Perché lo stress peggiora la vostra misofonia

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Diciamolo chiaramente, lo stress rende tutto peggiore, ma soprattutto può incrementare notevolmente la gravità delle reazioni misofoniche.
Dunque, perché la misofonia sembra peggiorare molto quando ci si sente stressati?
Quando ci si sente rilassati si ha più tempo e chiarezza mentale per reagire ad essa.
È come se si avesse più tempo per lasciare la stanza … di trovare un modo per bloccare il rumore … o passare a fare qualcos’altro. Più lucidità per razionalizzare e pensare alle diverse opzioni (o  … vie di fuga!)
Ma quando si è già al limite il corpo entra in modalità di allarme rosso e non si ha questo lusso.

Ciò è aggravato dal fatto che ci si sente bloccati in un elevato stato di consapevolezza sensoriale e si inizia a notare tutto intorno a sé. Questo può essere utile se si è in una situazione di alta pressione e si ha la necessità di reagire in fretta alle situazioni… ma non è così facile se si è misofonici e si è già super-sensibili a certi rumori, suoni o movimenti.
Improvvisamente, praticamente, ogni rumore umano ripetitivo diventa un fattore di innesco, e tutto una distrazione.

Noi peggioriamo ulteriormente lo stress anche sollecitandolo inconsciamente con le preoccupandoci degli inneschi misofonici che non si sono ancora verificati!

Un tipo di stress preventivo, generato nella parte posteriore della propria mente dove si è preoccupati di non essere in grado di completare ciò che si sta facendo perché qualcuno o qualcosa si potrebbe scatenare in qualsiasi momento.
Si è effettivamente in iper allerta e iper ascolto dell’ambiente esterno alla ricerca di fattori di innesco.
È un po’ come quando si guarda un film spaventoso e si sta solo aspettando il coltello che brandisce psicopatico una volta saltato fuori dal guardaroba. Si è costantemente sulle spine.

Quando tutto questo accade, si è meno in grado di far fronte agli eventi e a ciò che ci circonda, perché così come lo stress principale, ci si sta anche anticipatamente preoccupando, a livello subconscio, da dove il prossimo innesco misofonico sta per arrivare.

Il suono di innesco spesso può essere come la goccia che fa traboccare il vaso e, quando si verifica, è semplicemente troppo e può mandare in crisi.

I meccanismi di difesa che spesso si sviluppano, sono per allontanarsi dalla situazione ritenuta insopportabile, anche per un breve periodo di tempo, e per concentrarsi interamente su qualcos’altro.

Se si ha molto da fare e si è sotto pressione per le scadenze lavorative, ci si assicura di poter lavorare da casa. Nessun suono o distrazioni. Se ci si trova in una situazione dalla quale non si può sfuggire, allora si va fuori per circa 15 minuti, magari in uno spazio verde, per svagarsi e rilasciare alcune endorfine.

Avete trovato che lo stress peggiori la vostra misofonia? E cosa fate per farvi fronte?

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Allergic to sound

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la rete

di Monia De Tommaso

Ho imparato a evitare le cose che mi preoccupano

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Cari lettori, non scoraggiatevi ma lottiamo per trovare una soluzione!
Chiunque voglia raccontare la propria esperienza (anche in anonimato) può contattarci. La vostra testimonianza è importante!

Sono così felice di avere finalmente un nome per quello che mi ha fatto sentire così diverso da tutti gli altri per diversi anni! Sono un ragazzo di 16 anni e ho avuto a che fare con la misofonia da quando ne avevo 12. È venuta improvvisamente e subito dopo mi ha colpito la pubertà. Un certo rumore ha iniziato a darmi fastidio orribilmente. Poco dopo, una raffica di rumori che non avevo mai notato prima divenne insopportabile. Sentire un suono di innesco mi fa scattare una risposta di “lotta o fuga”, e può anche farmi sentire fisicamente male se l’ho sentito per troppo tempo.

Di recente, ho fatto un viaggio in auto e c’era un membro della famiglia che è stato continuamente a tagliarsi le unghie durante l’intera corsa (che è durata diverse ore). Con il tempo, nonostante fosse finita, ho avuto un mal di testa e nodi allo stomaco. La rabbia che sentivo verso quella persona che aveva fatto il rumore era insopportabile e decisamente irrazionale. Mi sento sempre in colpa dopo che la rabbia si raffredda, perché mi rendo conto che non ho davvero alcun motivo per essermie arrabbiato.

La cosa più strana di questo disturbo è che i miei familiari mi preoccupano molto di più degli stranieri, anche se gli stranieri stanno facendo gli stessi suoni di innesco. Per fortuna, ultimamente non mi hanno infastidito tanto. Ho imparato a evitare le cose che mi preoccupano, semplicemente perché questa è l’unica cosa che posso fare senza impazzire. Ho anche imparato un sacco di metodi di difesa.

I suoni all’aperto non mi disturbano, così mi piace fare lunghe passeggiate e trascorrere del tempo all’aperto (io vivo in una zona rurale.) Ascolto anche molto la musica e tengo sempre un ventilatore in funzione. La gravità sembra andare e venire. Ecco i miei suoni scatenanti: gli urti / tonfi, schiocco delle labbra, fischiettio, rutti, gemiti, grugniti, graffi, scatti ripetitivi. Provo anche odio quando le persone scuotono i loro piedi ripetutamente (a mio avviso), o strofinano il viso eccessivamente. Buona fortuna a tutti i misofonici là fuori. È bello sapere di non essere solo.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
MisophoniaUK

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la rete

Se vi interessa leggere anche altre testimonianze allora cliccate qui.

di Monia De Tommaso

Misofonia: si tratta di un disturbo d’ansia?

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CAPITOLO 5: Qual è la diagnosi? – Si tratta di un disturbo d’ansia?

La parola ansia deriva dal latino anxius che a sua volta deriva da angere, col significato di tormento, soffocamento, angoscia. Si tratta di uno stato dell’essere contemporaneo, che comprende componenti fisiologiche e psicologiche. Queste componenti sono cognitive (del pensiero), comportamentali, somatiche (corporee, fisiche) ed emotive. I sintomi fisiologici più comuni includono cambiamenti nella temperatura corporea, come l’imprecare o avere brividi, nausea e aumento della frequenza cardiaca.

Sintomi cognitivi includono i pensiero “what-if” (trad. “e se…”, quindi di incertezza) o pensieri catastrofici – idee di cose cattive che potrebbero o non potrebbero accadere nel prossimo futuro. In generale, quando le persone dicono di sentirsi ansiose, stanno descrivendo un conglomerato di sentimenti, tra i quali preoccupazione, apprensione, inquietudine e terrore.

Provare ansia in sé e per sé non significa avere un disturbo. Le compagnie di assicurazione codificano l’ansia come un modo o uno stato dell’essere in contrapposizione a quello che viene definito come un disturbo. Lo considerano uno sgradevole, ma non necessariamente patologico, stato emotivo derivante da una percezione infondata o irrazionale di pericolo. Da alcuni, l’ansia è considerata una reazione normale agli imprevisti della vita. Ci sono scuole di pensiero secondo le quali una certa quantità ansia opera come motivatore, contribuendo a realizzare, o spostare verso la realizzazione, degli obiettivi.

Si tratta di un candidato per essere classificato come disturbo quando diventa travolgente e interferisce con la vita di tutti i giorni. I disturbi d’ansia sono stati esplicitamente definiti: come indicato nel DSM IV – TR, i disturbi d’ansia includono il Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD – Generalized Anxiety Disorder), il Disturbo d’Ansia Sociale (Social Anxiety Disorder, noto anche come Fobia Sociale), fobia specifica, disturbo di panico con o senza agorafobia, Disturbo Ossessivo-Compulsivo (OCD – Obsessive-Compulsive Disorder), Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD – Post-Traumatic Stress Disorder), ansia secondaria alla condizione medica, Disturbo Acuto da Stress (ASD – Acute Stress Disorder), e disturbo d’ansia indotta dalla sostanza. Giacchè a molti malati è stato mal diagnosticato d’avere una fobia e / o disturbo ossessivo compulsivo, o disturbo da stress post-traumatico, dare uno sguardo più da vicino a questi disturbi d’ansia classificati aiuterà a determinare se si approssimano o meno alla “misofonia”.

Per leggere gli altri capitoli del libro della dott.ssa Krauthamer clicca qui.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Sound-Rage: A Primer of the Neurobiology and Psychology of a Little Known Anger Disorder

FONTE DELL’IMMAGINE:
IPSICO

di Monia De Tommaso

Misofonici, attenzione allo stress!

Diversi studi parlano della correlazione tra stress e misofonia. Il loro rapporto sembra essere direttamente proporzionale: ovvero all’aumentare lo stress, aumenta anche la misofonia. Dunque bisogna cercare di ridurre lo stress per ridurre anche i sintomi della sensibilità ai suoni. Ma procediamo con ordine:

cos’è lo stress? lo stress è uno sforzo adattativo intrapreso dal nostro organismo ogni qualvolta ci sia un cambiamento a partire da una qualsiasi situazione.
Il nostro corpo reagisce allo stress in generale provocando una cascata ormonale anomala più o meno intensa di diverse sostanze messaggere quali:

  • la serotonina, importantissima per il sonno e per dormire bene in quanto coinvolta nel buon funzionamento del nostro orologio interno;
  • la noradrenalina fondamentale per la forza vitale intrinseca dentro di noi e senza la quale ci sentiremmo tutti stanchi;
  • la dopamina senza la quale non avremmo produzione di endorfine e quindi una regolazione errata del senso del dolore e del piacere.

the key to press when you are frustrated

Gli stati stressanti entro un certo limite sono da ritenersi normali, specialmente in un contesto vitale frenetico e complesso come quello dei nostri tempi. Tuttavia, ognuno di noi vive lo stress in modo diverso e la maggior parte delle volte il corpo e la mente si adattano senza che lo stress venga percepito in modo cosciente.

Generalmente i processi adattativi allo stress avranno un maggior o minor successo in base al bilancio tra le caratteristiche degli eventi (prevedibilità, conoscenza e gravità degli eventi) e le risorse personali (età, tempo di reazione, livello culturale, capacità intellettive, condizioni socio-economiche, personalità) del soggetto coinvolto. Questo è il motivo per cui gli eventi stressanti si ripercuotono in modo diverso da persona a persona. Ogni persona soggettivamente valuta la situazione e l’ambiente circostante in modo da determinare se un fattore di stress è presente o meno e in quale quantità: lo stesso evento non provoca quasi mai la medesima quantità di stress in persone con pensieri, emozioni e comportamenti diversi.

Quali tipologie di persone soffrono maggiormente lo stress?

In generale le personalità che hanno più difficoltà a interagire e gestire lo stress sono quelle persone che hanno una competitività spinta in tutti gli aspetti della vita, una forte propensione al controllo degli eventi e delle persone, un atteggiamento molto aggressivo e un’insofferenza spigliata verso i ritmi e le condizioni altrui.

Queste persone in generale hanno molta tensione muscolare e difficoltà al rilassamento; hanno una ipervigilanza e la volontà assidua di voler fare un illimitato numero di cose in un limitato periodo di tempo. Queste persone hanno una maggiore esposizione allo stress e quindi una maggiore probabilità di soffrire di qualche disturbo psichico o fisico. Le caratteristiche della personalità sopra brevemente descritte sono da ritenersi veri e propri fattori di rischio.

Una persona capace di tenere e mantenere nel tempo una aggressività ridotta, una competitività giusta, una capacità di adattarsi ai bisogni altrui e una tendenza a fare cose proporzionalmente al tempo disponibile avrà un rilassamento generale del corpo anche a livello muscolare, oltre a riuscire maggiormente a fronteggiare qualsiasi tipologia di stress con una minor possibilità di ammalarsi.

Tuttavia bisogna distinguere le due tipologie di stress:

  • eustress: è lo stress positivo, caratterizzato da stimolazioni ambientali costruttive e interessanti come un viaggio stancante ma divertente, una promozione lavorativa con maggiori responsabilità ma anche maggiori soddisfazioni, ecc.
  • distress: è lo stress negativo, caratterizzato da stimolazioni ambientali distruttive e problematiche come un lutto, litigi, disagi, e che sono la causa primaria di scompensi emotivi e fisici. Lo sforzo causato da distress per cercare di cambiare una situazione che non si può cambiare o per adattare il nostro corpo a una condizione non fisiologica e non salutare porta a un interessamento cronico dello stress e quindi alla malattia.

Quando siamo in presenta di uno o più stressors (fattori stressanti), il nostro corpo reagisce a questi secernendo diversi ormoni e stimolando il sistema nervoso simpatico; questo provoca alcuni cambiamenti organici nel nostro organismo:

• aumento del metabolismo
• accelerazione dei battici cardiaci (tachicardia, extrasistoli, dolore nella zona toracica e ipertensione)
• innalzamento della pressione sanguigna
• vasocostrizione cutanea
• aumento della sudorazione (specialmente ai palmi delle mani e alle piante dei piedi)
• disfunzione respiratoria (asma bronchiale, iperventilazione con respiro rapido e superficiale con conseguenze anche posturali)
• afflusso di sangue ai muscoli e aumento del loro tono
• diminuzione delle funzioni digestive (con conseguenti disturbi addominali, cattiva digestione, ecc.)
• inaridimento del cavo orale
• innalzamento dei peli cutanei
• dilatazione delle pupille
• aumento di inquietudine (diminuzione di tono e di energia vitale)
• diminuzione della concentrazione (difficoltà di ascolto, attenzione, di apprendimento e di memoria)
• difficoltà a riposare e insonnia
• aumento di radicali liberi nel corpo (fattore di rischio per le malattie cronico degenerative)

Queste reazioni in molta gente si protraggono per molto tempo favorendo condizioni come l’iperattività: persone che lamentano di non potersi mai rilassare anche dopo aver superato un impegno importante; molte volte si tratta proprio di dipendenza dallo stress, dipendenza dovuta dalle droghe naturali che il corpo produce, le beta endorfine (euforia del corridore).misofonia-e-stressOra andiamo a vedere come capire il nostro livello di stress analizzando da vicino le 5 fasi del distress cronico.

• Cominciamo con una generale stanchezza cronica, sia fisica che mentale che si traduce in una quotidiana difficoltà ad alzarsi la mattina dal letto e in una necessità di bere bevande eccitanti come caffè e tè sia per svegliarsi sia durante tutta la giornata; la stanchezza è particolarmente presente la sera a fine lavoro, accompagnata da un impellente desiderio di sdraiarsi sul letto. Molte persone cadono nella trappola dell’alcol, nell’illusione che qualche bicchierino possa rilassarle. Questa stanchezza continua a crescere di giorno in giorno, anche perché il sonno risulta poco ristoratore.
• La seconda fase mette in crisi i rapporti interpersonali attraverso l’instaurarsi di continui sospetti e diventando ostili verso tutti. Diminuisce l’autocontrollo facendo diventare le persone in questa fase sempre più nervose e scattanti anche per motivi immaginari o comunque di poca rilevanza. Il passo successivo è un progressivo isolamento dalla vita sociale con una graduale diminuzione degli incontri e dei rapporti con altre persone, siano esse amici o parenti. Si tende così a chiudersi in se stessi, vedendo il mondo come un ambiente ostile e ogni difficoltà come insormontabile.
• La terza fase si trascina dietro l’irritabilità che abbiamo visto poco prima, ma questa volta non viene più rivolta verso l’esterno, ma interiorizzata, provocando non poche turbe emotive e problemi a tutto l’organismo. Chi si trova qui è generalmente più insicuro, confuso e difficilmente riesce a prendere una decisione. Inoltre vi è una grande instabilità emotiva caratterizzata da momenti di depressione e momenti di euforia improvvisa; le relazioni crollano ancora più a picco viste l’impossibilità di controllare appieno le proprie emozioni e con esse anche il proprio rendimento lavorativo. In alcuni casi si può perdere il controllo della propria vita pensando che sia governata dal caso e vedendola riempirsi ogni giorno di un senso di insoddisfazione.
• Arrivati a questo punto cominciano a manifestarsi dolori fisici che altro non sono se non campanelli di allarme che il nostro organismo ci invia per metterci al corrente dei problemi che stanno avvenendo dentro di noi a causa della prolungata fase di resistenza allo stress. Abbiamo prima di tutto rigidità al collo e spalle, accompagnati da dolori cervicali anche forti e costanti, al viso e alla zona lombare (con iperlordosi). Si passa poi al serrare le mascelle durante il giorno senza rendersene conto, al bruxismo notturni, tutti sintomi che denominano la necessità da parte del nostro corpo di esternare la tensione interiore; questo punto è importante perché può portare a problemi (o a peggiorarli se già esistenti) alle arcate dentali e all’articolazione temporo mandibolare. Questo provoca conseguenza a livello posturale e ulteriore rigidità alla schiena. Anche i tentativi fatti in casa di riposare forzatamente per più ore durante il weekend svegliandosi tardi risultano vani, e anzi portano alle classiche emicranie dovute dal rilassamento muscolare troppo veloce.
• L’ultima fase del distress cronico è quella più problematica e ovviamente quella più pericolosa. L’esaurimento è la parte più corposa di questo momento caratterizzato da malattie croniche dovute in particolare dall’abbattimento del sistema immunitario come influenza, asma, ipertensione, gastriti e ulcere ecc. In una ricerca del Cold Research Center di Bristol (Gran Bretagna) si è dimostrato che il distress può essere la causa per cui molti ceppi di raffreddore attecchiscono in determinate persone e in altre no.

Dal 9 Aprile 2008 i rischi da stress lavoro correlato sono tutelati una legge che tende alla salvaguardia della salute e del benessere psico-fisico del dipendente.
È veramente importante, se non fondamentale, sapere quando si è stressati e probabilmente ancor di più essere in grado di riconoscere quanto lo si è, fino a che punto ci siamo spinti e abbiamo spinto il nostro corpo a sopportare situazioni che nel tempo, se non vengono prese delle contromisure, ci porteranno a una patologia.

Quando siamo in grado di fare questo, partiamo con un enorme vantaggio: siamo consapevoli della nostra situazione!

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I rimedi più efficaci per combattere lo stress, includono una necessaria prevenzione e non sempre bisogna far ricorso a medicinali; oltre ad un lavoro su se stessi, un’analisi che ognuno di noi dovrebbe fare in modo oggettivo, esistono molti rimedi facili, naturali e per la maggior parte gratuiti, capaci di farvi tornare la serenità che cercate, di aver la possibilità di reagire nel migliore dei modi agli eventi stressanti.

Detto questo, vi ricordiamo che è impossibile eliminare del tutto lo stress dalla nostra vita perché è parte integrante della nostra vita e della nostra evoluzione, ma seguendo alcuni semplici consigli è possibile fronteggiarlo, gestirlo e metabolizzarlo meglio.

  • La prima cosa da fare, quando si è molto stressati, è agire a livello del rilassamento con tecniche inerenti principalmente la respirazione: liberando il diaframma da eventuali blocchi protratti nel tempo permetterete al corpo di funzionare meglio, all’ossigeno di arrivare nelle giuste quantità in tutto il corpo evitando stati di anaerobiosi e di disagio. A questo punto degli esercizi mirati di respirazione vi insegneranno e cambieranno i tempi della vita; ricordiamoci sempre che un respiro affannoso e corto produce un sensazione di affaticamento, di tensione in tutto il corpo, che a lungo andare produce ansia; una respirazione calma, controllata, di diaframma, fatta a pieni polmoni e dal naso vi permette di assaporare la vita in pieno, vi da la sensazione che tutto rallenti, che tutto vada per il verso giusto. Il controllo della respirazione è quindi alla base del controllo delle nostre emozioni e della nostra vita in quanto i polmoni sono organi in diretto e stretto contatto con il cuore: quando siamo agitati e sotto stress il battito cardiaco aumenta di pari passo con la respirazione, se riusciamo a controllare quest’ultima riusciremo a controllare in parte anche il ritmo del cuore e della nostra vita.
  • Il passo successivo è quello di aumentare il volume di acqua bevuto giornalmente: in generale le persone stressate sono anche disidratate e sentono un bisogno molto intenso di acqua, elemento fondamentale per eliminare ogni forma di tossina dal nostro corpo. Lo stress è un grosso produttore di tossine e di radicali liberi e i reni in situazioni stressanti hanno bisogno di un apporto maggiore di acqua per eliminarle in modo più rapido ed efficace possibile.
  • Un’alimentazione corretta riesce ad apportare tutti i nutrienti di cui il corpo ha bisogno nel modo corretto favorendo e mantenendo in questo modo una situazione di omeostasi e di equilibrio tra tutti gli organi del corpo, dando più energia e maggiori possibilità alla persona di fruirne al meglio per affrontare e vincere lo stress di tutti i giorni (un consiglio che vale per tutti è quello di eliminare gli zuccheri semplici per esempio). Fate una colazione abbondante, evitando zuccheri semplici per il picco glicemico troppo alto.
  • L’ambiente in cui si lavora e quello in cui si vive devono essere il più aperti possibile, devono avere sempre aria fresca e ossigenata, con luce solare e non al neon; per quelle persone che stanno sempre sedute al computer è d’obbligo prestare molta attenzione alla postura e alle tempistiche di lavoro: ogni 15 minuti staccate lo sguardo per 5-10 secondi verso un ambiente aperto, ogni 2 ore fate una pausa e una passeggiata di 15 minuti (per legge queste tempistiche devono essere richieste al datore di lavoro).
  • La mattina iniziate la giornata alzandovi una mezz’oretta prima del solito evitando così di cominciare subito di fretta e stressati; utilizzate questo tempo per concedervi una bella doccia con sola acqua fresca, godetevela e sentitevi rigenerati; poi mettetevi davanti allo specchio e cominciate a sorridere e a ridere, fatevi delle smorfie, delle facce buffe: attiverete i muscoli pellicciai e i neuroni specchio che vi metteranno immediatamente di buon umore favorendolo per tutta la giornata.
  • Cercate di ritagliarvi del tempo libero, dedicandovi a un hobby all’aperto, una passeggiata tra gli alberi e in mezzo alla natura, alla luce solare può essere un vero e proprio toccasana in molti casi.
  • La musica è un elemento molto importante per estraniarsi dal mondo e per fare un break dalla vita confusionaria che ci circonda: le proprietà della musica sono ormai certificate e producono reazioni molto positive (tanto dall’aver fatto nascere la musicoterapia); anche il canticchiare spesso la propria canzone preferita è molto d’aiuto per il buon umore.
  • Non poteva mancare l’attività fisica nel nostro elenco di rimedi antistress: se ne parla ormai in ogni salsa, ognuno ha la sua idea sul come apportare i maggiori benefici da una sessione di allenamento in palestra o a casa propria, ma quello su cui tutti sono d’accordo è che una sana attività fisica fa bene e come dicono molti, scarica i nervi. È infatti un’importantissima valvola di sfogo per qualsiasi persona, specialmente se fatta all’aria aperta camminando o correndo e sudando un bel po’. L’attività fisica ha il dono di garantire il benessere e la salute del cuore, ma anche di favorire l’eliminazione delle tossine e della tensione accumulata.

Gli hobby, ma specialmente la musica e l’attività fisica riescono inoltre a liberare le endorfine e le encefaline, delle sostanze speciali prodotte naturalmente dal nostro corpo, salutari, senza controindicazioni, capaci di favorire il benessere e di combattere efficacemente lo stress.

Secondo molti esperti e molti giornali del settore, nella classifica ufficiale stilata riguardo i migliori rimedi per combattere lo stress al primo posto troviamo il massaggio, inteso come trattamento manuale capace di far rilasciare ormoni positivi e di liberare tutta la tensione che lo stress fa accumulare nei muscoli, togliendo peso alle articolazioni e dando respiro a tutto il corpo. Attraverso il massaggio è inoltre possibile eliminare definitivamente le contratture che, oltre a essere considerati fattori debilitanti legati alla struttura in sé, sono anche intesi dalla bioenergetica come degli accumuli di stress, dei congelamenti di tensione che una volta sbloccati portano enormi benefici al corpo e alla mente. Nell’ambito delle terapie manuali e complementari non possiamo non citarvi la riflessologia plantare che in molti casi ne è il massimo esponente, specialmente quando si parla di problematiche inerenti e riguardanti l’organismo in toto: è questo sicuramente il caso dell’eccesso di stress che a causa della cascata ormonale che provoca, può arrivare a compromettere il corretto funzionamento di più di un organo. Il massaggio riflesso è un trattamento piacevole e capace di riequilibrare tutto il corpo, è un aiuto concreto nel controllo delle cascate ormonali, nel liberare endorfine e encefaline e nel governare lo stress accumulato.

Come abbiamo visto i rimedi contro lo stress esistono, alcuni sembrano semplici e a prima vista poco significanti, ma vi garantisco che nella maggior parte dei casi funzionano. Provare per credere.

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la rete

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IstitutodiPsicologiaFunzionalediFirenze, Life

Diventare immuni dai rumori con i precetti di Matsumoto [I parte]
Diventare immuni dai rumori con i precetti di Matsumoto [II parte] suoni intollerabili e lo stress

di Monia De Tommaso

I suoni intollerabili e lo stress

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Dopo aver visto (nella relazione del dott. Mario Mattia) la correlazione tra i suoni intollerabili e le reazioni fisiologiche, passiamo ora a quella tra suoni e stress. Secondo la Health and Safety Commission  britannica (HSC, 1999), lo “stress è la reazione che le persone manifestano in risposta a eccessive pressioni o a sollecitazioni di altro tipo alle quali sono sottoposte”.
Il dott. Mattia scrive:
 A volte siamo sottoposti a stimoli stressori (ovvero fonti di stress) indipendenti dalla nostra  volontà (es. radiazioni naturali, cavi ad alta tensione, infezioni virali, batteriche etc.) a volte, invece, ci sottoponiamo volontariamente a stimoli stressori esogeni derivanti dalle nostre abitudini (fumo, caffè, tè, droga, assunzione di farmaci in eccesso etc.) ed a stressori endogeni (stress mentale). Qual’è il motivo? Ciascuno di noi nell’arco della propria esistenza, tende a soddisfare dei bisogni.
Vediamo in questo schema in che ordine:
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Cosa notiamo in questa piramide gerarchica? Possiamo osservare come tra le prime necessità umane (e che quindi sono anche le prime fonti di stress qualora venissero a mancare) vengano collocate quelle legate all’autorealizzazione, seguite da quelle della stima e quelle sociali. Vorremmo far notare come molti misofonici riconoscano (oppure avviene inconsciamente) il suono scatenante, sia prodotto perchè vi sia mancanza di rispetto per l’ambiente circostante e come a seguito del disturbo non vengono o non si sento accettati, amati e compresi e quindi appartenenti ad un gruppo. Sbagliamo o questi fattori in neretto rientrano tutti nelle principali necessità umane?
E quali effetti genera lo stress? Vediamo questa immagine:
misofonia-stress-e-suoni-intollerabili
Sbagliamo o tra molti sintomi misofonici ci sono quelli rappresentati in quest’immagine? Questo è uno dei motivi per cui noi riteniamo che lo stress giochi un ruolo importante nella misofonia e che tra i trattamenti possibili non debba essere sottovalutato un accostamento di yoga, training autogeno oppure di Rilassamento Muscolare Progressivo. Il dott. Mattia dunque prosegue con un chiaro invito ad allontanare lo stress che risulta uno dei fattori importanti per la comparsa di “intolleranze”.
Questa tendenza (bisogno) di ciascuno di noi all’autorealizzazione ci spinge, con una corsa  sfrenata, verso la meta sacrificando molto spesso tutto (affetti familiari, il proprio benessere  psicofisico, amicizie, valori umani). In realtà molti di noi non riescono a raggiungere questo  traguardo proprio perché perdono l’equilibrio ed il conseguente benessere psicofisico. Inoltre non essendo più protagonisti della propria vita, molti subiscono l’ambiente che prevale sull’individuo spezzando l’equilibrio  armonico tra individuo – ambiente e di conseguenza perdono la salute.  Infatti, inizialmente diminuiscono le difese immunitarie organiche e successivamente si sviluppano malattie fisiche e/o psichiche.
Nel cervello avviene un complesso processo di elaborazione neurosensoriale a livello della zona “limbica” con la nascita delle sensazioni che si affiancano alla percezione dell’ambiente esterno. Tutti gli organi di senso, la vista, l’udito, l’equilibrio, il tatto, il gusto, la sensibilità vibratoria,  motoria, termica,ecc., trasmettono le loro informazioni che passano attraverso varie “stazioni” di elaborazione. Tali impulsi elettrochimici transitano nel sistema limbico prima di giungere alle zone corticali del cervello o ai sistemi fisiologici di destinazione finale. Il sistema limbico ha  un’importanza enorme nella fisiologia e nei meccanismi motivazionali e comportamentali degli esseri viventi. La zona limbica è la sede dei processi delle “sensazioni”, dei “pensieri”, della gestione delle “memorie”, del controllo dell’attività cerebrale e di tutti i principali ritmi di omeostasi dinamica fisiologici. Controlla lo stress!!
Concludendo il prof. Mattia cita i meccanismi fisiologici della percezione:
  • I suoni e le luci ritmate hanno un’interazione con l’uomo superiore a quanto oggi previsto.
  • La musica, se gradita, provoca effetti positivi e terapeutici (musicoterapica).
  • Un suono ritmato, se non gradito, provoca effetti negativi (si sono documentati casi di epilessia) e distress (ovvero stress negativo).
  • Un suono non gradito, anche se molto debole (goccia d’acqua, porta che cigola, suoni dal vicino, attività disturbante, iperacusia, acufene, ecc.) provoca una reazione d’allarme alla quale segue, col tempo, uno stato di stress che genera gravi disturbi fisio-patologici.
  • Per le capacità di analisi spettrali del nostro apparato uditivo, non solo un incremento del livello globale può non essere tollerabile, ma, spesso, la causa di disturbo è una variazione tonale del  rumore immesso.
  • Lo STRESS generato nella propria abitazione può avere effetti amplificati ed estremamente patologici sui soggetti esposti, già stressati dall’attività e dalle esposizioni lavorative ed esterne (proprio per un senso di maggiore violazione, per il concetto sopra citato del senso di violazione del privato).

 

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ATOcoaching

Le principali esigenze umane: un vademecum per la felicità

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Incominciamo con l’osservare ciò che la natura dice che è necessario per condurre una vita soddisfacente, produttiva, e felice.
Perché una pianta è appassisce se non ha acqua o la luce del sole?
Volete prendere l’auto dal meccanico prima di controllare che abbia carburante nel serbatoio e l’aria nelle sue gomme? Certo che no, e allora perché dimentichiamo ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici? Oltre alle ovvie “esigenze di base” per l’acqua, cibo e riparo, gli esseri umani hanno una serie di bisogni fondamentali che non sono così evidenti, ma che sono altrettanto essenziali per il benessere emotivo.

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Questi bisogni fondamentali troppo spesso nella cultura occidentale moderna non sono trattati con l’attenzione che meritano.
Quando questi bisogni restano insoddisfatti per troppo tempo, possiamo anche soffrire di ansia, depressione, dipendenza, o qualche altro problema emotivo.
E poiché queste conseguenze si sviluppano nel tempo, possono essere facilmente trascurate, lasciandoci confusi sul perché abbiamo questo problema. A peggiorare le cose c’è l’inconsapevolezza di molte persone di avere queste esigenze o di ignorare come esse influenzano il proprio benessere. Dunque, ecco a voi lista delle 9 principali esigenze umane e delle idee su come soddisfarle. Conoscerle e garantirsi di affrontarle in salute, almeno la maggior parte del tempo, trasformerà la vostra vita. La misofonia è stata messa numerose volte in relazione con il sistema nervoso quindi se riusciremo a rilassarci e tenere sotto controllo lo stress allora rispettando queste esigenze vitali di base potremo imparare a controllare anche questo disturbo.

1. L’esigenza di dare e ricevere attenzione: un eccessivo isolamento può influire drasticamente sulla nostra condizione mentale, sullo stato emotivo, e sul comportamento. Abbiamo tutti bisogno, in misura diversa, del costante contatto con altre persone.

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Idee su come soddisfare questa esigenza:
• Una vita sociale equilibrata è il modo migliore per rispondere a queste esigenze. Assicuratevi di incontrarvi con un amico, almeno due volte a settimana.
• Decidete di parlare della persona con cui state parlando il doppio rispetto a quanto si parla di voi.
• Ricordate le vostre abilità sociali e abilità interpersonali.

2. L’esigenza di prestare attenzione alla connessione mente / corpo: la gente sempre più si tratta come macchine. Lavoriamo durante il pranzo, dormiamo troppo poco, spesso mangiamo fugacemente cibo spazzatura, saltiamo la palestra, e sostenere i nostri corpi infiacchiti con le “bevande energetiche”. Ma trascurare la corretta alimentazione, il sonno, il riposo, e l’esercizio fisico, a lungo termine porta problemi psicologici e malattie da stress.

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Idee su come soddisfare questa esigenza:
• Per una settimana, arrivate a letto abbastanza presto per fare 9 ore di sonno e vedete come vi sentite.
• Camminate più regolarmente.
• Se vi mancano energia e vitalità, per un mese seguite una dieta più ricca di fibre e vitamine.
• Dopo aver consultato il vostro medico, effettuate una sessione di 20 minuti di duro lavoro a settimana, sia che si tratti di esercizi basati sui pesi che di cardio fitness.

3. L’esigenza di avere uno scopo, degli obiettivi, e un senso: gli esseri umani hanno una capacità innata di identificare, analizzare e risolvere i problemi con fantasia. Se una persona viene privata della soddisfazione che viene dal raggiungimento degli obiettivi o non soddisfare uno scopo, l’immaginazione può iniziare a creare problemi di suo.
Abbiamo bisogno di lavorare verso qualcosa; questo attiva la nostra immaginazione e la prospettiva di adottare l’atteggiamento di speranza, piuttosto che l’elusione o la paura.

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Idee su come soddisfare questa esigenza:
• Fare un passo indietro e pensare al genere di cose che si vogliono realizzare.
• Quando decidete che cosa fare (scalare una montagna, iniziare la propria attività, scrivere un libro, ecc), tendete verso di essa.

4. L’esigenza di essere d’aiuto: questa necessità di base ci dà una ragione di essere, al di là dei nostri bisogni personali, che ha dimostrato essere benefico per nostro sistema immunitario, la salute mentale, e la felicità. Tutto ciò che prende la nostra concentrazione e impegno ci aiuterà a stare meglio, che si tratti di religione, club, o opere di carità.

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Idee su come soddisfare questa esigenza:
• Andate al vostro centro di volontariato locale, se ne avete uno, e guardate i benefici che si possono ottenere se si è coinvolti. Aiutare gli altri è un’ottima cura per il proprio spirito.
• Trovate qualcosa che si pensa sia sbagliata nella vostra comunità e iniziate a parlarne con la gente, magari su come si potrebbe risolvere il problema!

5. L’esigenza di sfida e creatività: provate qualcosa di nuovo. Esplorate. Imparate. Migliorate un’abilità già esistente. Senza un senso di progresso e successo, siamo in grado sentirci inutili, come non ci fosse ragione della nostra esistenza. La noia può farci sentire la vita come se fosse piatta. Abbiamo tutti bisogno di essere sollecitati (ma non stressati).

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Idee su come soddisfare questa esigenza:
• Fate un passo indietro e pensare il genere di cose che avete utilizzato per divertirvi prima di diventare troppo occupati per preoccuparvene.
• Prendete lezioni in qualcosa che non avete mai fatto prima. Se non fate lezioni da un po’ di tempo potrebbe sembrarvi spaventoso, ma non vi preoccupate, tutti gli altri saranno nella stessa barca!
• Cominciate un nuovo hobby o riprendetene uno vecchio (come suonare il pianoforte).

6. L’esigenza di intimità: abbiamo tutti bisogno di almeno una persona con la quale ci sentiamo di condividere le nostre idee, speranze e sogni. Alcune persone sono in grado di soddisfare questo bisogno, parlando col proprio cucciolo domestico, ma la maggior parte di noi ha bisogno di una ristretta cerchia di amici e / o famiglia amorevole e solidale.

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Idee su come soddisfare questa esigenza:
• Datevi un appuntamento settimanale con il vostro compagno (se ne avete uno) con il quale argomenti di conversazione come il lavoro, i soldi, o i bambini sono off-limits. Discutete con lui sulle vostre speranze e sogni.
• Assicuratevi di incontrarvi con una persona cara almeno una volta alla settimana per il pranzo / camminare al parco / andare al cinema.
• Parlate al telefono o su Skype con la famiglia e gli amici se sono lontani.

7. L’esigenza di controllo: dai sopravvissuti alle torture ai superstiti dei licenziamenti, coloro che sono in grado di mantenere un senso di controllo, da qualche parte, nella loro vita sono i migliori; avere una varietà di interessi e attività è importante.

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Idee su come soddisfare questa esigenza:
• Se tutti intorno a voi stanno perdendo la testa, e voi ci siete vicino, un modo per riprendere il controllo è quello di rilassarsi e ottenere una certa prospettiva. Il controllo interno può essere altrettanto (se non più) importante di quello esterno.
• Se alcune cose sono fuori dal vostro controllo e vi sta causando dello stress, provate a concentrarvi su ciò che è sotto il vostro controllo.
•Provate la pratica del training autogeno, è un’ottima tecnica per imparare ad avere il controllo sul vostro corpo e sulla vostra mente.
• È bene ricordare che non possiamo avere tutto sotto controllo, che gli errori nostri e degli altri fanno parte della nostra natura umana. E sbagliamo o voi siete umani?

8. L’esigenza di uno status: è importante sentirsi importanti, e non dovremmo vergognarci di avere questo desiderio. Il termine status ha diversi significati, per persone diverse, e non è solo conosciuto attraverso il lavoro retribuito. Per alcuni, sentirsi riconosciuti per essere una buona nonna, madre, figlio, o una figlia, potrebbe essere sufficiente. Un comportamento molto distruttivo e problematico potrebbe essere un tentativo scorretto di rispondere a questa esigenza di riconoscimento.misofonia-e-le-esigenze-vitali-di-base (3)
Idee su come soddisfare questa esigenza:
• Tenete presente che, anche se si potrebbe pensare di non avere attributi validi, non è mai accaduto nella storia dell’umanità che un essere umano ne fosse privo. Provate a farvi dire da qualche vostro conoscente i vostri punti di forza, perché possiate essere più realistici circa il vostro valore.
• Iniziate a fare qualcosa di utile nella vostra comunità locale.

9. L’esigenza di sicurezza e tranquillità: a vari livelli, tutti noi abbiamo un po’ bisogno di sentirci al sicuro e sicuri nella vita. Quando il nostro ambiente ci sembra insicuro, imprevedibile, o addirittura pericoloso, allora la nostra salute mentale può soffrire. Questa esigenza è influenzata dalla sicurezza finanziaria, la salute, la sicurezza fisica, e quanto bene sappiamo soddisfare le altre esigenze di base.

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Idee su come soddisfare questa esigenza:
• Sedetevi e pensate da dove proviene la vostra mancanza di sicurezza. È il vostro ambiente? È una persona in particolare? È iniziato dopo un evento traumatico?
• Se dipende dal vostro ambiente, si può cambiare il luogo in cui vivi / lavori? In caso contrario, si possono migliorare le vostre abilità personali di forza e la capacità fisica di farvi sentire più sicuri?
• Se si tratta di una persona in particolare, decidete se vale la pena di sentirvi in questo modo ogni giorno con loro intorno o se potrebbe essere meglio tagliare i legami.
• Se è siete stati traumatizzati, vedere un buon professionista esperto nella tecnica del Rewind, un metodo che vi farà sparire il trauma in modo rapido e comodo.

Molte uova, molti cestini

Chi mai ha tempo per soddisfare pienamente tutte queste esigenze? Beh, per fortuna si può venire incontro al soddisfacimento delle vostre esigenze primarie introducendo solo alcuni cambiamenti fondamentali nella vostra vita. Questo perché un’attività è in grado di soddisfare molteplici esigenze.
• Il lavoro nel settore umanitario potrebbe soddisfare i punti 1, 3, 4, e 5, contribuendo ai 6 e 7.
• Camminare con un amico potrebbe andare invece essere utile per i punti 1, 2, 3, 5, e 6.

È anche molto importante assicurarsi che ogni esigenza sia soddisfatta da più di un’attività.
Perdere il lavoro può essere demoralizzante; ma se il vostro bisogno di status è soddisfatto dal vostro lavoro di volontariato nella comunità, se perdete il lavoro, non vi sentirete troppo schiacciati dalla situazione e potrete gestirla meglio.
La rottura di una relazione può essere difficile; ma se il vostro bisogno di dare e ricevere l’attenzione e l’intimità proviene solo dal vostro fidanzato/a, una rottura potrebbe farvi sentire molto più feriti.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
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FONTI DELLE IMMAGINI:
Quag, Crescita-personale, STEFANO SCANAVINO, CoseDalMioMondo, cmv, RI-TROVARSI, BLOGO, psicozoo, BlogCreativo, @Brioccioledinfo, AforisticaMente

di Monia De Tommaso