Il trattamento per bambini del dott. Tom Dozier

misofonia-bambini

In una sezione del suo sito (troverete la fonte in basso a questo articolo), abbiamo trovato la parte conclusiva della sua ricerca della misofonia nei bambini e del suggerimento di trattamento. Vi riportiamo quanto abbiamo trovato in lingua italiana.

“Il primo passo per aiutare il vostro bambino è quello di ridurre l’esposizione ai fattori scatenanti. Il vostro bambino ha bisogno di essere libero di lasciare una situazione scatenante. Esposizioni durevoli ai fattori scatenanti (per esempio, restare dove ci sono i suoni scatenanti) aumentano la forza della reazione riflessa innescata e provoca lo sviluppo di nuove sensibilità. Si prega di non farli sopportare al bambino.
Il rumore nella camera aiuta a ridurre la chiarezza del suono scatenante e la gravità della reazione riflessa. Aggiungete il rumore di macchine o ventole nella vostra casa; riproducete dei suoni naturali, come se viveste vicino ad una cascata (e qui noi di Misofonia.com vi invitiamo ad osservare: il concetto dei suoni naturali per rilassarsi non vi ricorda i precetti di Matsumoto? Non sottovalutatelo). Questo è uno dei modi più semplici e veloci per ridurre la gravità della reazione misofonica. Il vostro bambino può anche indossare cuffie con rumore bianco, o suoni di pioggia (date un’occhiata all’articolo sui Rumori colorati) da un iPod. Cuffie aperte con auricolari sono preferibili, come ad esempio le cuffie Sony Sport. Con il volume impostato correttamente, il vostro bambino può sentire le conversazioni e ridurre notevolmente (ma non eliminare) la reazione ai suoni scatenanti. Il trattamento fornito da un audiologo utilizza un generatore del suono dietro l’orecchio. Questi sono grandi per mascherare i suoni scatenanti e sono praticamente invisibili. Questo metodo aiuterà il bambino a gestire la misofonia, ma in genere a non eliminare il fattore scatenante che viene reso semplicemente sopportabile. Soprattutto con i bambini di Tipo 2, i problemi comportamentali devono essere risolti indipendentemente dalla misofonia. Aiutare i genitori con i bambini difficili è il mio campo di carriera primario. Baso il mio lavoro con i genitori sulla scienza del comportamento umano, che è estremamente potente nell’incoraggiare e ottenere il comportamento desiderato, ridurre i comportamenti problematici, rafforzare le relazioni, e aumentare i tratti caratteriali positivi. Con 5-10 sessioni di coaching per genitori mi potete aiutare ad aiutare il vostro bambino (e fornisco una garanzia di rimborso)”.

Cari lettori, con questo articolo non vogliamo fare pubblicità al dott. Dozier ma vogliamo considerare quanto ha scritto come un punto di riflessione per aiutare il proprio bambino misofonico al quale bisogna essere vicini.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Misophoniatreatment

FONTE DELL’IMMAGINE:
NanoPressDonna, sanihelp.it

di Monia De Tommaso

Annunci

Il parente di un misofonico: “Perchè non pensano a noi?”

misofonia-e-parenti-e-amici-di-misofonici

In questo sito la misofonia non verrà esaminata solo dal punto di vista di chi ha questo disturbo, ma anche dal punto di vista di chi vive insieme ad un misofonico. Cosa prova? Come vive la sofferenza del misofonico? Per avere un quadro più completo di ciò che significa “misofonia”, riportiamo questa testimonianza.

“Mia sorella sembra avere la misofonia. Devo dire che, qualunque sia il suo livello di disagio, nel corso degli anni lei ci ha fatto sentire tristi. L’imitazione, i commenti sprezzanti, le occhiatacce, il disprezzo … non posso nemmeno dire il dolore che ha causato ai miei genitori, a mia nonna e a me negli ultimi 35 anni o giù di lì.

misofonia-e-parenti-e-amici-di-misofonici (2)Ora ha iniziato a criticare mia figlia, di 10 anni, quando mastica con la bocca aperta o quando le capita di far toccare la posata i suoi denti mentre mangia. Beh, ho una notizia per lei: la bocca del bambino non è abbastanza grande per evitare l’utensile a volte tocca i suoi denti! E io non le permetto di criticare la mia bambina e farla sentire in colpa per come mangia e per il modo in cui l’ho cresciuta.

Le persone a cui è stata diagnosticata la misofonia parlano tutte di come i pasti fossero un’agonia per loro. Beh, ho una notizia per loro: l’agonia era anche per la famiglia. Non hanno idea di cosa vuol dire cercare di non fare rumore e ancora ricevere occhiatacce da tua sorella che imita i suoni che produci mentre mangi, esasperandoli. Stamattina ho letteralmente camminare in punta di piedi mentre le passavo accanto perché non commentasse il mio “passo pesante”, che nessun altro ha mai percepito come anomalo.

Oh, ma loro hanno una diagnosi medica. Il loro problema è reale. Non possiamo dare a loro la colpa. Sigh. E noi altri? Che dire dell’infelicità che ci hanno causato? Nessuno sembra parlarne più di tanto. E la maggior parte di loro sembra ancora a nutrire la convinzione che i suoni emessi dai propri cari siano anormali. Beh, non lo sono.

Il problema è nel loro sistema nervoso o qualunque cosa esso sia. Una cosa è chiedere aiuto e dire che non si possono controllare le reazioni viscerali che i misofonici hanno da questi suoni – ma misofonia-e-parenti-e-amici-di-misofonici (3)andare avanti suggerendo che i cari devono sentirsi in colpa per come mangiano o respirano normalmente … questo è solo sbagliato. Anche per la donna che voleva tagliare con l’accetta la testa del marito ogni volta che tossiva – beh, ho avuto una tosse persistente per molti anni. La odio e cerco di lasciare la stanza quando ho un attacco di tosse. Vado dormire sul divano piuttosto che mantenere sveglio mio marito. Quando si ha da tossire, non si può fermare. Ho provato. Molte, molte volte. Ho provato ogni farmaco ma fino ad ora niente ha funzionato a lungo termine. Il dottore non sa quale la causa. Ehi, forse è una reazione a lungo termine alla maleducazione di mia sorella! No. Nessuno ci crederebbe mai.
Le persone con la malattia hanno almeno il conforto di sapere che 99 volte su 100, i loro cari non li fanno loro del male intenzionalmente. Ma i commenti e forme simili – questo è intenzionale non importa come la si guarda”.

Il punto di vista di questo contributo è importante come tutti gli altri, non serve dirlo. Ma, per lo stesso motivo, riceviamo numerosi feedback delle persone care che fanno “del male ai loro familiari intenzionalmente”. Inoltre, sotto forte pressione psicologica, l’imitazione a cui fanno ricorso i misofonici molto spesso viene percepita più come una scelta che come una necessità di vita o di morte.misofonia-e-parenti-e-amici-di-misofonici (4)

Tuttavia, il contributo di questa testimonianza sottolinea che vivere con la misofonia può far sentire le persone oppresse tanto come quelle che hanno la misofonia. Per noi è importante ricordarlo e tenere a mente che alcune persone devono sopportare entrambi.

E’ anche importante capire che alla misofonia attualmente non c’è alcuna cura. Ci sono alcune terapie che danno ad alcuni pazienti del sollievo limitato. Ci rendiamo conto che potrebbero volerci anni prima che venga scoperta una cura o una terapia efficace. Tuttavia, nel frattempo, dobbiamo mettere tutto il nostro impegno nel comprendere meglio e sviluppare la nostra cpacità di lottare contro questo problema più che possiamo.

Se non è stato già fatto, vi invitiamo a leggere la nostra sezione su come trattare la misofonia e quella sulle esperienze personali che abbiamo trovato in siti stranieri sulla misofonia. Questi possono contribuire a dare una migliore comprensione delle problematiche.

Se c’è qualcosa che si pensa abbiamo trascurato di trattare e argomentare, non esitate a farcelo sapere. Le vostre opinioni in merito saranno molto apprezzate. In tal caso scriveteci su misofonia.italia@gmail.com.

Grazie per aver dedicato del tempo a leggere questa pagina, e per essere lì per la vostra persona cara.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Misophonia Uk

FONTI DELLE IMMAGINI:
greenMe, blog.chatta.it, eldorado, necesitodetodos

di Monia De Tommaso

Racconto sincero della sorella di un misofonico

misofonia-e-famiglia

Cari lettori, non scoraggiatevi ma lottiamo per trovare una soluzione!
Chiunque voglia raccontare la propria esperienza (anche in anonimato) può contattarci. La vostra testimonianza è importante!

La misofonia è un disturbo che sicuramente fa soffrire molto tutti coloro che ne soffrono. Oggi vogliamo riportare la testimonianza della sorella di un misofonico, affinchè si possa analizzare questo sindrome anche da un altro punto di vista, quello di chi è vicino a chi ne soffre.

“Mio fratello sta vivendo dolore e agonia da molto tempo, credo da più di 10 anni. Aveva circa 13 anni, forse prima, quando ha iniziato a criticarci per il nostro respiro. Non potevo fare un respiro senza ricevere occhiatacce da lui, e ricordo di aver pensato: “Cosa ?? STO SOLO RESPIRANDO!”. Ero arrabbiata con lui per essere stato così furioso con me. Cosa avrei dovuto fare? Smettere di respirare? Non riuscivo a respirare senza sentire crescere la rabbia dentro di me a causa della sua reazione al mio respiro.
Mi raggelava col suo sguardo come se avessi commesso qualche crimine inaudito, e per il quale dovevo essere punita. Nel tempo, lo stesso è accaduto con i miei genitori, in particolare con nostra mamma, se facevamo qualche rumore che non gli piaceva. Stava peggiorando e risentiti ce l’avevamo tutti con lui.
Ben presto, mio fratello ha iniziato a diventare violento e, ad un certo punto, durante la sua prima adolescenza, sono abbastanza sicura che spingeva mia madre lontano di modo da poter correre in camera sua. Stava diventando violento e nessuno di noi ne capiva il motivo. Ha iniziato a mangiare da solo perchè rendeva a tutti la vita più facile.

misofonia-e-famiglia
Adesso ha venti anni e, poichè tutti noi stiamo imparando di più su questa condizione, ci comportiamo come meglio possiamo e gli permettiamo di consumare il suo cibo prima di noi, gli facciamo lasciare la camera prima di iniziare a mangiare, ecc. Ci sta lavorando su, so che lui soffre, e spesso ci dice quando lo irritiamo! Di solito lo fa con uno sguardo brutto o battendo i piedi per terra, ma a volte urla.
Dei parenti non capiscono e lo hanno stressato in modo inutile, come ad esempio costringendolo a mangiare con loro. Da allora è stato un dramma familiare. La mia famiglia cammina immediatamente in punta di piedi quando lui è in giro, pianifichiamo i nostri spuntini e pasti, senza la libertà di goderceli e con il timore delle sue ritorsioni. Non sembra un grosso problema (pianificare i pasti e gli spuntini), ma è sorprendentemente. Ogni volta che voglio qualcosa da mangiare, devo verificare dove si trova e se è o non è sicuro.
A volte, quando non è in giro, ci troviamo a consumare furtivamente degli spuntini il più presto possibile; e ciò non va bene per una famiglia che ha legami emotivi con il cibo. Immaginate … una sensazione di ansia e oppressione, e in questo stato girare intorno al cibo; poi sapere di avere un membro della famiglia che dà di matto quando si mangia … e voler mangiare. A volte è un incubo! Mio fratello sarà anche distante da noi quando vogliamo mangiare, però a me fa male saperlo lontanto da noi, nascosto, mentre noi facciamo qualcosa di così naturale. Si perde l’aspetto sociale del pasto.
Ho sentito quello che i malati di misofonia stanno vivendo e mi sento male per questo. Deve essere una cosa orribile da affrontare ogni giorno e avere poco scampo ad eccezione dell’isolamento. Ora che conosco meglio questo disturbo, capisco molto meglio mio fratello, ma ancora non riesco a mandar giù tutte le cose offensive che ha detto e fatto nel corso degli anni. Abbiamo avuto un rapporto piuttosto orribile che solo di recente ha cominciato a migliorare.
Con la comprensione e la conoscenza, noi, come una famiglia (perché questo non è un problema individuale) stiamo cercando di far fronte a questo problema e di trascorrere del tempo insieme nel modo più costruttivo possibile. È dura. Ma, poichè abbiamo sviluppato strategie di difesa con le quali tutti possiamo vivere, ce la faremo. Sono contenta di vedere che non siamo soli”.

Se vi interessa leggere anche altre testimonianze allora cliccate qui.

FONTI DELLE INFORMAZIONI:
Misophonia UK

FONTI DELLE IMMAGINI:
RinascitaSociale, intoscana.it

di Monia De Tommaso

“Vorrei tirare un pugno alle persone che amo di più”

misofonia-sensibilità

Cari lettori, non scoraggiatevi ma lottiamo per trovare una soluzione!
Chiunque voglia raccontare la propria esperienza (anche in anonimato) può contattarci. La vostra testimonianza è importante!

Ho bisogno di aiuto per difendermi meglio dalla misofonia, perché la rabbia che mi vince quando sento masticare o respirare affannosamente è opprimente. Vorrei tirare un pugno alle persone che amo di più perchè per me è molto difficile controllare la rabbia. Sono scoppiata in lacrime più volte, ho dovuto lasciare la stanza, ho anche lasciato una cena con gli amici, perché non potevo gestire i rumori.
I miei familiari sanno che sto soffrendo. Tuttavia, sembrano pensare che stia solo esagerando. Il mio ragazzo pensa che io sia solo pazzo e mi dice costantemente che sto solo sentendo delle cose. Mi dice che potrei “controllarmi se volessi”. Ma non riesco affatto a controllare la mia rabbia e lo trovo sempre più difficile ogni giorno che passa.
I miei sintomi sono iniziati circa 10 anni fa, mentre seduta in chiesa sentivo mio padre respirare pesantemente durante la messa. Le mie orecchie sono diventate sensibili al suono e questo è quando ho notato la mia ossessione e l’odio per certi suoni. Avrei dovuto sedermi in una fila diversa da quella di mio padre solo per allontanarmi da quel suono.
Poi ho frequentato un corso di galateo in cui l’istruttore ha chiesto che nessuno masticare con la bocca aperta. Ho iniziato a notare le persone e le loro abitudini alimentari, ed è quando ho veramente iniziato a sentire la rabbia e l’odio verso le persone che producevano dei suoni che facevano involontariamente.
La mia famiglia ha sentito dire “mastica con la bocca chiusa” durante ogni pasto per anni. Loro sono migliorati ma ancora di tanto in tanto masticano con la bocca aperta.
Recentemente, ho scoperto che non riesco nemmeno a essere intorno a loro quando mangiano cibo croccante.
Vado in una fase di rabbia che mi fa tremare. Io serro i pugni e divento quasi insensibile per tutto il corpo. So che questo suona estremo, ma questo è ciò che accade a me.
Il mio strizzacervelli sembra pensare che io stia solo lottando con problemi di controllo e che voglia solo una strada spianata e che mi irrito quando non la ottengo. Questo è lontano dalla verità perché so che questo sentimento si verifica solo quando sento certi suoni e non quando non ottengo ciò che voglio.
Ho davvero bisogno di aiuto e se qualcuno pensa di conoscere chi potrebbe aiutarmi, per favore fatemelo sapere. Temo di rovinarei rapporti con quelli che amo di più, perché infastiditi dalla mia ossessione.

NB: Il materiale qui pubblicato è già di dominio pubblico o si trova su Misofonia UK. Tutte le informazioni sono state date da persone reali, anche se riportate in forma anonima.

Se vi interessa leggere anche altre testimonianze allora cliccate qui.

FONTI DELLE INFORMAZIONI:
Misophonia UK

FONTI DELLE IMMAGINI:
FaNews.it

di Monia De Tommaso

Misofonia: criteri diagnostici per un nuovo disturbo psichiatrico [Parte II]

Dopo aver riportato la prima parte di questo saggio di Arjan Schröder, Nienke Vulink e Damiaan Denys, proseguiamo con la seconda parte del loro studio sulla misofonia.

DISCUSSIONE

Negli ultimi tre anni abbiamo meticolosamente monitorato 42 pazienti con sintomi della misofonia, una condizione che non è stata ancora descritta nella letteratura psichiatrica. Questo campione rappresenta, secondo la nostra conoscenza, il più grande gruppo descritto in tutto il mondo. Abbiamo trovato in tutti i pazienti un modello simile di rabbia all’ascolto di certi suoni umani, di reazioni impulsive, fuga alle situazioni di collegamento al segnale, di preoccupazione della perdita di controllo, e della presenza di tratti di personalità ossessivo-compulsivi.
Sebbene la misofonia sia completamente assente nella letteratura psichiatrica, due casi sono stati descritti in audiologia e medicina psicosomatica. Questi casi hanno un’età di insorgenza simile e un modello di sintomi comparabile con il comportamento di evasione conseguenza delle disfunzioni sociali. Una differenza minore con il nostro campione, tuttavia, è la presenza in due di questi casi di sofferenza anziché di rabbia. Le reazioni avverse, come per esempio il disagio ma non paura o ansia, a seguito di vari stimoli sono stati descritti da Marks. Più comunemente, queste sono repulsioni generate dal toccare materiali specifici come la lana o velluto o avversioni a gusti o odori che inducono la gente a evitare determinati alimenti. Avversioni uditive degne di nota sono generate dai suoni di raschiamento, come quello del gesso su una lavagna. La differenza principale con il nostro campione è che le quattro categorie misofoniche, come gli stimoli relativi all’alimentazione (Tabella 1), non sono menzionati.

Lo schema dei sintomi della misofonia condivide una serie di caratteristiche con altre diagnosi presenti nei DSM-IV-TR e ICD-10: fobia specifica, Disturbo Post-Traumatico da Stress post-traumatico (PTSD – Post-Traumatic Stress Disorder), fobia sociale, Disturbo Ossessivo-Compulsivo (OCD), disturbo esplosivo intermittente, disturbo di personalità emotivamente instabile, disturbo borderline della personalità, disturbo di personalità antisociale, Disturbo Ossessivo-Compulsivo della Personalità (OCPD – Obsessive-Compulsive Personality Disorder) e Disturbi dello Spettro Autistico (ASD – Autism Spectrum Disorders). Inoltre, condivide somiglianze con i Disturbi di Processazione Sensoriale (SPD – Sensory Processing Disorders) e la fonofobia. Anche se la misofonia somiglia a questi disturbi, nessuna delle categorie diagnostiche corrisponde all’intero modello dei sintomi della misofonia:

1. Fobia Specifica
Questa somiglia alla misofonia perché nella fobia specifica uno stimolo acustico esterno può anche innescare una reazione emotiva negativa quando questo stimolo è direttamente correlato con l’oggetto fobico (per esempio il suono di un cane che abbaia nel caso della paura dei cani). Come nella misofonia, questa reazione emotiva provoca un comportamento di allontanamento. Tuttavia, nella fobia specifica l’emozione percepita è l’ansia, mentre nella misofonia è l’aggressione.

2. PTSD
Come nella misofonia e nella fobia specifica, nel PTSD, stimoli acustici possono causare un’intensa eccitazione fisica repulsiva con successivo comportamento di isolamento. Stimoli PTSD-relativi possono suscitare un ricordo improvviso e / o di rievocazione del trauma o della reazione originaria legata ad esso, e può anche causare drammatiche esplosioni acute di paura, panico o aggressione. Tuttavia, nel PTSD è stato vissuto un minaccioso evento traumatico e l’emozione di guida è la paura, non l’aggressività.

3. Fobia Sociale
Sia i pazienti con fobia sociale che quelli con misofonia, provano stress o di ansia in situazioni sociali che permetterà loro di evitarli. Nella fobia sociale il nucleo è una ipersensibilità alla valutazione negativa da parte di altri. Tuttavia, nella misofonia la paura delle situazioni sociali è secondaria alla preoccupazione di incontrare stimoli misofonici.

4. OCD
Nella misofonia vi è una preoccupazione monotematica con un suono specifico, che somiglia all’ossessività presente nell’OCD. L’isolamento è presente in entrambi i disturbi così come in altri disturbi d’ansia. Tuttavia, nell’OCD i pazienti tendono a compiere atti compulsivi per ridurre l’ansia e l’aggressività non è comunemente riportata.

5. Disturbo esplosivo intermittente
L’eccessiva aggressività impulsiva è riscontrata in vari disturbi, in particolare nel disturbo esplosivo intermittente. In questa condizione ci devono essere diversi episodi separati di fallimento a frenare gli impulsi aggressivi che causano gravi aggressioni contro gli altri o la distruzione di proprietà. I pazienti con misofonia segnalano anche aggressività impulsiva ma molto raramente perdono il controllo perché sentono che è inaccettabile e che dovrebbe essere evitato a tutti i costi.

6. Disturbi di Personalità con Aggressione Impulsiva
L’aggressione impulsiva è definita in vari disturbi della personalità. Nel disturbo di personalità emotivamente instabile (ICD-10), nel disturbo borderline di personalità (DSM-IV-TR) e nel disturbo antisociale della personalità (DSM-IV-TR, ICD-10) c’è frequente l’impulsività e difficoltà nel controllo della rabbia, ma tutto ciò non è legato a qualsiasi suono specifico. Tuttavia, nella misofonia sono rari scoppi aggressivi. Inoltre, nessuno dei pazienti soddisfa i criteri per questi disturbi della personalità.

7. OCPD
Le persone con misofonia mostrano caratteristiche di OCPD (o disturbo anancastico della personalità, ICD-10). Ventidue pazienti (52,4%), anche soddisfano i criteri dello SCID-II per OCPD. Tuttavia, non tutti i pazienti OCPD riferiscono sintomi misofonici. Inoltre, l’aggressività non è menzionata come un sintomo chiave di questo disturbo. Questa elevata comorbilità solleva la questione se OCPD è un fattore predisponente allo sviluppo della misofonia o una conseguenza della misofonia. È stato riportato in precedenza che alcuni individui con problemi aggressivi impulsivi sviluppano sintomi OCPD nel tentativo di compensare un problema di fondo con inibizione comportamentale. Questo non vale per il nostro campione, perché nella misofonia l’aggressione impulsiva è legata solo a certi suoni. Inoltre, nessuno dei nostri pazienti ha notato un’associazione diretta tra la loro misofonia e la personalità. Hanno sofferto più per via della misofonia che non per l’OCPD, che non ha causato loro molta sofferenza.

8. ASD e SPD
L’iper reattività uditiva si osserva anche nell’ASD. Si è anche pensato che nell’ASD sia caratteristica una disfunzione di diverse modalità sensoriali. Per quanto riguarda questa disfunzione sensoriale nell’ASD c’è una sovrapposizione con il concetto di SPD, un gruppo di malattie che coinvolgono gli stimoli della modulazione, integrazione, organizzazione e discriminazione di input sensoriali che provocano risposte inadeguate agli input e schemi comportamentali emotivi e distruttivi. La tipica sensibilità uditiva nell’ASD e SPD è a rumori inaspettati e forti, come quello dell’aspirapolvere o di un cane che abbaia. Questo modello è chiaramente diverso dai suoni scatenanti nei pazienti con misofonia. Inoltre, a nessuno dei nostri pazienti è stato diagnosticato l’ASD. Dal momento che la validità della SPD non è ancora ampiamente accettata, sono necessarie ulteriori ricerche su questo concetto.

9. Condizioni Generali di Medici e Disturbi Indotti da Sostanze con Aggressione Impulsiva
L’aggressione può essere correlata al consumo di sostanze eccitanti. Tuttavia, nessuno dei pazienti ha usato droghe o quantità eccessive di alcool, per cui questa può essere esclusa come causa. Inoltre, nessuno dei pazienti ha riferito condizioni fisiche in generale o danni cerebrali in particolare. Anche se un paziente ha mostrato la perdita dell’udito dell’orecchio destro, è improbabile che una causa organica possa spiegare i sintomi.

10. Fonofobia
Una forte reazione emotiva al suono è anche descritta nella fonofobia (cioè la paura del suono). È stato suggerito che la fonofobia sia una forma estrema di misofonia. Tuttavia, se così fosse, i pazienti avrebbero sperimentano ansia a un certo punto nel corso della loro condizione. Ai nostri pazienti è stato quindi esplicitamente chiesto dell’insorgenza di ansia in relazione agli stimoli misofonici. Nessuno di loro ha riferito di aver sperimentato ansia, quindi questo è stato escluso.

Eziologia della misofonia
È difficile ipotizzare l’eziologia del corso della misofonia. I pazienti stessi spesso riferiscono che l’insorgenza del disturbo è associato ad un profondo disgusto provato nel sentire, durante l’infanzia, i membri della famiglia mangiare. Si può immaginare un processo di condizionamento ricorrente dopo questi eventi fastidiosi ripetitivi che alla fine si traducono in sintomi misofonici o comportamenti di isolamento. Anche se questi eventi potrebbero aver innescato il disturbo, tutti i pazienti negano un trauma o l’esperienza di eventi legati al trauma. Un’altra spiegazione è che la misofonia sia parte di una sindrome generale di iper-reattività agli stimoli sensoriali. Questo potrebbe spiegare il passaggio da stimoli uditivi a stimoli visivi. Se è così, la misofonia dovrebbe condividere analogie con il concetto di SPD, e non è il caso. Un’altra ipotesi è che l’OCPD predispone la misofonia. Una persona moralmente rigorosa può avere difficoltà a far fronte ai suoni di una masticazione maleducata, con conseguente evasione. Al contrario, come affermato in precedenza, i sintomi dell’OCPD possono svilupparsi nei pazienti aggressivi impulsivi, come una compensazione di un problema di fondo con l’inibizione comportamentale. Da un punto di vista fenomenologico, sembra che vi sia una parte ossessiva, ovvero l’attenzione e la preoccupazione per un suono particolare, e una parte impulsiva, ovvero il bisogno di eseguire un’azione aggressiva. Entrambi gli aspetti devono essere spiegati in modo ottimale all’interno di un modello causale singolo, attualmente troppo ambizioso.

Criteri diagnostici
Dal momento che la sintomatologia della misofonia non rientra nelle classificazioni DSM-IV-TR o ICD-10, si consiglia una serie unica di criteri diagnostici basati sul modello dei sintomi osservati nei nostri pazienti (Tabella 2). Suggeriamo che la misofonia sia considerata come un disturbo dalla tendenza ossessivo-compulsivo (OCSD – Osessive Compulsive Spectrum Disorder). I pazienti con OCSD hanno sintomi comuni di ossessività, compulsività o impulsività. Essi condividono anche somiglianze nel corso della malattia, come la risposta al trattamento e circuiti neurologici. Nella nostra coorte di pazienti abbiamo osservato fenomeni dell’OCSD quali l’ADHD (due pazienti), Ipocondria (uno), la Sindrome di Tourette (due), OCD (uno), OCPD (ventidue), Dermatillomania (uno) e Tricotillomania (due ). Speculativamente, se la misofonia doveva essere considerata all’interno dei OCSD, potrebbe essere classificata nella parte opposta dell’impulsività dello spettro. La validità dell’OCSD è ancora in discussione e la classificazione della misofonia come tale deve essere considerata prematura.

La Scala della Misofonia di Amsterdam (A-MISO-S)
L’A-MISO-S è una scala il cui concetto è basato sulla Y-BOCS che è stato utilizzato per valutare i pazienti. Il questionario A-MISO-S è disponibile cliccando qui.

Conclusione
In questo studio abbiamo valutato 42 pazienti con misofonia. Una segnale acustico specifico, prodotto da un essere umano, ha provocato una reazione fisica avversiva impulsiva con irritabilità, disgusto e rabbia. L’intensità di queste emozioni ha provocato la paura di incontrollabilità con conseguente evasione, valutati con il concetto di A-MISO-S. I pazienti hanno mostrato anche aspetti di OCPD. I test dell’udito non hanno evidenziato deficit sottostanti. La misofonia non può essere classificata tra i disturbi presenti all’interno del DSM-IV-TR e ICD-10 e dovrebbe essere delineata come un disturbo psichiatrico separato. Abbiamo proposto criteri diagnostici che potrebbero migliorare il riconoscimento da parte di assistenti sanitari e incoraggiare la ricerca scientifica.

RIFERIMENTI

1. Jastreboff PJ (2000) Tinnitus Habituation Therapy (THT) and Tinnitus Retraining Therapy (TRT). In: Tyler RS, editor. Tinnitus Handbook. San Diego: Singular, Thomson Learning. 357–376.
2. Hadjipavlou G, Baer S, Lau A, Howard A (2008) Selective sound intolerance and emotional distress: what every clinician should hear. Psychosom Med 70(6): 739–40
3. Schwartz P, Leyendecker J, Conlon M (2011) Hyperacusis and misophonia: the lesser-known siblings of tinnitus. Minn Med 94(11): 42–3
4. American Psychiatric Association (2000) Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth Edition, Text Revision (DSM-IV-TR) Washington, DC: Author.
5. World Health Organization (1994) International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems, 10th revision (ICD-10) Geneva: World Health Organization.
6. First MB, Gibbon M, Spitzer RL, Williams JBW, Benjamin LS (1997) Structured Clinical Interview for DSM-IV Axis II Personality Disorders (SCID-II) Washington, DC: American Psychiatric Press Inc.
7. Hamilton M (1960) A rating scale for depression. J Neurol Neurosurg Psychiatry 23: 56–62
8. Hamilton M (1959) The assessment of anxiety states by rating. Br J Med Psychol 32: 50–55
9. Derogatis LR, Lipman RS, Covi L (1973) The SCL-90: An outpatient psychiatric rating scale – Preliminary report. Psychopharmacol Bull 9: 13–28
10. Goodman WK, Price LH, Rasmussen SA, Mazure C, Fleischmann RL, et al. (1989) The Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale. I. Development, use, and reliability. Arch Gen Psychiatry 46: 1006–1011
11. Goodman WK, Price LH, Rasmussen SA, Mazure C, Delgado P, et al. (1989) The Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale. II. Validity. Arch Gen Psychiatry 46: 1012–1016
12. Pallanti S, DeCaria CM, Grant JE, Urpe M, Hollander E (2005) Reliability and validity of the pathological gambling adaptation of the Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale (PG-YBOCS). J Gambl Stud. 21(4): 431–43
13. Philips KA, Hollander E, Rasmussen SA, Aronowitz BR, DeCaria C, et al. (1997) A severity rating scale for body dysmorphic disorder: development, reliability, and validity of a modified version of the Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale. Psychopharmacol Bull. 33 (1): 17–22
14. Schlauch RS, Nelson P (2009) Puretone Evaluation. In: Katz J, editor. Handbook of Clinical Audiology. Philadelphia: Lippincott Williams & Wilkins. 30–49.
15. McArdle R, Hnath-Chisolm T (2009) Speech Audiometry, In: Katz J, editor. Handbook of Clinical Audiology. Philadelphia: Lippincott Williams & Wilkins. 64–79.
16. Marks IM (1987) Fears, Phobias, and Rituals. Panic, Anxiety, and Their Disorders. New York: Oxford University Press. 396–9.
17. McElroy SL (1999) Recognition and treatment of DSM IV intermittent explosive disorder. J Clin Psychiatry (Suppl 15): 12–16.
18. Villemarette-Pittman NR, Houston RJ, Mathias CW (2004) Obsessive-Compulsive Personality Disorder and Behavorial Disinhibition. J Psychol 138(1): 5–22
19. Rogers SJ, Ozonoff S (2005) Annotation: What do we know about sensory dysfunction in autism? A critical review of the empirical evidence. J Child Psychol Psychiatry 46(12): 1255–68
20. Ben-Sasson A, Hen L, Fluss R, Cermak SA, Engel-Yeger B, et al. . (2009) A Meta-Analysis of Sensory Modulation Symptoms in Individuals with Autism Spectrum Disorders. J Autism Dev Disord (39) 1–11.
21. Dunn W (1999) The Sensory Profile: Examiner’s manual. San Antonio: The Psychological Corporation.
22. Jastreboff PJ, Hazel JWP (1993) A neurophysiological approach to tinnitus. Clinical implications. Br J Audiol 27(1): 7–17
23. LeDoux (2000) Emotion circuits in the brain. Annu Rev Neurosci (23): 155–184
24. Hollander E, Wong CM (1995) Obsessive-compulsive spectrum disorders. J Clin Psychiatry (suppl 4): 3–6.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
NCBI

FONTE DELLE IMMAGINI:
Leggenda o Realtà

di Monia De Tommaso

Il successo dei teenagers

teenagers-storia-di-successo

Oggi riportiamo la testimonianza del dott. Dozier che racconta la storia di successo di un teenager:

“Ho lavorato con un’adolescente che reagiva a un numero limitato di suoni scatenanti. La maggior parte delle sue reazioni avvenivano a seguito dello sgranocchiamento di cibo da parte di un genitore o un membro della famiglia. Ho condotto il trattamento di “riprogrammazione” del suono con lui presente e l’ho sottoposto, sempre dal vivo, al suono scatenante.
Per dargli uno stimolo positivo, gli ho accarezzato le spalle, e gli ho detto di visualizzare alcune delle sue cose preferite da fare ed eventi di vita positivi. Il progresso è stato minimo.
Abbiamo poi cambiato lo stimolo positivo con la sua musica preferita. WOW! Ha progredito velocemente.misofonia-teenagers
Abbiamo pensato che le cose stavano andando bene, ma lui non riusciva ancora a restare a mangiare con la sua famiglia. Il problema era che aveva anche una reazione alla vista del movimento mandibolare dei suoi. Anche se poteva sentire il suono dello sgranocchiamento senza avere una reazione nervosa, uno sguardo al movimento della mandibola del genitore e – BANG – una grande reazione violenta. Abbiamo dunque usato lo stesso trattamento di “riprogrammazione” e la reazione allo stimolo visivo scatenante è andato via.
Certo, molto spesso non fa i compiti a casa e non collabora nelle faccende domestiche o ai divieti dei genitori (come per esempio quello di abbassare progressivamente  il volume delle cuffie quando è a cena). Tuttavia, ora mangia con la sua famiglia e non si lamenta mai dei suoni emessi dalla loro masticazione.

Quindi, direi che questo è una storia di successo. Mangiare con la sua famiglia è passato dall’essere un enorme problema a non esserlo affatto.

I fatti insoliti di questo caso sono i seguenti:
1) il trattamento ha avuto solo in minima parte effetti sui compiti da fare a casa
2) durante le sessioni del trattamento ha ascoltato suoni reali e non riproduzioni
3) la sua musica preferita è stata la chiave per creare le condizioni positive che hanno permesso il lavoro di “riprogrammazione”.

Se vi interessa leggere anche altre testimonianze allora cliccate qui.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Misophonia Treatment

FONTE DELLE IMMAGINI:
Wikipedia, Islandpen

di Monia De Tommaso

Misofonia: criteri diagnostici per un nuovo disturbo psichiatrico [Parte I]

misofonia-criteri-diagnostici

Cari lettori, oggi vi proponiamo la prima parte di una pubblicazione scientifica del 2013 sulla misofonia realizzata da Arjan Schröder, Nienke Vulink e Damiaan Denys il cui titolo è Misofonia: Criteri diagnostici per un nuovo disturbo psichiatrico. Il sito in cui abbiamo trovato questa pubblicazione tradotta appositamente per voi è quello della National Library of Medicine del National Institutes of Health. Alla fine dell’articolo troverete il link della pagina dove potrete trovare la versione originale (in lingua inglese) dell’articolo. Buona lettura.

RIASSUNTO

Contesto

Alcuni pazienti riportano una preoccupazione per un suono umano avversivo specifico che fa scattare un’aggressione impulsiva. Questa condizione è relativamente sconosciuta ed finora non è mai stata descritta, anche se il fenomeno è aneddoticamente stato nominato misofonia.

Metodologia e risultati principali

42 pazienti misofonici sono stati reclutati dal nostro sito web dell’ospedale. Tutti i pazienti sono stati intervistati da uno psichiatra esperto e sono stati esaminati con una versione adattata del Y-BOCS (Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale), HAM-D (Hamilton Depression Rating Scale – HDRS o HAM-D), HAM-A (Hamilton Anxiety Scale – HAS, o HRSA – Hamilton Rating Scale for Anxiety), SCL-90 (Symptom Checklist-90) e SCID II (Structured Clinical Interview for DSM IV Axis I Disorders) . I pazienti misofonici hanno condiviso un modello simile di sintomi in cui uno stimolo uditivo o visivo provocava una reazione fisica avversiva immediata con rabbia, disgusto e aggressività impulsiva. L’intensità di queste emozioni causavano successive ossessioni nei confronti del segnale, nonché evasione e disfunzioni sociali con intensa sofferenza. I sintomi non possono essere classificati nella corrente nosologica dei sistemi TR DSM-IV o ICD-10.

Conclusioni

Suggeriamo che la misofonia sia classificata come un disturbo psichiatrico individuale. Criteri diagnostici potrebbero aiutare assistenti sanitari professionali a riconoscere ufficialmente i pazienti e la malattia, migliorare la sua identificazione e promuovere la ricerca scientifica.

INTRODUZIONE

Nel 2009 tre pazienti sono stati sottoposti al nostro centro di competenza sui disturbi ossessivo-compulsivi (OCD) presso il Centro Medico Accademico di Amsterdam con ossessioni incentrate su un tipico suono, come la masticazione o la respirazione e il conseguente impulso aggressivo a urlare o attaccare la fonte del suono per farla smettere.
Questo gruppo di sintomi non corrisponde a nessuno dei ben noti disturbi ossessivo-compulsivi o dell’impulso di controllo, ma è stato aneddoticamente indicato come misofonia, cioè l’odio del suono. Fino ad ora, due casi sono stati pubblicati in campo audiologico e medicina psicosomatica, anche se diversi gruppi di discussione e reti sulla misofonia (ad esempio,
http://www.misophonia-uk.org) indicano che questa condizione può verificarsi più spesso di quanto attualmente si ipotizza. Il sospetto di una diffusione più ampia di questo disturbo è stato sostenuto dal numero di pazienti con misofonia che si sono rivolti autonomamente al nostro ospedale a seguito di un annuncio su un newsgroup Internet olandese sulla misofonia ed il nostro sito web dell’ospedale. In 2,5 anni, quasi 50 pazienti misofonici hanno contattato il nostro ospedale.

I sintomi, le caratteristiche della personalità e i meccanismi di imitazione dei pazienti hanno mostrato una sorprendente somiglianza della natura del problema e del suo sviluppo. Il modello costante di sintomi ha suggerito la presenza di un disturbo individuale e indipendente. Tuttavia, nell’ambito dei sistemi di classificazione attuali, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quarta edizione, testo con revisione (DSM-IV-TR), e la Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi di Salute, decima revisione (ICD-10), non è disponibile alcuna opzione per classificare ufficialmente il disturbo. In questo lavoro descriveremo la sintomatologia clinica della misofonia, discuteremo la classificazione dei sintomi, proporremo criteri diagnostici, e introdurremo un concetto di scala di valutazione, la A-MISO-S (Amsterdam Misophonia Scale).

METODI

42 pazienti olandesi sono stati clinicamente valutati utilizzando un’intervista psichiatrica standard con cinque psichiatri esperti in disturbi dello spettro ossessivo-compulsivi. Sia la storia medica generale che quella psichiatrica sono state raccolte per tutti i pazienti. La personalità patologica è stata valutata utilizzando l’Intervista Clinica Strutturata per i Disturbi di Personalità del DSM-IV, Asse II (SCID-II). Sono stati compilati i seguenti questionari:

  • la Scala di Hamilton della Depressione (HAM-D), una scala di 17 punti che determina il livello di depressione di un paziente.
  • la Scala di Hamilton dell’Ansia (HAM-A), una scala di 14 punti che misura la gravità dei sintomi di ansia.
  • la Checklist dei Sintomi (SCL-90), uno strumento di screening ampiamente utilizzato per disfunzioni fisiche e mentali. Le 90 voci comprendono otto sottoscale: agorafobia, ansia, depressione, disturbi somatici, insufficienza nel pensare e di agire, sospetto e sensibilità interpersonale, ostilità e problemi di sonno.

Per misurare la gravità dei sintomi della misofonia, abbiamo sviluppato una versione adattata della Scala di Yale-Brown ossessivo-compulsiva (Y-BOCS), che abbiamo chiamato la Scala di Amsterdam della Misofonia (A-MISO-S). Adattamenti simili alla Y-BOCS sembravano essere misure affidabili e valide di gravità dei sintomi presenti in altri disturbi del controllo ossessivo-compulsivo e di impulso, come il gioco d’azzardo patologico (PG-YBOCS) e il disordine dismorfico del corpo (BDD-YBOCS).

Su una scala di 6 punti (range 0-24), ai pazienti è stato chiesto del tempo che hanno trascorso con misofonia; dell’interferenza con il funzionamento sociale; del livello di rabbia; della resistenza contro l’impulso; del controllo che avevano sui loro pensieri e sulla rabbia; e sul tempo trascorso ad evitare situazioni misofoniche. I punteggi da 0 a 4 sono considerati sintomi misofonici subclinici, da 5 a 9 lievi, da 10 a 14 moderati, da 15 a 19 gravi, da 20 a 24 estremi.

Per escludere potenziali problemi di udito abbiamo selezionato in modo casuale cinque pazienti per eseguire un test dell’udito standard, comprendendo il tono puro, i livelli di audiometria vocale e livelli di disagio al rumore, che vengono comunemente eseguiti per oggettivare la perdita o distorsione dell’udito. Il test di un paziente ha mostrato un’ipoacusia trasmissiva inspiegabile. Negli altri quattro pazienti non è stata trovata alcuna significativa distorsione audiologica e quindi ulteriori test sono stati omessi.

La commissione dell’etica medica sui test del Centro Medico Accademico non ha richiesto l’approvazione perché questo studio è aneddotico e di osservazione. Tutti i pazienti hanno firmato un consenso informativo per la pubblicazione.

RISULTATI

Per quanto riguarda le caratteristiche demografiche e cliniche dei pazienti (Tabella1), il 52% erano maschi, l’età media di insorgenza è stata di 13 anni (range 2-38). In tutti i 42 pazienti abbiamo trovato un modello molto simile di sintomi:

  1. Tutti i suoni prodotti dagli esseri umani erano stimoli scatenanti. Animali o altri suoni di solito non causano disagio, e neppure suoni prodotti dai pazienti stessi. I sintomi in 34 pazienti (81%) sono stati innescati da suoni legati alla masticazione come lo schioccare le labbra. 27 pazienti (64,3%) hanno menzionato la respirazione (forte) o i suoni nasali come una provocazione. 25 pazienti (59,5%) non potevano tollerare il suono provocato dalla digitazione sulla tastiera o ticchettii di penne.
  2. Gli stimoli erano inizialmente uditivi e talvolta estesi a stimoli visivi, con l’immagine direttamente correlata al suono scatenante (come ad esempio guardare qualcun altro mangiare causa anche un innesco). Cinque pazienti (11,9%) hanno riportato una reazione simil-misofonica di fronte a certi movimenti ripetitivi da parte di un’altra persona, come il ciondolamento di una gamba (in analogia alla misofonia questo può essere nominato misokinesia, cioè l’odio per il movimento).
  3. L’esposizione allo stimolo misofonico ha provocato una reazione fisica avversa immediata, a partire dall’irritazione (59,5%) o disgusto (40,5%), che è diventata istantaneamente rabbia. In certe occasioni 12 pazienti (28,6%) diventavano verbalmente aggressivi. Sette pazienti (16,7%) hanno ammesso di aver fatto aggressione fisica diretta verso gli oggetti. Cinque pazienti (11,9%) una volta hanno colpito un (ex) partner. L’ansia non è stata esplicitamente sperimentata.
  4. L’intensità della rabbia con rari ma possibili scoppi aggressivi ha avviato un profondo senso di perdita di autocontrollo.
  5. I pazienti avevano intuito e percepito la loro reazione aggressiva come eccessiva e irragionevole e hanno stimato la perdita di autocontrollo come moralmente inaccettabile.
  6. Tutti i pazienti hanno evitato attivamente gli stimoli misofonici evitando situazioni sociali, indossando cuffie o producendo anti-suoni che hanno determinato contatti sociali marginali.
  7. I pazienti hanno sperimentato lo stress o disagio quotidiano, anticipando un incontro inaspettato con stimoli misofonici. La gravità dei sintomi inerentemente il concetto di A-MISO-S è stata grave (15.1 su 24. Range: 9-22). Tre pazienti (7,1%) sono stati diagnosticati con un disturbo dell’umore: la comorbilità. Depressione, sintomi di ansietà e psico-nevrotismo generale sono stati riportati più in alto rispetto alla popolazione generale (punteggio HAM-D: media 7,3, intervallo 0-22; HAM-A: media 11,2, range 0-31; SCL90: media 156,7, gamma 93-294 ).
    8. La loro personalità ha mostrato tratti di disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (OCPD). 22 pazienti (52,4%) ha incontrato i criteri per OCPD.Prosegui la lettura con la seconda parte di questa pubblicazione scientifica:
    Misofonia: Criteri diagnostici per un nuovo disturbo psichiatrico [Parte II]

FONTE DELL’INFORMAZIONE:
NCBI

FONTE DELL’IMMAGINE:
ISIMIND

di Monia De Tommaso