Misofonia: si tratta di un disturbo ossessivo-compulsivo (OCD)?

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CAPITOLO 5: Qual è la diagnosi? –Si tratta di un disturbo ossessivo-compulsivo (OCD)?

L’OCD in genere si manifesta come una serie di pensieri intrusivi di elaborate immagini (ossessioni). Questi sono accompagnati da comportamenti ritualizzati segreti (compulsioni) che gli individui si sentono in dovere di eseguire. I criteri del DSM IV-TR per gli stati OCD riconoscono che:

  • Ad un certo punto durante il corso della malattia, la persona ha riconosciuto che le ossessioni o compulsioni sono eccessive o irragionevoli.
  • Le ossessioni o compulsioni causano disagio marcato, occupano più di un’ora al giorno, o interferiscono significativamente con la routine della persona, la sua occupazione, o le sue normali attività sociali.
  • Se c’è un altro disturbo dell’Asse I, l’uso di sostanze, o una condizione medica generale nel presente, il contenuto dell’ossessione o costrizione non è limitato ad esso.

Le Ossessioni elencate nei Criteri per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo del DSM IV-TR sono:

  • Pensieri ricorrenti e persistenti, impulsi o immagini che vengono vissuti come intrusivi o inappropriati, provocando ansia o disagio.
  • I pensieri, impulsi o immagini non sono semplicemente eccessive preoccupazioni circa i problemi della vita reale.
  • La persona tenta di ignorare o sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni.
  • La persona riconosce che i pensieri ossessivi, gli impulsi o immagini sono un prodotto della propria mente.

Le Compulsioni elencate nei Criteri per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo del DSM IV-TR sono:

  •   Comportamenti ripetitivi o atti mentali che la persona si sente di mettere in atto in risposta ad un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate in modo rigido.
  • I comportamenti o le azioni mentali sono volti a prevenire o ridurre il disagio o a prevenire alcuni eventi o situazioni temute.
  • Questi comportamenti o azioni mentali non sono collegate in modo realistico con ciò che sono designate a neutralizzare o a prevenire, oppure sono chiaramente eccessive.

Il fattore principale che distingue l’OCD dalla misofonia è che le ossessioni e compulsioni possono e esistere senza stimoli esterni (o situazioni ambientali) per far scattare i pensieri.

Invece, nella “Rabbia per il suono” una risposta di rabbia richiede un fattore di innesco. Infatti, la “Rabbia per il suono”, o misofonia, si basa sulla reazione agli stimoli esterni.

Tuttavia, le persone con la misofonia vengono diagnosticate come se avessero l’OCD, molto probabilmente perché la loro perseveranza (come ad esempio, l’impossibilità di cambiare idee su qualcosa) e la mancanza di controllo, l’ansia premonitrice associati al fattore di innesco, vengono erroneamente interpretati come ossessione.

Le risposte relative alla “Rabbia per il suono” possono sembrare come sostituti di “pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti pensieri” quando in realtà, il disturbo è una reazione immediata a uno stimolo. Basta pensare che qualcuno che mastica può causare ansia premonitoria, ma non suscitare la stessa rabbia / risposta fisica ed emotiva. Non ci sarebbe il bisogno disperato di scappare, perché non ci sarebbe nulla da cui allontanarsi.

I sofferenti di misofonia spendono una quantità eccessiva di tempo a difendersi e affrontare il fattore scatenante. Sono molto attenti all’ambiente in cui possono verificarsi i fattori di innesco. Questa attenzione si riferisce all’ipervigilanza, ovvero modo in cui il cervello si mantiene in allerta per un possibile pericolo o dolore. Tuttavia, in questo modo, molti misofonici e lettori, interpretano l’ipervigilanza come un comportamento di una persona ossessiva. I farmaci ansiolitici che aiutano a calmare l’OCD  non sembrano avere alcun effetto sulla  “Rabbia per il suono”.

Per leggere gli altri capitoli del libro della dott.ssa Krauthamer clicca qui.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Sound-Rage: A Primer of the Neurobiology and Psychology of a Little Known Anger Disorder

FONTE DELL’IMMAGINE:
Pazienti

di Monia De Tommaso

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