd una persona con misofonia può esser detto anche di “non farne un dramma”, “smettere di essere così difficile,” o “crescere”. Ovviamente, queste reazioni non aiutano ma al contrario aumentano lo stress della persona misofonica.
Il suggerimento che possiamo dare è quello di non ignorare o sottovalutare le richieste di aiuto del soggetto che manifesta disagio davanti a determinati suoni perché potrebbe trattarsi di misofonia, una sensibilità ai suoni che non va assolutamente sottovalutata. Perché? Perché udendo determinati suoni, il misofonico non solo prova disagio, ma anche rabbia, paura, panico, terrore o ansia. Secondo diversi studi, nella persona misofonica il cervello non elabora correttamente l’informazione del suono e così i suoni normali si percepiscono con una maggiore intensità e sono elaborati come suoni di pericolo, piuttosto che come rumori innocui.
Le parole d’ordine quindi sono “sopportare” e “supportare”.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Saludterapia, Misophonia

FONTI DELLE IMMAGINI:
MBAintheUSA, cambiaCopertina.it

di Monia De Tommaso

La testimonianza di un misofonico

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Tutto quello che posso dire è ‘wow’. Dopo 40 anni di questa sconcertante e strana afflizione cercando dalla quale ho cercato di guarire con l’aiuto di medici, consulenti e ipnoterapisti (nessuno dei quali ha avuto risposte o ha capito ciò che stava accadendo) ho scoperto la parola “misofonia”. Non riesco ancora a credere che anche altri abbiano questo strano e condizionante problema.

Sono arrivato ai 40 anni e per far fronte a questo problema ho visto il mio primo terapeuta ai tempi del college. Da allora, ho visto un totale di 7 terapisti: due psichiatri, tre psicologi e due ipnoterapisti. Anche se erano per lo più buoni medici, nessuno di loro ha saputo aiutarmi e nessuno di loro sembrava davvero avere familiarità con questo tipo di problema: non sapevano di casi analoghi e non sembrano avere alcuna conoscenza particolare su come affrontarlo.

Il mio “problema” consiste nel provare gravi irritazioni a particolari rumori e input visivi, anche se usare la parola “grave” è un enorme eufemismo. Queste “irritazioni” mi possono far infuriare in una misura che è difficile da descrivere. È quasi come se un interruttore fosse azionato nel mio cervello. Le irritazioni sono iniziate quando avevo circa 6 anni, con un solo stimolo. Sfortunatamente, nel tempo, lo stimolo è cresciuto per includere molte altre cose che sono vagamente simili allo stimolo iniziale.

misofonia-psicologiaA circa sei anni, incominciò a darmi fastidio il suono che faceva mia madre quando masticava chewingum. Lei era un’accanita consumatrice di chewingum e quasi ogni movimento della sua mandibola produceva uno scoppio delle sue gomme (basta scrivere questo per farmi arrabbiare abbastanza da voler buttare la mia tastiera fuori dalla finestra). Ben presto, non fu solo lo schiocco a darmi infastidito ma anche la semplice vista del suo chewingum, anche se il rumore effettivo dello scoppio produceva in me ancora più rabbia. Provai ad affrontarlo cercando di sopportarlo, evitandolo, lamentandomi con lei di questo fastidio, a cercando di convincerla a buttare la gomma, ma qualunque cosa facessi non era per la stessa rabbia che provavo quando ero esposto a quel suono. Non avrei mai potuto fare progressi. Quando ero esposto a qualcun altro che stava masticando e scoppiando chewingum, se avessi potuto sarei voluto fuggire.

Ora credo che la masticazione e lo scoppio delle chewingum di mia madre è all’origine della mia irritazione. In meno di un anno, questa irritazione crebbe fino a includere i rumori alimentari della mia famiglia (ora penso a tutte le altre irritazioni che si sono sviluppate come secondarie dall’originaria masticazione della gomma).
Odiavo sedermi a tavola con la mia famiglia per i pasti o essere vicino a mio fratello al mattino, quando mangiava i suoi cereali. Facevo i capricci a tavola e venivo così spedito a mangiare nella mia stanza; questo per me era un grande sollievo perché ero lontano da ciò che mi irritava. Quando è diventato evidente per i miei genitori che mandarmi nella mia camera non era una buona soluzione, mi hanno costretto a stare a tavola per i pasti. Questo era terribilmente insopportabile e restavo lì e cercavo di sopportare sentendo per tutto il tempo come se la mia testa stesse per esplodere. In qualche modo mandavo giù la maggior parte dei pasti. Le cose che erano croccanti erano le peggiori: insalata, patatine, verdure crude, carote, ecc.

A poco a poco, il problema si estese. Ben presto, cominciarono a darmi fastidio i rumori respiratori della mia famiglia. Dormire con qualcuno nella stanza, durante la notte al campeggio o in una stanza di motel durante un soggiorno, era terribile.
Poi, non potei più sopportare il tintinnio e rumore che la mia famiglia faceva con i loro cucchiai / coltelli / forchette mentre mangiavano. Per esempio: ero nella mia stanza con la porta chiusa e mio padre in cucina stava mangiando la sua ciotola di cereali e milioni di maledette volte il suo cucchiaio colpiva la ciotola, soprattutto alla fine, quando doveva prendere ogni singola ultima molecola di latte e cereali dalla ciotola.

misofonia-conflitto-interioreEcco un altro strano esempio: mio padre sedeva sempre in salotto o davanti alla TV con le gambe incrociate e la caviglia della gamba incrociata la faceva roteare e roteare e roteare. Non riuscivo a sopportarlo.
La mia reazione, di vivere dove tante cose mi facevano impazzire, era quella di spendere tanto tempo da solo, lontano dalla mia famiglia il più possibile.
A scuola, il numero di elementi che mi davano fastidio “crescevano” lentamente. Ed ecco un’osservazione interessante: l’originale, principale irritazione alla gomma scoppiata di mia madre, che mi faceva infuriare così tanto … se uno sconosciuto scoppiava la sua gomma, produceva un’enorme reazione su di me, mentre se questo sconosciuto faceva qualcosa che era per me era un’irritazione “secondaria”, non mi dava così tanto fastidio. Per esempio, io potevo essere in una caffetteria con gli amici a mangiare e non era un gran problema, soprattutto se c’era un sacco di rumore ambientale; potevo essere con un amico che masticava una gomma, ma senza scoppiarla, e poteva infarstidirmi ma non farmi infuriare; potevo essere in un ristorante con amici e essere OK.

Come sono diventato più grande questo ha cominciato a cambiare. Anche al tempo in cui ero al liceo notavo che non potevo più andare al cinema a causa di tutte le persone che mangiavano i loro c***o di popcorn. Tutto quel rumore di masticazione mi faceva solo infuriare. Ora, non erano solo rumori della masticazione fatti dalla mia famiglia ad infastidirmi ma anche quando erano altri a masticare roba croccante.

aAl college e per gli ultimi 20 anni, le mie intolleranze sono cresciute includendo molte più cose e le mie reazioni a questi fattori sono più forti e più veloci. Sono stato sbalordito da questo peggioramento nel corso degli anni e penso che sia la cosa più strana. Evito i ristoranti, i cinema e non mi metterò mai in una situazione di gruppo come partecipare a un gioco, andare ad una conferenza o parlare in un gruppo. C’è sempre qualcuno che fa qualcosa che mi scatena. Ancora in cima all’elenco è il suono o anche la sola vista dello scoppio di un chewingum; non riesco nemmeno a sopportare di avere la TV accesa su una partita di baseball, perché molti dei giocatori masticano la gomma. Gli schiocchi, strappi sono rumori negativi ma il suono delle unghie tagliate è il peggiore.

misofonia-disagioMa ci sono anche altri suoni che mi innescano. Ce n’è uno per esempio che è bizzarro: mi fa arrabbiare quasi ogni movimento oscillatorio, ripetitivo che qualcuno fa. Cioè sono in un negozio di libri, di fronte ad una fila di libri e con la coda dell’occhio vedo qualcuno che è seduto su una sedia e fa rimbalzare la gamba su e giù. Lo odio. Oppure: sono nella mia macchina, a un semaforo, e le donne di fronte a me fanno passare ripetutamente la lunghezza dei capelli intorno al dito, più e più e più volte; non posso sopportarlo e sento il bisogno di guardare lontano. Il rumore e lo sferragliamento in generale mi fa sentire al limite estremo.
Mi fa sentire come se ci sia letteralmente un percorso nervoso nel mio cervello che sia bruciato e come se, in qualche modo, tutti questi stimoli trovino la loro strada su questo percorso bruciato che va dritto ai miei centri della rabbia.

Attraverso gli psichiatri, ho provato molti degli antidepressivi moderni e anche assunto il Depakote e il Neurontin. Nessuno di questi ha avuto un effetto sulle mie irritazioni. Uno psicologo ha cercato alcune risposte nelle tecniche di rilassamento apprese ed un altro (che era abbastanza bravo e col quale ho trascorso più anni) ha fatto la terapia più convenzionale e mentre sviluppavo molte opioni su di essa, non aveva effetti sulle irritazioni. Inutile dire che vivendo come me è facile che inizi la depressione. Ma almeno mi sembra che ci sia una ragione per la depressione; penso che se qualcuno ha vissuto in questo modo la depressione sia una conseguenza logica.

Questa è la mia storia in poche parole. Mi sentivo vicino alla fine della mia corda fino a quando un paio di settimane fa non ho “scoperto” che ci sono altre persone con problemi simili.
Sulla base della mia prima esperienza sulla ricerca di aiuto, ribadisco quanto sia importante trovare un professionista che sappia che cosa sta succedendo e come affrontare il problema. Altrimenti basta spendere un sacco di tempo a cercare di portarli al passo con ciò che si sa su questo fenomeno.
Devo dire che questo problema è così pervasivo in me, così istintivo e la rabbia così travolgente e primordiale che a volte che è difficile immaginare che ci possa essere una soluzione per esso.

NB: Il materiale qui pubblicato è già di dominio pubblico o si trova su Misofonia UK. Tutte le informazioni sono state date da persone reali, anche se riportate in forma anonima.

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FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Misophonia UK

FONTI DELLE IMMAGINI:
LeggieVai, Francesco Ferzini, Loner Wolf

di Monia De Tommaso

Misofonia: ce la spiega il dott. Tom Dozier

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In questo articolo pubblicheremo un video interessante, sottotitolato appositamente per voi. Online lo potrete trovare in lingua inglese cliccando qui.
In particolare, dalla California, il dott. Tom Dozier, direttore del Misophonia Treatment Institute, vi spiegherà cos’è la misofonia e i primi passi per approcciare con questo disturbo.
Tom Dozier è un qualificato Analista Comportamentale, ovvero si occupa di quella scienza che studia il comportamento umano. In particolare si sta dedicando a quella branca dell’Analisi Comportamentale che spiega come gli uomini acquisiscono determinati riflessi.
Venendo alla misofonia, questa sembra essere un riflesso involontario acquisito con dei suoni scatenanti. Tom dunque applica la scienza dell’Analisi Comportamentale alla misofonia di modo che la reazione riflessa al suono si riduca significativamente (o in alcuni casi sparisca). Questo è fondamentalmente quella che lui chiama “riprogrammazione” delle connessioni neurali nel sistema nervoso autonomo del tronco cerebrale (NRT – Tecnica di Riprogrammazione Neurale).
Se le reazioni misofoniche attivate da dei suoni sono un comportamento riflesso involontario, secondo il dott. Dozier, le reazioni misofoniche dovrebbero rispondere allo stesso modo di altri riflessi acquisiti.
Sulla base di questa intuizione e numerose ricerche, Tom ha sviluppato un nuovo trattamento per la misofonia. E di positivo c’è che diverse persone hanno riscontrato degli effetti davvero positivi: quando le condizioni di trattamento sono state giuste, le persone trattate hanno sperimentato una grande diminuzione delle reazioni di innesco o addirittura hanno smesso di avere reazioni ai loro fattori scatenanti.

FONTE DELLE NOTIZIE:
MisophoniaTreatmentInstitute

FONTE DELL’IMMAGINE:
LadyO – Perledonne,tradonne

di Monia De Tommaso

Sintomi e cause scatenanti

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Descrivere i sintomi avvertiti dalle persone misofoniche è complicato perché si fa riferimento a soggetti sensibili ai suoni selettivi e occasionalmente anche ad elementi visivi.
I suoni problematici sono di solito in sottofondo, ma per una persona misofonica qualsiasi suono o rumore può essere un problema.
Ogni persona che soffre di misofonia ha i propri sintomi e le proprie reazioni che possono essere misurate con la Scala di Attivazione Misofonica (MAS-1). Ovviamente la situazione non è statica e i suoni possono essere aggiunti o sottratti nel tempo da questa collezione dinamica.
Quando una persona con misofonia è esposta a uno dei suoni scatenanti, la reazione è quella di misofonia-sintomi-non-voglio-ascoltareun’immediata risposta emotiva negativa.

Questa risposta può variare da un moderato disagio o fastidio acuto fino a rabbia e completo panico. Molto frequenti sono le reazioni violente o di fuga. Nello specifico, durante un suono scatenante, una persona misofonica può diventare agitata, offensiva, prendere le distanze dalla sorgente della sua sofferenza o, eventualmente, reagire in modo piú violento esprimendo rabbia.

In alcuni casi gravi, la situazione può essere così insopportabile che possono manifestarsi comportamenti violenti verso gli oggetti, persone o animali coinvolti.
Spesso, per scongiurare le crisi, queste persone cominciano a concentrare la propria attenzione sui momenti antecedenti alla produzione dei suoni scatenanti. Tuttavia, queste costrizioni molto spesso possono diventare delle ossessioni nei confronti di questi suoni, estendendo in questo modo l’ipersensibilità e peggiorando così l’intolleranza verso le persone e/o situazioni dove compaiono i suoni scatenanti.
Le reazioni di disagio possono iniziare quando comincia il suono ma, come è stato precedentemente scritto, le emozioni negative possono svilupparsi anche alla vista delle attività associate ai suoni.

misofonia-sintomiÈ difficile spiegare ad una persona non misofonica che impatto può avere la misofonia sulle persone. Si potrebbe chiedere loro di immaginare la sensazione provata davanti a suoni particolarmente stridenti o acuti, come quello delle unghie raschiate su una lavagna.
Alla maggior parte delle persone questo suono non piace e probabilmente spingerebbe molti a chiedere alla persona che lo genera di smettere. Tuttavia, questo esempio è ancora lontano dal rendere l’idea dell’intensità della componente emozionale negativa che si manifesta nel misofonico. Non gradire qualcosa (come un suono particolarmente fastidioso come quello delle unghie sulla lavagna) è improbabile che induca una persona alla reazione violenta o di fuga.

E purtroppo, spesso, sono le persone piú vicine alla persona con misofonia a suscitare le peggiori reazioni. Come si può immaginare, questo può rendere difficile le relazioni personali e produrre una quantità significativa di stress. Portata all’estremo, nel tentativo di ridurre lo stress causato dall’esposizione dei suoni scatenanti che producono, una persona misofonica può diventare socialmente isolata dalla famiglia.
Il luogo di lavoro può diventare un problema quando una persona con misofonia è messo in una posizione in cui ha poca possibilità di plasmare l’ambiente in cui gli viene chiesto di lavorare. Un collega, consumando il suo pranzo, puó comportare nel misofonico un notevole calo di attenzione, distrarre o generare un vero e proprio attacco di panico.
Un ambiente scolastico può essere simile; avere un impatto negativo a lungo termine potrebbe interferire con la capacità di apprendimento o socializzazione del bambino.
Per questo è molto importante restare vicini alla persona che presenta questi sintomi e non ignorarla o sottovalutare le sue reazioni perchè le peggiorerebbe.

FONTI DELLE NOTIZIE:
Saludterapia, Misophonia

FONTI DELLE IMMAGINI:
Charity Drops, Storiadellamodafemminile

di Monia De Tommaso

Che cos’è la misofonia

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La parola misofonia [dal greco μίσος (misos): avversione, odio, profondo disagio, e φωνή (foné): suono] significa letteralmente significa “odio per i suoni”. Il termine fu coniato nel 1991 dai neroscienziati americani Pawel e Margaret Jastreboff ma molto spesso é sostituito dalla formula Sindrome della Sensibilità al Suono Selettivo (selective sound sensitivity syndrome, ovvero S4).
In particolare con il termine misofonia si fa riferimento ad un disturbo neuropsichiatrico in cui le emozioni negative (rabbia, di volo, l’odio, disgusto) sono innescate da suoni specifici della vita quotidiana.
Le persone che soffrono di questo disturbo hanno una sensazione soggettiva di disagio o insoddisfazione dinanzi a certi suoni. Attenzione tuttavia a non confondere la misofonia con altri problemi:

Iperacusia: patologia provocata da un’alterazione cerebrale nell’elaborazione dei suoni che vengono avvertiti più acuti e più forti a cui pertanto si diventa intolleranti
Fonofobia: ovvero paura ossessiva verso il rumore. Diversamente dall’iperacusia, ha spesso cause psicologiche indotte da traumi sonori
Acufene (in inglese troverete la forma tinnitus, derivante dal latino): disturbo uditivo costituito da rumori (come fischi, ronzii, fruscii, pulsazioni ecc.) che l’orecchio percepisce come fastidiosi a tal punto da influire sulla qualità della vita del soggetto che ne è affetto.

misofonia-fastidio-per-i-suoni-dell-alimentazioneLa malattia non è stata classificata come un disturbo indipendente nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disordini Mentali, VI edizione) o ICD-10 (Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi della Salute, X edizione); nel 2013 tre psichiatri dell’Academic Medical Center di Amsterdam hanno formulato criteri diagnostici per riconoscerla e hanno suggerito che fosse classificata come un disturbo psichiatrico indipendente.

Nel 2013 diversi studi neurologici e studi del cervello che si riferiscono al disordine misofonico hanno postulato che la valutazione anormale o disfunzionale dei segnali neurali avviene nella corteccia cingolata anteriore e la corteccia insulare. Queste cortecce sono anche implicate nella sindrome di Tourette, e sono il fulcro per l’elaborazione della rabbia, dolore, e informazioni sensoriali. Altri ricercatori concordano che la disfunzione ha origine in strutture del sistema nervoso centrale. Si sa ancora poco riguardo alla localizzazione anatomica delle anomalie che causano il quadro clinico, ma si ritiene che la parte cerebrale coinvolta possa trovarsi a livello dei centri superiori del sistema nervoso centrale, più centralmente rispetto a quella che genera le anomalie alla base dell’iperacusia.

misofoniaSulle cause della misofonia si sa poco, ma pare che questa intolleranza sia determinata da un disordine del sistema nervoso centrale, come conseguenza ad una determinata esperienza negativa connessa ad un suono specifico, forte o debole che sia. Il disturbo si manifesta intorno ai 13-14 anni (a volte puó insorgere all’etá di 10 anni) ed ha un’incidenza a livello familiare, il che fa a pensare ad una componente genetica. I rumori che provocano fastidio – a volte, anche rabbia e dolore – possono provenire da una persona che mangia, che si taglia le unghie, che russa, tossisce o sbadiglia; così come dal semplice parlare o respirare. Per alcune persone, il disturbo può essere influenzato anche da stimoli visivi ed ampliarsi ai movimenti del corpo, anche osservati con la coda dell’occhio. A causa del malessere provato, i soggetti che soffrono di misofonia possono accusare forte ansia ed avere bisogno di allontanarsi dalle persone che emettono i suoni.

Riconoscere la misofonia (soprattutto nei suoi primi sintomi) non é semplice tuttavia in questo sito cercheremo di dare delle informazioni utili perché tanto i diretti interessati quanto i famigliari e amici dei misofonici possano prendere provvedimenti.

FONTI DELLE NOTIZIE:
EcuRed, Wikipedia, TantaSalute

FONTI DELLE IMMAGINI:
Culturamix, Filhotedepombo, TavoloVirtuale

di Monia De Tommaso