Miley: da grave a lieve in sole 5 settimane di trattamento

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Miley, una bella ragazza di 20 anni, ha raccontato la sua storia con un atteggiamento molto positivo ed ottimista. Aveva circa 6 anni quando incominciò a sentire i primi sintomi della misofonia.
Nella prima adolescenza (12-14 anni) tuttavia il suo stato cominciò a peggiorare. Sulla base delle sue risposte al Questionario di Valutazione sulla Misofonia (MAQ – Misophonia Assessment Questionnaire), il suo grado di disturbo risultava davvero grave, con un punteggio di 49 su un massimo di 63.
Determinata a trovare una cura, decise di provare il trattamento con la guida di Tom Dozier, ovvero la Tecnica di Riprogrammazione Neurale (NRT – Neural Repatterning Technique). Ogni settimana si è incontrata con il dottore via Internet e in concomitanza ha usato un’applicazione per dispositivi chiamata Trigger Tamer inventata dal dottore che consente di “rimodellare” il proprio cervello per ridurre o eliminare le reazioni ad uno specifico suono scatenante. Il trattamento incominciò col focalizzarsi sui suoni scatenanti che lei udiva nella casa dei suoi genitori. Questi suoni le davano fastidio anche quando altre persone li facevano ma quando li sentiva dai suoi genitori, diventavano insopportabili.

misofonia-terapiaDurante le registrazioni necessarie per il trattamento NRT, Miley ha incominciato a praticare la tecnica del Rilassamento Muscolare Progressivo (PMR), probabilmente uno dei piú efficaci contributi alla risposta al trattamento.
Il primo suono scatenante sul quale si è lavorato è stato quello generato dalla raschiatura del cucchiaio sulla ciotola. Grazie al trattamento le sue reazioni a questo suono si sono ridotte notevolmente solo dopo 5 sessioni (di circa 30 minuti ciascuna). Il passo successivo è stato quello di iniziare a lavorare sui rumori della masticazione. Dopo solo 4 sessioni, anche in questo caso, le sue reazioni si sono ridotte molto.
Se prima del trattamento, nel questionario per entrambi i rumori il suo stato era risultato grave (aveva risposto con: “Mi sento una sensazione fisica che potrebbe essere meglio descritta come dolore e motivo e provoca emozioni molto forti”), dopo i trattamenti lo ha ripetuto ed è risultata misofonica in forma lieve (la sua risposta al questionario è stata: “Sento alcune sensazioni fisiche ma spesso/sempre posso ignorarle”).
Insomma, il suo punteggio complessivo MAQ è sceso da 49 a 11 in appena 5 settimane (delle quali le prime due sono state caratterizzate da sessioni di orientamento e di preparazione dei materiali per il trattamento, mentre solo le tre settimane successive sono state dedicate alle sedute vere e proprie). Miley ha ancora altri suoni su cui lavorare ma ora è fiduciosa, sa come affrontare il suo problema, ed è potuta tornare tranquillamente a scuola.
Possiamo leggere da due sue e-mail:

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19/09/14

La mia misofonia è molto migliorata, è incredibile. Anche le reazioni ai suoni sui quali non abbiamo davvero lavorato si sono ridotte molto. Il suono degli sbadigli per me sono ancora difficili da sopportare, anche a livello visivo, ma non arriva mai vicino al grado 9 o 10 come in passato. Il livello più alto che ho raggiunto è stato forse un 5, e di solito quando sono nervosa arrivo circa a 3.
Non ho ancora usato il Trigger Tamer per lavorare su eventuali nuovi suoni perchè nulla mi ha davvero infastidita abbastanza. Mi sento come se fosse tutto sotto controllo. Detto questo, se le mie reazioni dovessero iniziare nuovamente a peggiorare durante l’anno, lo imposterò.
Tuttavia ieri ad una conferenza ero circondata da persone che hanno sbadigliato e non ho dovuto alzarmi e andarmene. A un certo punto mi sono girata e ho fissato qualcuno che sbadigliava a causa di quell’impulso a “trovare chi ha fatto il rumore”, ma in fin dei conti sono riuscita a sopportare. Io uso il rilassamento muscolare durante le mie reazioni nervose ai suoni per evitare
che peggiorino. Consapevolmente dico a me stessa di rilassarmi e di lasciare che le mie mani fluttuino intorno per un po’.
Per ora sono ancora molto fiduciosa. Rispetto alla fine dell’anno scorso, c’è stato un miglioramento. Ma l’anno scorso la mia misofonia è peggiorata durante tutto l’anno scolastico, quindi sicuramente la terrò d’occhio per evitare che accada anche quest’anno”.

26/9/14

Mentre scrivo questo messaggio sono seduta in biblioteca di fronte ad uno che sbadiglia in modo abbastanza antipatico (con rumori esagerati, ecc.) e, registrando il mio stato nervoso, ho raggiunto forse un livello 1 o 2. Questo è incredibile. Lo so che questa mia miglioria puo’ oscillare, ma nei giorni peggiori mi concentro soprattutto sulle mie mani. Ancora non so come ringraziarvi abbastanza“.

Anche se la risposta così rapida di Miley al trattamento è insolita (benchè tali significative migliorie si siano viste anche in altri pazienti), tuttavia non si può non tenere conto di questa incredibile testimonianza.

Se vi interessa leggere anche altre testimonianze allora cliccate qui.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
MisophoniaTreatment

FONTE DELLE IMMAGINI:
PickledHamster, misofonia.com

di Monia De Tommaso

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Il PMR secondo il dott. Dozier

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Per chi segue le nostre pubblicazioni, il PMR (Rilassamento Muscolare Progressivo) non sarà una novità. Tuttavia crediamo che sia importante scrivere ancora un altro articolo a riguardo perché riteniamo questa tecnica è davvero molto utile per diversi motivi:

– ha dei benefici sui sintomi della misofonia;
– ha benefici a livello fisico quanto psicologico nella vita di tutti i giorni;
– potete realizzarla direttamente da casa vostra quando vorrete;
– non è una pratica costosa.

In particolare, in questo articolo riporteremo le considerazioni del dott. Dozier sul PMR perché possiate avere più informazioni possibili sull’argomento. Il testo che seguirà è tratto dalla trascrizione di un video del dottore e che potrete leggere cliccando qui.
Buona lettura.

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PMR, acronimo di Rilassamento Muscolare Progressivo, è una tecnica di rilassamento sviluppata agli inizi del 1920 da un medico americano di nome Edmund Jacobson per aiutare i pazienti con stress e ansia. Nel Regno Unito, è noto come Rilassamento muscolare Differenziale. Sicuramente avrete sentito la frase: “Mi sento molto tesa”. La parola “tesa” si riferisce alla tensione muscolare, che noi abbiamo quando ci sentiamo particolarmente sotto stress. Originariamente il PMR era una serie contrazioni e rilassamenti di 200 diversi gruppi muscolari del corpo. Ma da quel momento abbiamo scoperto che si ottiene lo stesso beneficio lavorando solo su 15 – 20 gruppi muscolari. Il PMR è solo un modo per ottenere uno stato di profondo rilassamento. Voglio dare credito alla fonte di queste informazioni, che sono prese da Il libro degli esercizi sull’ansia e fobia, di Edmund Bourne.
Se guardiamo a cosa significa avere uno stato fisiologico di profondo rilassamento di contro allo stress o il panico, ecco cosa provate fisicamente o fisiologicamente: avete una diminuzione della frequenza cardiaca, della frequenza respiratoria, della pressione sanguigna, la tensione nei muscoli scheletrici, il tasso metabolico o il consumo di ossigeno, e in realtà si avrà una riduzione del proprio pensiero analitico. Questo non è un momento di riflessione.

Ci sono una serie di benefici che si possono trarre da un quotidiano rilassamento profondo, e si ottengono questi benefici a prescindere da come si fa il rilassamento. Non solo si riduce notevolmente l’ansia generale e si impedisce l’accumulo di stress, ma si ottiene un aumento di energia e di produttività, si migliora la capacità di concentrazione e la memoria. Si riduce l’affaticamento e insonnia, i disturbi psicosomatici, come la pressione alta, emicrania, mal di testa, asma, e ulcere. Inoltre si giunge ad avere una maggiore fiducia in se stessi, una riduzione del senso di colpa, e una maggiore consapevolezza dei propri sentimenti.
La ragione per cui si ha una maggiore consapevolezza dei propri sentimenti è il rilassamento di diversi muscoli che se sempre tesi non permettono la ricezione di sensazioni quali quello della calma, rilassamento, felicità. Rilassandoli quotidianamente con un qualsiasi tipo di rilassamento profondo, si ha dunque maggiore consapevolezza della propria sensibilità.

Specificamente per quanto riguarda la misofonia, il Rilassamento Muscolare Progressivo donerà un generale senso di benessere che consentirà di ridurre i suoi sintomi. Ma questo è solo uno dei vantaggi per la misofonia. L’altro vantaggio che si ottiene dal PMR è la possibilità di rilassare i muscoli su richiesta, quindi ridurre drasticamente la rabbia e la tensione muscolare dopo un innesco muscolare.Inoltre si può imparare a rilassare i muscoli anche prima di un innesco. Se sa di essere in una situazione in cui si sta per essere attivati, si possono rilassare i muscoli prima dell’innesco rendendolo effettivamente meno potente.

In sostanza il PMR contribuirà a ridurre il vostro riflesso fisico al fattore di innesco. Inoltre, se si desidera utilizzare l’applicazione Trigger Tamer, si avrà risultati molto più velocemente perchè si possono rilassare i muscoli durante il suo utilizzo accelerando così anche il processo di riconnessione neurale nel cervello lucertola.
Ed ora, vi lascio con alcune linee guida per il rilassamento muscolare progressivo. Innanzi tutto è meglio farlo due volte al giorno, se possibile mattina e sera, soprattutto nella prima settimana. Una volta al giorno è sufficiente, ma così ci vorrà più tempo per vedere risultati. Durante una seduta di PMR assumete una posizione comoda, in una stanza tranquilla, per essere senza distrazioni dai 20 ai 30 minuti, giusto il tempo per la seduta. Una volta assunta la dimestichezza necessaria, è possibile completare l’esercizio in 10 minuti. Sarebbe meglio fare una seduta a stomaco vuoto e come già accennato, nella più totale comodità perché possiate sentirvi a vostro agio: su un divano, un letto, una poltrona o sul pavimento e con abiti comodi. Questo è un momento in cui non dovrete avere preoccupazioni o pensare ad altro. Dovete avere un atteggiamento passivo, di distacco, essere lì e lasciare che il vostro corpo si rilassi; dovete essere gli osservatori di voi stessi: osservare il modo in cui i muscoli reagiscono è una parte importante del PMR.

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Per fare una sessione di PMR, è sufficiente seguire un’audio guida. Si inizia con un paio di respiri profondi, poi contrarre un gruppo muscolare per 7-10 secondi, mantenerli contratti e concentrarsi su di loro, fino a visualizzare la tensione muscolare. Infine si rilassa il gruppo muscolare fino a sentirne la mollezza. Si deve notare la differenza tra tensione e rilassamento. E poi si ripete questo procedimento per ogni gruppo muscolare del corpo che si vuole usare nella seduta.
Ci vogliono circa 14 giorni per imparare l’abilità di rilassare i propri muscoli, e comunque si migliora sempre più con la pratica. Quando si sarà sufficientemente bravi, basterà semplicemente desiderare di rilassarsi perché i muscoli del proprio corpo si abbandonino e le reazioni nervose generanti contrazioni muscolari (come quelle misofoniche) si riducano notevolmente.
Ricordate che il PMR diffonde un senso di benessere generale che riduce l’impatto e la gravità della misofonia.”

Ecco il vostro compito per casa: andate sull’articolo inerente il PMR e fate una  di rilassamento muscolare progressivo seguendo le istruzioni audio guidate delle quali abbiamo riportato i link. Ne troverete di due tipi, realizzati da due voci differenti. Ascoltate una di queste lezioni audio guidate per la prima settimana, perché impariate a concentrarvi sulla contrazione e rilassamento dei muscoli, fattori fondamentali per lo sviluppo delle connessioni cerebrali, e quindi a rilassare i muscoli su richiesta.

Se vi sentite innescati dalle voci riportate nelle audio lezioni allora potete fare uso del copione in formato pdf di una seduta di PMR, sulla stessa pagina web. Noi consigliamo comunque di prendere visione di questo copione anche prima di inziare una seduta audio perchè possiate avere già un’idea di quello che farete. Se volete vedere più rapidamente il miglioramento allora praticate il PMR due volte al giorno.

Speriamo che questo articolo sia per voi utile, anche se ma non si sa quanto lo sia davvero fino a quando non si prova a fare le sedute di rilassamento per 14 giorni. Provate!

FONTE DELLE IMMAGINI:
Thisisyoga, Misofonia.com

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
misophoniatreatment

di Monia De Tommaso

Rilassamento Muscolare Progressivo

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Il Rilassamento Muscolare Progressivo (PMR – Progressive Muscle Relaxation) è un addestramento avente come obiettivo quello di ridurre la tensione muscolare e altre manifestazioni somatiche che accompagnano l’ansia. Tutto il training si basa sull’alternanza della contrazione/rilasciamento di tutti i distretti muscolari al fine di ottenere un rilassamento globale che interessi tutto il corpo. L’attenzione viene posta in particolar modo sui momenti di decontrazione allo scopo di distinguere gli stati di tensione presenti nelle nostre vite quotidiane e di cui generalmente non siamo consapevoli.

Per far in modo che l’ allenamento funzioni occorre tale abilità sia praticata diverse volte per impararla bene. Inoltre sarebbe opportuno eseguire questo tipo di rilassamento per 10-14 giorni, prima di decidere se funziona su se stessi. Una volta imparata questa abilità, si potranno rilassare i muscoli quando si sentirà un suono di attivazione.
Una volta inserita questa tecnica nella routine, si può fare il PMR per 15-20 minuti circa ogni giorno, anche due volte al giorno.

Ecco alcuni testi contenenti le formule importanti da leggere per il rilassamento muscolare progressivo:

Rilassamento-Muscolare-Progressivo-Copione
Appendice-CC

Una pratica che potrebbe inoltre aiutare, non solo nella vita in generale ma anche nel caso specifico, è quella del training autogeno che vi permetterà di avere più padronanza della vostra muscolatura volontaria e involontaria.

Il PMR si avvale anche dell’uso del colore dei rumori per essere più efficace. Di seguito troverete alcuni link dai quali potrete scaricare gratuitamente file audio con il rumore bianco, rosa, e marrone che possono essere utilizzati per bloccare i suoni scatenanti. I file sono ospitati su Google Drive per il download che potrete effettuare cliccando la freccia che punta verso il basso (al centro della barra nera della pagina).

Rumore bianco – 10 minuti
Rumore bianco – 30 minuti
Rumore rosa – 10 minuti
Rumore rosa – 30 minuti
Rumore marrone – 10 minuti
Rumore marrone – 30 minuti

Di seguito potrete vedere parte di un’intervista che il dott. Dozier fa a Virginia, una sua paziente che descrive la sua esperienza con il Rilassamento Muscolare Progressivo e la misofonia dimostrando che ci sono diversi vantaggi nell’iniziare un trattamento che si fonda sul PMR.

Di seguito potrete trovare due esercizi di Rilassamento Muscolare Progressivo in formato audio.

Esercizio di PMR numero 1
Esercizio di PMR numero 2

FONTE DELLE IMMAGINI:
Dott.ssaMarinellaMagnani

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
misophoniatreatment

di Monia De Tommaso

Il colore dei rumori

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Il colore dei rumori può essere utilizzato per mascherare i suoni offensivi, di solito attraverso la riproduzione tramite auricolari o cuffie. Nel dettaglio, in natura esistono vari tipi di rumore e la terminologia relativa ha origine in analogia con lo spettro delle onde elettromagnetiche, così un rumore viene chiamato analogamente alla radiazione elettromagnetica di spettro simile. Per esempio, una radiazione elettromagnetica di spettro simile a quello del rumore bianco, all’interno della banda della luce visibile, appare all’occhio umano come luce bianca.

Anche se c’é una vasta gamma di colori (bianco, rosa, marrone, blu, viola e grigio), quelli generalmente utilizzati dalle persone con la misofonia per mascherare i suoni scatenanti sono rumore bianco e il rumore rosa. Vale la pena di sperimentarli per vedere se qualcuno di essi ha qualche effetto su di voi.
Il rumore marrone poi è un’altra possibilità. Tutti questi suoni sono disponibili in commercio, e sono anche scaricabili gratuitamente da Internet.

Si ricorda di accertarsi che il file sonoro trovato online provenga da una fonte affidabile prima di scaricarla sul computer. Inoltre, alcuni professionisti sostengono che l’uso eccessivo di rumori con colore possa aggravare la misofonia.

Noi di Misofonia.com non siamo medici pertanto non siamo sicuri degli effetti generati dall’uso di questi suoni; le nostre sono ricerche di medici che riportiamo su questo sito per metterle a disposizione di tutti i misofonici. Consigliamo pertanto di consultare un otorinolaringoiatra di fiducia e, poichè ogni individuo è diverso da un altro e soggetto a diverse reazioni, di ascoltare questi rumori con cautela.
Inoltre, dopo aver usato i diversi prodotti per la cancellazione del rumore, assicurarsi di essere ancora in grado di sentire il suono degli allarmi antincendio, antifumo, per monossido di carbonio e di altri dispositivi di sicurezza.

Questo articolo non solo è importante per scoprire il colore dei rumori ma come premessa all’articolo sul Rilassamento Muscolare Progressivo, trattamento che si avvale anche di questi particolari suoni per ridurre i sintomi della misofonia.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
misophoniatreatment

FONTE DELLE IMMAGINI:
YogaMeditazioneBenessere

di Monia De Tommaso

Come i bambini sviluppano la misofonia

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Nota: Ciò che seguirà è la testimonianza del dott. Dozier fondatasi sulle ricerche realizzate su numero di pazienti adulti con misofonia, di bambini misofonici con i quali ha lavorato e i commenti dei genitori. La misofonia si sviluppa attraverso un processo di esperienza chiamata ”condizionata” o “di condizionamento”. Si tratta di un processo in cui sviluppiamo (acquisiamo) un’azione di riflesso nei confronti di alcuni stimoli prevedibili/ripetitivi. È un processo umano automatico, e non possiamo “permettere” a un bambino di farlo o non farlo. Il processo consiste nell’accostare uno stimolo e una condizione emotiva / fisica. Lo stimolo può essere qualsiasi suono ripetuto; i più comuni sono i suoni prodotti durante la masticazione, ma potrebbe anche essere un suono di respirazione, voci soffocate attraverso i muri, dattilografici, alcuni suoni consonantici delle parole (come “s”), o qualsiasi altro suono.

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In un articolo sul trattamento della misofonia e altre condizioni di udito, il dottor Pawel e Margaret Jastreboff hanno scritto che le reazioni misofoniche, “sono regolate da principi di riflessi condizionati, con la parte inconscia del cervello giocando un ruolo significativo”. Riporto questo concetto per rendere l’idea di come la misofonia si sviluppi attraverso l’esperienza, e non è qualcosa che accade solo a causa di un difetto cerebrale o condizione genetica.

Due tipi di bambini in cui si è sviluppata la Misofonia

Ho trovato che generalmente ci sono due tipi di bambini che sviluppano la misofonia.

Bambini di “Tipo 1”: In primo luogo, c’è il bambino accondiscendente e sensibile. Questo bambino è cooperativo, premuroso, ed emotivamente in sintonia con i sentimenti degli altri. Benchè questo tipo di bambino non esterni uno stato emotivo agitato, quando la mamma o il papà sono arrabbiati, sono sconvolti. Un paziente adulto mi ha raccontato la sua storia di come ha sviluppato il sua prima sensibilità misofonica. Lei (il paziente era una donna) era sensibile agli stati d’animo di suo padre, e ricorda di quando suo fratello lo baciava quando lui mangiava. A tavola, suo padre lo rimproverava per i baci (il cui suono che sarebbe alla base della sua angoscia), tuttavia, dopo pochi minuti, il ragazzo riprendeva nuovamente. Per lei quel suono risultava doloroso perché sapeva che a suo padre non piaceva. Così, in un secondo momento, quando era calma (come a colazione) e il padre non era lì, sentì il suono del bacio e il riflesso misofonico creò la condizione di disagio provata a tavola durante il pranzo. Dopo che il bambino sviluppa la Misofonia, può diventare molto esigente per quanto riguarda la sensibilità acquisita e ha esplosioni emotive. Questa è una caratteristica propria della misofonia;  ciò non fa di lui un bambino di “Tipo 2”.

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Bambini di “Tipo 2”: il secondo tipo di bambino che sviluppa la misofonia è determinato, irascibile, e ha un forte senso di onestà (anche se probabilmente non corretta). Questo bambino crea il suo proprio mondo di sofferenza. Può lamentarsi sull’ora di andare a letto, quando deve lasciare gli amici, di dover spegnere il videogioco, o non arrivare a fare qualcosa. Questo bambino avrà spesso un conflitto con un genitore o un fratello. Una bambina di 10 anni con cui ho lavorato, ha sviluppato la sua misofonia udendo il fratello minore mangiare a tavola qualcosa di croccante. Avevano una battaglia in corso sullo “smetterla di fissarsi”. Lei avrebbe voluto arrabbiarsi e urlare mentre lui discuteva e sgranocchiava, sgranocchiava, sgranocchiava (mangiando a bocca aperta perché aveva il naso intasato). Dopo lo sviluppo del riflesso incondizionato, quando lei lo sentiva sgranocchiare il suo cibo, il suo cervello innescava automaticamente lo stato di disagio che aveva provato quando aveva litigato con lui a tavola. In un gruppo di Facebook, ho posto la seguente domanda:

“Ho osservato che i bambini con misofonia rientrano generalmente in 2 classi: n°1. Ben educati, quasi bambini ideali. Molto coscienziosi e cooperativi, apparentemente stabili emotivamente. n°2. Bambini volitivi, che si arrabbiano facilmente, e fanno forti richieste emotive per quello che vogliono. Potete dirmi se il vostro bambino si adatta alla prima, seconda, o altre (e per favore specificate) categorie?”

Ho ottenuto 36 risposte: 21 per il 1° tipo; 13 per il 2° e 2 per entrambi. Penso che questo sia abbastanza coerente con la mia osservazione generale.

Sviluppare la prima sensibilità misofonica

La ragione per cui questi due tipi di ragazzi sviluppano la misofonia è perché vivono entrambi un’esperienza di stress emotivo. I bambini di Tipo 1 possono avere difficoltà ad essere sensibili ai sentimenti degli altri. La mia ipotesi è che i bambini con ansia o disturbo ossessivo-compulsivo appartengano al primo gruppo, e queste condizioni genetiche creano anche difficoltà che potrebbero portare alla misofonia. I bambini di Tipo 2, invece, creano la propria sofferenza e il proprio sconvolgimento emotivo. In entrambi i casi, è l’unione di uno stato di necessità e un suono, soprattutto quando il suono è ripetuto, a giocare un ruolo nella sofferenza dell’individuo.

La misofonia è causata dalla genetica o dal fattore ambientale (esperienza)?

La risposta è “entrambi”. La genetica gioca un ruolo importante nel plasmare il carattere di un bambino di Tipo 1 o di Tipo 2; tuttavia l’esperienza in casa gioca un ruolo fondamentale. Alcuni bambini sono estremamente tranquilli: questo ha sia una componente genetica che una componente legata all’esperienza. Per questo tipo di ragazzi sembra molto improbabile lo sviluppo della misofonia. Quindi non dovremmo dire che la misofonia è causata dalla genetica o dall’ambiente circostante, ci vogliono entrambe le cose. Quello che possiamo dire è che la misofonia non è semplicemente una condizione genetica, ciò che si accende come un interruttore ad una certa età.

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Che cosa può fare un genitore?

Questa è una situazione difficile per i genitori. Alcuni (o voi) possono dire che il vostro bambino si comporta come un ragazzino viziato.
Sembra che il vostro bambino debba essere in grado di ignorare il suono, ma non è così! Forse pensate che il vostro bambino voglia solo attirare l’attenzione o avere il controllo sulla famiglia. Tuttavia la misofonia è una malattia unica, dove un suono comune fa sì che il bambino provi una grande angoscia. Non è una scelta del vostro bambino quella di essere disturbato dal suono; essere angosciato dal suono è un’azione riflessa involontaria.
Se lasciate che la misofonia faccia il suo corso naturale, vi dovrete aspettare un progressivo peggioramento nel tempo. Si svilupperanno altre sensibilità ai suoni, anche sensibilità di tipo visivo, molto spesso sviluppatesi a scuola o con gli amici. E una volta che questo accade, la misofonia può avere un grande impatto negativo sulla vita di vostro figlio.
Ci sono opzioni di trattamento. Alcune sono costose, altre sono difficili da eseguire. Nessun trattamento funziona per ogni bambino ma ci sono cose molto importanti che si possono fare per aiutare il vostro bambino con questa condizione. Ci sono cose che possono ridurre le reazioni nervose e ci sono trattamenti che hanno aiutato gli altri. Quindi, fate quello che si può il prima possibile.

Aiuto per il vostro bambino misofonico

Il primo passo per aiutare il vostro bambino è quello di ridurre l’esposizione ai fattori scatenanti. Il vostro bambino ha bisogno di essere libero di allontanarsi da una situazione di innesco. Esposizioni durevoli ai fattori scatenanti (per esempio, restare dove ci sono i suoni scatenanti) aumentano la forza della reazione riflessa innescata e provocano lo sviluppo di nuove sensibilità. Si prega di non far sopportare al bambino i fattori di innesco.
Il rumore nella camera aiuta a ridurre la chiarezza del suono scatenante e la gravità della reazione riflessa. Aggiungete il rumore di macchine o ventole nella vostra casa; riproducete dei suoni naturali, come se viveste vicino ad una cascata. Questo è uno dei modi più semplici e veloci per ridurre la gravità della reazione misofonica. Il vostro bambino può anche indossare cuffie con rumore bianco (o suoni della pioggia). Cuffie aperte con auricolari sono preferibili, come ad esempio le cuffie Sony Sport. Con il volume impostato correttamente, il vostro bambino può sentire le conversazioni e ridurre notevolmente (ma non eliminare) la reazione ai suoni scatenanti. Il trattamento fornito da un audiologo utilizza un generatore del suono dietro l’orecchio. Questi sono grandi per mascherare i suoni scatenanti e sono praticamente invisibili. Questo metodo aiuterà il bambino a gestire la misofonia, ma in genere non ad eliminare il fattore scatenante che viene reso semplicemente sopportabile.
Soprattutto con i bambini di Tipo 2, i problemi comportamentali devono essere risolti indipendentemente dalla misofonia. In tal caso potrebbe essere di grande aiuto che i genitori facciano degli incontri con uno specialista nelle scienze del comportamento umano, estremamente potente nell’incoraggiare e ottenere il comportamento desiderato, ridurre i comportamenti problematici, rafforzare le relazioni, e aumentare i tratti caratteriali positivi.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
misophoniatreatment

FONTE DELLE IMMAGINI:
Alkemica, Progetto Policoro Forlì

di Monia De Tommaso

NRT: trattamento, costi e altri dettagli

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In un precedente articolo abbiamo spiegato che cos’è la NRT, ovvero la Tecnica di Riprogrammazione Neurale invetata dal dott. Tom Dozier. In questo articolo vedremo in cosa consiste questo trattamento e quanto verrebbe a costare.

Il trattamento: la prima sessione è stata progettata unicamente per comprendere i pazienti con esperienza misofonica e determinare come organizzare il trattamento di “riprogrammazione”. Il tempo e il costo della prima sessione possono essere notevolmente ridotti dal paziente guardando i video di Tom Dozier sulla misofonia. I trattamenti di “riprogrammazione” iniziano nella seconda settimana, e richiedono l’uso dell’applicazione Trigger Tamer. La seconda sessione prevede un breve trattamento di “riprogrammazione” con l’uso del Trigger Tamer per assicurarsi di avere impostato correttamente le informazioni. Vengono assegnati anche degli esercizi della durata di 30 minuti da svolgere quotidianamente.
Dopo la seconda settimana, le sessioni sono di circa 15-30 minuti. Si prevede che il trattamento richieda dalle 9 alle 15 sessioni. Se questo trattamento è adeguato per il paziente allora si dovrebbero vedere risultati positivi dopo circa 2 settimane dal suo inizio. A seconda della risposta del paziente, il miglioramento verso l’ambiente esterno può oscillare dal paio di settimane a pochi mesi.
Questo trattamento è più adeguato per una persona che ha un paio di fattori scatenanti gravi, e gli inneschi sono limitati a individui specifici. Se invece il paziente è attivato da un suono dalle diverse sfaccettature (come qualsiasi suono della masticazione) e che è fatto da chiunque, allora questo  trattamento potrebbe non essere sufficiente e quindi avere i risultati sperati.

Costo: il costo del trattamento è fissato da ciascun fornitore, ma ora è più basso grazie all’applicazione Trigger Tamer. Questa applicazione consente di automatizzare il processo di trattamento, riducendo il tempo necessario per le sedute col terapeuta. Ad esempio, Tom Dozier chiede $ 100 all’ora. La prima settimana è di solito di un’ora, ma può essere meno se si guardano i video del dott. Dozier. La seconda settimana è costituita anche da una seduta di un’ora che comprende una sessione di trattamento. Dopo di che, ogni sessione settimanale è 15-30 minuti ($ 25- $ 50). L’applicazione invece costa 40 dollari su iTunes e Google Play.

Garanzia: per questo trattamento Tom Dozier fornisce una garanzia di rimborso incondizionato. La garanzia è “soddisfatti o rimborsati”.

FONTE DELL’INFORMAZIONE:
misophoniatreatment

FONTI DELLE IMMAGINI:
DesktopNexus

di Monia De Tommaso

Scala di Attivazione della Misofonia (MAS-1), spieghiamola meglio

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Sicuramente leggendo gli articoli di questo sito vi sarete imbattuti nella sigla MAS-1. Altrettanto sicuramente avrete letto che si tratta della Scala di Attivazione della Misofonia che misura l’entità della vostra sensibilità ai suoni con una scala che va da 0 a 10 livelli (perciò 11 livelli). Cliccando qui potrete accedere alla versione PDF di questa scala utilizzata in molti centri adibiti alla cura della misofonia. In questo articolo invece troverete una spiegazione più dettagliata di questa Scala perchè possa esservi di aiuto per collocarvi più facilmente in un gruppo.

Come abbiamo già scritto, i punti di autovalutazione sono stati ideati per aiutare a capire attraverso la gamma di sintomi raggruppati in diversi punti, il proprio grado di misofonia.
Alcuni misofonici potrebbero non manifestare necessariamente tutti o anche molti di questi comportamenti, inoltre alcuni possono presentare sintomi in un ordine diverso (per esempio manifestare comportamenti conflittuali prima di quelli più cooperativi), ad ogni modo è attualmente l’unico strumento per ora esistente e disponibile ai pazienti per una auto-valutazione.

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Attenzione:
questo non è uno strumento di diagnostica. Noi presentiamo le informazioni sulla misofonia come un servizio pubblico, ma vi preghiamo di non prendete le informazioni come consulenza medica.

GRUPPO 0: La persona sente un suono scatenante conosciuto ma non avverte alcun disagio

GRUPPO 1: La persona ha un livello minimo di coinvolgimento misofonico e può essere consapevole del fatto che alcuni suoni possono essere un problema o un fastidio, ma non sembra avere una significativa esperienza negativa con loro. Alcune persone hanno commentato un suono usando l’espressione “mi sale sui nervi”.

(Soggetto n°1 – Bobby) “Non sono agio quando vado a visitare la mia famiglia.”
(Soggetto n°2 – Pam) “A volte sono frustrata.”
(Soggetto n°3 – Sabrina) “Vorrei che ci fosse qualcosa che potesse farlo andare via.”

GRUPPO 2: La persona a questo livello ha riferito di provare abbia o ha avuto qualche esperienza con la misofonia ma non sembra avere una forte risposta di lotta o fuga. Si sente a disagio, ma è in grado di sopportare l’evento di innesco senza eccessivo stress e può essere in grado di allontanarsi dal suono incriminato, senza sforzo significativo (o, eventualmente, subire l’evento).

(Soggetto n°1 – Cindy) “Mi permetto di lasciare la stanza se mi sento irritata”.
(Soggetto n°2 – Rach) “Devo guardare lontano e qualche volta sono ritornata in me stessa trattenendo il respiro e la mia mente in subbuglio per altre è come se si allontanasse.”
(Soggetto n°3 – Pam) “Se abbiamo degli ospiti che masticano male, trovo un motivo per lasciare la sala.”

GRUPPO 3: La persona ha segnalato di aver vissuto una significativa risposta negativa che include il desiderio di fuggire al suono scatenante, chiedere gentilmente a qualcuno di smettere di fare il suono offensivo o la sensazione di essere al limite della sopportazione fino a quando il suono cessa. A questo livello, la persona trova difficile sopportare il fattore scatenante.

(Soggetto n°1 – Chasity) “Ho imparato a lasciare la stanza solo quando lui mangia il gelato o divento molto arrabbiata.”
(Soggetto n°2 – Bretagna) “Mi arrabbio e vado nell’altra stanza. Quando guardo la televisione, se sento qualcuno mangiare o se li vedo mangiare non guardo la TV per un po’.”
(Soggetto n°3 – Todd) “Altre volte ho sperimento rabbia interiore e mormoro sottovoce o trovo una scusa per lasciare il tavolo.”

GRUPPO 4: La persona segnala di aver avuto almeno una reazione di lotta o fuga. La persona può sentirsi tesa e apparire turbata da un suono. Tale persona può sentire delle reazioni intensificate come descritto al livello tre. Inoltre, ha la tendenza a coprirsi o tapparsi le orecchie. Alcune persone hanno riportato il pianto come una delle loro reazioni significative e altri riferiscono di essersi domandati se sono “pazzi”.

(Soggetto n°1 – Clara) “Questa cosa mi sta facendo impazzire. Ho già avuto più attacchi di panico.”
(Soggetto n°2 – Tony) “Mi capita spesso di coprirmi le orecchie, come un bambino di 5 anni, roba da matti. La mia povera moglie cerca di affrontare il peso di questo problema.”
(Soggetto n°3 – Alex) “Il peggio è quando nessuno ti capisce e pensano che tu stia impazzendo … anche i miei genitori credono che io sia pazzo; loro non credono in una cosa come la misofonia.”

GRUPPO 5: La persona riferisce di avere un potente desiderio di lotta o fuga che può essere espresso come il panico. La risposta è immediata e non è qualcosa che la persona è grado di controllare; il suono incriminato può suscitare forti sentimenti di disgusto. Alla persona di livello 5 può sembrare che il suono incriminato, se provenienti da un’altra persona, sia stato fatto intenzionalmente o in modo inappropriato.

(Soggetto n°1 – Juli) “Gli ho chiesto di fermarsi e ha detto che non era colpa sua e ha iniziato a mostrarmi drammaticamente le differenze tra il masticare a bocca aperta e a bocca chiusa. Ho dovuto coprire le orecchie e urlare.”
(Soggetto n°2 – James) “Ho quasi la sensazione che mi prendano in giro.”
(Soggetto n°3 – Randy) “Non riesco a capire come le persone possano essere così ignoranti.”

GRUPPO 6: La persona può sentire il bisogno di imitare “sarcasticamente” il suono offensivo o avere uno scatto nervoso sulla persona che effettua il suono. Alcune persone riferiscono di aver bisogno di urlare. Il soggetto a questo livello può anche avvertire delle reazioni fisiologiche come la tensione di alcuni muscoli.

(Soggetto n°1 – Becky) “… da allora sono sicuro che il mio viso sia rosso e il mio sangue sia ribollisca.”
(soggetto n°2 – Heather) “Voglio urlare al sentire gli effetti sonori che egli fa giocando con i suoi giocattoli.”
(Soggetto n°3 – Rachael) “Provo una rabbia intensa, ansia e panico. Mi sento tesa e nervosa.”

GRUPPO 7: La persona riporta di non essere in grado di essere distratto dal suono scatenante e ha bisogno che il suono cessi immediatamente. Può allontanarsi bruscamente dal fattore scatenante, in modo inappropriato e / o insistere verbalmente sul fatto che la persona incriminata cessi immediatamente di fare il rumore.

(Soggetto n°1 – Georgia) “Devo fare una replica a voce sostenuta, dicendo per esempio ‘finiscila’, ogni volta che sento il suono scatenante, ma non funziona molto bene.”
(Soggetto n°2 – Monika) “… con i ragazzi che si comportano in modo anomalo sul retro mio marito urla loro ‘FINITELA!!’ ed io finisco col coprirmi le orecchie e urlare anche.”
(Soggetto n°3 – Melissa) “… ho fatto il tentativo di focalizzare l’attenzione su stimoli diversi da quello avversivo, ma non è possibile.”

GRUPPO 8: Questo livello genera un grado intensificato di stress (come riportato dagli intervistati). Entrano in gioco tutti i sintomi e le reazioni elencate finora. La persona può diventare verbalmente violenta, può minacciare qualche azione che farà al cessare del suono offensivo o ha altri pensieri estremi su come gestire la situazione.

(Soggetto n°1 – Nina) “Mi sento orribile quando urlo le urlo contro, ma devo urlare, altrimenti quell’orribile sensazione viene semplicemente imbottigliata dentro di me e non riesco proprio a smettere di piangere e odiare me stesso.”
(Soggetto n°2 – Smithy) “Non ho posso aiutare ma attualmente gli urlo di smetterla.”
(Soggetto n°3 – Raymond) “Se gli scagli una forchetta, credo si fermerà mangiare rumorosamente i cereali.”

GRUPPO 9: Questo livello sembra essere caratterizzato da un odio molto intenso verso il suono (x) e può suscitare il desiderio di aggredire o fare cessate il suono problematico con metodi inadeguati o eccessivi. La persona potrebbe avere la tendenza a frenarsi utilizzando qualche tipo di dolore auto-indotto, come una distrazione. Il pensiero di avvalersi della violenza è molto comune e dimostra i livelli molto alti che ha raggiunto lo stress.

(Soggetto n°1 – Samuel) “Vi sono altri là fuori che sentono la rabbia che sento io e sono ad un soffio dall’attaccare fisicamente i campanari dell’Esercito della Salvezza di ogni festa di stagione?
(Soggetto n°2 – Debbie) “Odio quando chiedo gentilmente a qualcuno di smettere di masticare una chewingum o di mangiare ghiaccio e questo pensa che sia divertente farlo un altro paio di volte !!! Se solo sapessero quanto ci vuole per trattenermi dal prenderli a pugni in faccia non lo farebbero.”
(Soggetto n°3 – Claire) “Misofonia significa dolore costante e panico. Significa temere di far male a qualcuno. Significa che soffrire giorno per giorno e non importare a nessuno.

GRUPPO 10: A questo livello dello spettro, la persona riferisce di aver avuto un comportamento violento. Ha fisicamente attaccato un’altra persona o ha causato a se stesso un danno significativo.

(Hannah) “A volte inizio a tremare e mi colpisco quando il suono continua ad esserci. Mio marito pensa che io sia pazza. Non posso farne a meno.”

In conclusione, utilizzate le informazioni che avete appena imparato in questo articolo per affrontare la misofonia. Non solo potrete fare la vostra valutazione sul valore del vostro grado di sensibilità ai suoni ma potrete rendervi conto che non siete soli! Altre persone lottano contro questa intolleranza e potrete dialogare con loro e confrontarvi nel gruppo Facebook Coscienza misofonica.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Misophonia

FONTI DELLE IMMAGINI:
misofonia.com

di Monia De Tommaso