Rara sensibilità innesca eccessiva rabbia, spiega un audiologo di Hamden

Misofonia: è una condizione strana e nascosta, così recentemente riconosciuta che anche la maggior parte dei medici non la conoscono. I misofonici provano una reazione istantanea di rabbia quando sentono certi suoni connessi alla masticazione e alla respirazione.

Un audiologo di Hamden, Natan Bauman, nel 2012 ha affrontato l’argomento presso la conferenza annuale all’American Academy of Audiology, di Boston. Bauman, che ha anche messo a punto apparecchi acustici, ha proposto una spiegazione del meccanismo neurofisiologico che governa la misofonia e ha rivisto le procedure di un trattamento che ha sviluppato.
La condizione rara e poco comprensibile, a volte chiamata Sindrome della Sensibilità al Suono Selettivo, o delle 4S, di solito inizia nella tarda infanzia.
La gamma di suoni scatenanti solitamente si espande nel tempo, a volte includendo anche fattori di innesco visivi, come il ciondolamento dei piedi. La reazione tende anche a peggiorare. Bauman crede che la condizione comprenda una componente uditiva, dove “certe strutture nelle vie uditive aumentano la sensibilità – quello che noi chiamiamo ‘guadagno’ – per certi suoni”, ha detto. (Pensate a come il vostro nome risalti quando lo si pronuncia in una stanza rumorosa). Quando un rumore viene percepito come minaccioso, le strutture del sistema limbico generano una risposta di lotta o fuga, ha detto Bauman.
Il suo trattamento include una componente di consulenza, che comprende attenzione per il controllo e rilassamento, così come una componente di desensibilizzazione che utilizza rumore bianco, una sorta di sibilo neutro, per annegare parzialmente i suoni scatenanti. Il paziente indossa dispositivi che generano rumore bianco e che assomigliano ad apparecchi acustici. Il volume del rumore bianco viene abbassato nel tempo. Bauman chiama la sua tecnica “mascheramento progressivo inverso” o Terapia di Riabilitazione da Tinnitus.
Il trattamento, che dura fino a 12 mesi, nel 2012 costava 1000 $, più 3.000 $ per i dispositivi uditivi, e non era coperto da assicurazione.
Bauman ha avuto un totale di circa 10 pazienti – un piccolo numero, ammette. Tuttavia ha dichiarato che il trattamento ha avuto “abbastanza successo”.
Ma tra chi ha familiarità con la misofonia, c’è un sacco di disaccordo su ciò che è la misofonia, e sul modo – se esiste – d’essere trattata. Bauman crede che la risposta sia condizionata, o appresa.

Aage R. Moller, un neuroscienziato presso l’Università del Texas, a Dallas, che si specializza nel sistema nervoso uditivo, crede che la risposta sia congenita, come l’uso preponderante della mano destra o sinistra. C’è qualcosa di sbagliato nelle strutture cerebrali superiori che si occupano del suono elaborato, ha detto.
“Sono abbastanza pessimista su questi tipi di trattamenti”, ha detto Moller.
Un altro audiologo che ha offerto una tecnica simile, è Marsha Johnson di Portland, Oregon, che ha studiato i pazienti misofonici per 15 anni. Lei ha considerato la terapia del suono con tali dispositivi di rumore bianco, un mezzo per gestire o affrontare la condizione.
“Usare il suono come terapia è come usare gli occhiali”, ha detto. “Non ho ancora trovato alcuna persistenza dell’effetto.” In generale, “la gente fa meglio a praticare la terapia del suono che non praticarla affatto. Ma una volta che tolgo i miei occhiali, non riesco ancora a vedere.”

Il successo a lungo termine della terapia del suono è sconosciuta. Uno dei pazienti di Bauman, una studentessa della Central Connecticut State University, che ha chiesto l’anonimato perché ha nascosto la sua condizione a tutti i suoi amici più stretti, è stata in trattamento per circa sei mesi. La sua misofonia è iniziata alle elementari, con una “rabbia anormale” quando udiva il suono della matita che i suoi compagni di classe producevano. “Mi sento come se avessi bisogno di lasciare la stanza o fare qualcosa di violento”, ha detto. Più tardi, sono diventati un problema anche i suoni relativi alla masticazione.
“Non sapevo cosa fosse”, ha detto. “Ho pensato che si trattasse di una cosa che non sopportavo e che fosse andata storta”. Il rumore bianco copre i suoni scatenanti che la circondano, così può prestare loro meno attenzione. “Riesco ad affrontare le giornate più di quanto mi aspettassi,” ha detto, “non perfettamente, ma è un miglioramento”.
Ma Kim Wolf, che vive nella Hudson Valley di New York, ha cercato generatori di rumore simili da un audiologo diverso. Ha scoperto che il rumore maschera suoni deboli come quello delle penne a scatto, ma non quelli più forti e più duri come la tosse e lo schiarimento della gola.
Con la capacità di ascoltare i suoni di innesco attraverso il rumore bianco, “mi sento ancora più nervoso”, ha detto Wolf. Lei ha abbandonato i dispositivi. Wolf, che opera nel settore del benessere degli animali, affronta i suoni ineludibili indossando tappi per le orecchie o ascoltando musica ad alto volume attraverso le cuffie. “Sono una persona molto socievole”, ha detto Wolf, che lotta per mantenere la calma sul posto di lavoro. “E per via del disturbo sto cercando di essere un eremita. Mi piacciono le persone, ed è così difficile perché devo evitare i suoni”.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
NewHavenRegister

FONTE DELL’IMMAGINE:
AssociazioneNazionaleEcobiopsiologia

di Monia De Tommaso

 

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I suoni intollerabili e le reazioni fisiologiche

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Proseguendo le nostre ricerche per la rete, abbiamo trovato un articolo del dott. Mario Mattia sulle percezioni uditive di suoni considerati intollerabili e le reazioni fisiologiche. Alcune parti hanno attirato maggiormente la nostra attenzione. Buona lettura.

L’elaborazione principale del suono si sviluppa nel centro del cervello, in una zona detta “limbo”, dove avviene l’analisi e la selezione ed il filtraggio delle informazioni. Questa funzione risulta legata alle memorie: tutti i sensi trasmettono informazioni provenienti dall’ambiente che ci circonda; alle numerose percezioni che accumuliamo durante la vita (l’udito entra in funzione alcuni mesi prima del concepimento) associamo sia caratteri informativi che emotivi. Una informazione od un evento nuovo, veloce o di alto livello, scatena immediatamente (prima ancora di raggiungere il livello corticale della percezione cosciente) una reazione neurovegetativa idonea alla difesa, prevenzione e tutela della propria salute. In pratica il “sistema limbico” che regola i ritmi fisiologici (“omeostasi dinamica”) e la produzione degli ormoni, in caso di “allarme” introduce nel sistema  cardiovascolare adrenalina con brusco aumento dei battiti del cuore e della respirazione.

Il sistema uditivo è in stretta correlazione con le aree del nostro cervello che controllano gli aspetti emotivi della nostra vita di relazione (sistema limbico) e con quelle che determinano le risposte automatiche del nostro organismo di fronte al pericolo, ovvero la cosiddetta “reazione d’allarme” (sistema autonomo o neurovegetativo).

Sappiamo che un rumore può avere effetti extra uditivi agendo e modificando i bioritmi (ovvero aree cerebrali preposte alla coordinazione ed al controllo della cadenza ritmica delle funzioni biologiche):

  • Interferenza con le fasi del sonno: in particolare con la fase REM (sonno desincronizzato)
A questo seguono effetti fisiologici complessi:
  • OLTRE AL DISTURBO o “ANNOYANCE”, SI RISCONTRANO INTERAZIONI CON:
  1. SISTEMA ENDOCRINO
  2. SISTEMA NERVOSO CENTRALE
  3. PSICHE E COMPORTAMENTO
  4. APPARATO CARDIOVASCOLARE
  5. APPARATO GASTROINTESTINALE
  6. APPARATO RESPIRATORIO
  7. APPARATO RIPRODUTTIVO
Memoria auditiva: Già nel grembo materno l’orecchio trasmette vibrazioni e suoni al sistema  limbico ed al cervello. Viene creato un archivio o “banca dati” di immagine sonore (come quelle visive, olfattive e tattili). Vengono “registrati” i segnali che stimolano sensazioni negative o di pericolo.

Effetti sul sonno: Durante le fasi del sonno l’apparato uditivo è sempre attivo (sopravvivenza, difesa). I suoni percepiti vengono:

  • Confrontati ai suoni archiviati nella “banca dati”: caratteristiche fisiche, ritmo, ecc;
  • Analizzati nel tempo: > di 20 dB di variazione in < di 1 s = reazione di difesa.
Elaborazione limbica: Si ritiene che alcune strutture nervose afferenti alla zona centrale del sistema limbico portino alla prima analisi e decodifica dei suoni con la separazione del
contenuto semantico ed informativo (all’emisfero SN dominante per un soggetto destrorso) dalle “sensazioni” (all’emisfero DX) sulla base del ritmo o del contenuto armonico. In quest’area si sviluppano le memorie.
Nuove “immagini sonore” vengono acquisite nella memoria a lungo termine e possono provocare reazioni di difesa (sveglia, scarica di adrenalina, ecc.) fino all’assuefazione (se il segnale viene classificato NON pericoloso).
Qualsiasi suono con un livello di pressione superiore a 45-50 dBA (limite raccomandato dall’OMS Organizzazione Mondiale della Sanità) od un “gradiente” maggiore di 20 dB (cioè un rapido incremento del rumore), anche se non portano al risveglio, influiscono sulla qualità del sonno.
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Un segnale sonoro “nuovo”, o associato con una esperienza negativa, viene considerato dal nostro sistema nervoso come “significativo” ed evoca una risposta “emotiva” (intesa in termini neurofisiologici e non psicologici) che predispone alla reazione d’allarme mediata dal sistema neurovegetativo.
Il concetto fondamentale che emerge dal modello neurofisiologico è che l’intero meccanismo che è alla base del fastidio acustico avviene non a livello dell’apparato uditivo,ma in aree non-uditive del sistema nervoso centrale e più in particolare in quella parte del cervello nota come sistema limbico, (implicato nei processi emotivi), e nel sistema nervoso autonomo o “neurovegetativo”, deputato al controllo di tutte le funzioni corporee (ad es.: la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la respirazione, la digestione ecc.) ed al meccanismo neurologico della cosiddetta “reazione d’allarme”.
Qualsiasi segnale “nuovo” per il sistema nervoso stesso viene privilegiato ed amplificato (in senso bioelettrico) dai centri sottocorticali fino a giungere a livello della corteccia cerebrale dove tale segnale bioelettrico viene interpretato come “suono” e quindi valutato e confrontato con le precedenti esperienze sensoriali immagazzinate nel nostro cervello grazie alla “plasticità” neuronale. In alcune situazioni, legate alla particolare labilità ansioso-emotiva (sistema limbico) del soggetto, o alla coincidenza temporale con uno specifico evento negativo, o quando alla base della  disfunzione bioelettrica vi è un danno a livello cocleare può scatenarsi un grave stato di stress con danni extrauditivi.
Il professore aggiunge poi un paio di  concetti che potrebbero essere diversi spunti di riflessione.
Se analizziamo il “rumore” scopriamo che, a parità di dB(A) (ovvero livello sonoro immesso globale), lo spettro del livello sonoro immesso è diverso da quello di fondo: è questa differenza che viene percepita come immissione disturbate non tollerabile.
Questa potrebbe essere la ragione per cui molti misofonici o iperacusici riescono a tollerare rumori di fondo generici (pioggia, aspirapolvere, ecc.) e non quelli immessi nell’ambiente.
A specificare:
La casa, la propria abitazione, il proprio territorio, fa parte dell’ambiente privato e riservato dell’individuo: qualunque ingerenza non voluta e percepita in tale spazio viene normalmente considerato “non tollerabile” e provoca una reazione di “disturbo”.
L’intolleranza ad un suono secondo lui è dovuta alla percezione della presenza del fenomeno/suono immesso (proveniente dall’esterno) nella proprietà individuale, intesa come ambiente o territorio inviolabile. Questo potrebbe spiegare perchè diversi studiosi hanno riscontrato che molti misofonici sono persone con un elevato senso del controllo, persone sensibili o persone che si sono sentite disturbate, invase, minacciate da un suono che in età infantile hanno associato a qualcosa di negativo (ovviamente in questo caso stiamo valutando solo una fetta dei misofonici).

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Relazione Prof. MarioMattia

FONTI DELLE IMMAGINI:
HuffingtonPost, tweakyourBIZ

di Monia De Tommaso

“Aspettavo ansiosamente quel suono”

misofonia-esperienza-personale

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Chiunque voglia raccontare la propria esperienza (anche in anonimato) può contattarci. La vostra testimonianza è importante!

“Mi ricordo la prima volta che dei suoni cominciarono a darmi fastidio. Avevo 10 anni e iniziai a notare una specie di “clic” che i miei genitori facevano con la mandibola quando sbadigliavano. Era preoccupante quell’inferno intorno a me e volevo solo rifuggirlo. Il fastidio è venuto dal nulla, si è attivato così come una luce di accende con un interruttore. Ogni volta che sbadigliavano, ero lì ad aspettare ansiosamente quel suono. E se non lo sentivo, provavo un enorme senso di sollievo.
Se invece lo sentivo allora si innescava la reazione di panico / rabbia. Ho cominciato a sentire un sempre più grande senso di terrore, e la necessità di allontanarmi dal suono ad ogni costo, immaginavo di usare la violenza se non avessi potuto farlo, ecc.

misofonia-conflitto-interioreScoprii presto che imitare il suono portava qualche sollievo, ma era meglio non sentirlo per prima, magari mettendo le dita nelle orecchie. A volte, non avrei voluto arrivare in tempo e provavo quella sensazione terribile. Nel corso del tempo, ho cominciato a essere innescata semplicemente sentendo lo sbadiglio stesso. Con mia madre, sono diventata iper-consapevole del suo respiro in generale; anche se era in un altro lato della stanza. Poi, i suoni alimentari hanno cominciato a darmi fastidio, in particolare quello causato dalla masticazione di cibi croccanti. Mia madre ci ha sempre nutriti bene, quindi abbiamo sempre avuto un sacco di insalata e frutta fresca durante i pasti, e questo era solo il purgatorio. Ho provato a sincronizzare la mia masticazione con quella di mia mamma, ma era impossibile farlo bene al 100% per tutto il tempo. E a volte mi rendevo conto che sapeva cosa stava succedendo, soprattutto quando la stavo imitando, e sembrava prevedibilmente offesa. A volte diventava tutto insopportabile e chiedevo alle persone di mangiare più in silenzio, che avrei finito solo con l’inimicarmeli e in ogni caso non c’era nulla di buono, o dicevo che avevo bisogno di andare al bagno e aspettavo lì fino a quando pensavo che avessero tutti finito.
Mai così spesso, un completo sconosciuto poteva innescarmi. Questo di solito avveniva dopo che ero appena stata innescata da membri della mia famiglia o quando ero particolarmente stanca.
A trent’anni di distanza ho ancora questa condizione. Il numero di persone che mi innescano particolarmente è rimasto basso, grazie a Dio, ma quando lo fanno, lo fanno ad oltranza. L’anno scorso per la prima volta, ho deciso di non passare il Natale con la famiglia, perché aiuto-misofonicisapevo che per me sarebbe stato l’inferno sulla terra. Mi sentivo molto triste, ma ho raggiunto un’età in cui io non sono disposta a mettermi nella posizione di provare quel tipo di angoscia mentale quando non c’è nulla che io possa fare. Si tratta di una strategia di difesa piuttosto rozza, ma necessaria.
Come tutti gli altri, ho pensato d’essere l’unica persona al mondo a sentirsi così. Non posso credere che ci sia voluto così tanto tempo per capire che è una condizione reale. Il fatto è che quando si sente qualcuno parlare delle proprie esperienze, basta sapere che abbiano la stessa cosa che hai tu. Possiamo essere diversi sui dettagli – i suoni scatenanti, i parenti che innescano,il numero dei fattori scatenanti, l’esatta natura della reazione, l’età di esordio, ecc. – ma l’esperienza di fondo è esattamente la stessa. Almeno posso dire che sono più sola. E questo aiuta molto “.

NB: Il materiale qui pubblicato è già di dominio pubblico o si trova su Misofonia UK. Tutte le informazioni sono state date da persone reali, anche se riportate in forma anonima.

Se vi interessa leggere anche altre testimonianze allora cliccate qui.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Misofonia UK

FONTE DELLE IMMAGINI:
misofonia.com

di Monia De Tommaso

Tecnica di Riprogrammazione Neurale

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La Techica di Riprogrammazione Neurale (NRT – Neural Repatterning Technique), è un trattamento creato dal dott. Tom Dozier per affrontare la misofonia.

Questa tecnica tuttavia sembra essere efficace solo quando una persona ha fattori scatenanti specifici. Ad esempio, se una persona viene attivata solo dal fratello o dal marito, allora questo trattamento può funzionare; se invece si è attivati da un suono preciso ma chiunque e ovunque, questo trattamento non funziona o ci vorrà molto tempo perché funzioni.
Inoltre, quando si trattano i bambini, gli eventuali problemi comportamentali devono essere affrontati simultaneamente. In merito a questa tecnica, il dottor Dozier sul sito del suo istituto ha riportato la sua testimonianza raccontata in prima persona:

Io (Tom) voglio inaugurare questa pagina con un grande successo! Ho fatto il primo trattamento con una bambina di 10 anni, la scorsa settimana, e lei e sua madre hanno fatto ogni giorno gli esercizi che ho dato loro per casa. Oggi (7/3/13), quando ho testato la sua sensibilità al suono scatenante non ha avuto nessuna reazione – nessuna! Questo non significa che lei sia guarita, ma solo che non risponde al suono scatenante registrato (e questo è un grande miglioramento). Ho prescritto il trattamento anche ad una bambina di 8 anni. Lei sta facendo grandi progressi, ma gran parte del trattamento è effettivamente fornito dai suoi genitori.

misofonia-trattamentoQuesto nuovo trattamento per la cura della misofonia (in attesa di brevetto), è stata sviluppata da Tom Dozier e si basa sulla scienza e la ricerca dei riflessi umani fondamentali. In particolare, la NRT aiuta a:
1. Capire ciò che il corpo fa quando si sente un suono scatenante e perché.
2. Affrontare i fattori scatenanti esistenti per prevenire il loro rafforzamento e per ridurre al minimo il dolore, l’angoscia e senso di colpa.
3. Prevenire lo sviluppo di nuovi fattori scatenanti misofonici.
4. Ridurre o eliminare i fattori scatenanti specifici attraverso la “riprogrammazione” delle connessioni neurali nel sistema nervoso autonomo.

Questo sistema di trattamento può fornire sollievo significativo al dolore e l’angoscia causati da un misofonico fattore scatenante in poche settimane (anche se possono volerci anche un paio di mesi). Il trattamento completo invece richiede più tempo. Alcuni rispondono a questo trattamento meglio di altri; una persona per esempio sembrò non mostrare alcun miglioramento per 6 settimane, ma poi si osservò un miglioramento molto positivo.

trattamento-per-misofoniaCosa ha di positivo questo trattamento? È adeguato sia per i bambini che per gli adulti, e anche per la più timida delle persone. Non è un metodo doloroso, angosciante, tanto che il motto del dott. Dozier che lo pratica è “Dolore significa niente progresso”. L’NRT è un metodo di “trattamento felice” e per l’appunto funziona solo se si ha qualcosa che rende felici o rilassati; in caso contrario non sarebbe possibile creare l’“Happy Time” (ovvero “momento felice”) necessario per il trattamento.
Vi spieghiamo meglio: la misofonia sembra essere una reazione di riflesso involontaria acquisita all’ascolto di suoni specifici. Questa forma di reazione (denominata comportamento di risposta) ha dimostrato di svilupparsi attraverso un processo di esperienza ovvero l’associazione di un suono specifico alla condizione fisiologica di difficoltà. Una connessione neurologica si forma tra il suono e la condizione emozionale / fisiologica e questa è in realtà la connessione neurale nel sistema nervoso autonomo del tronco cerebrale (il dott. Dozier lo chiama Cervello Lucertola, perché è il tipo di cervello che ha una lucertola).

Il trattamento che ha sviluppato Tom Dozier, “riprogramma” la connessione neurale che controlla la reazione misofonica. Questo viene fatto creando un’associazione tra il suono scatenante e una condizione fisiologica positiva / emozionante. Dopo ripetute associazioni, la connessione neurale cambia: la reazione misofonica al fattore scatenante diminuisce e può anche completamente andare via. L’attuale trattamento di riprogrammazione avviene tramite l’applicazione Trigger Tamer ed è costituito da sessioni di circa 30 minuti (che possono essere suddivise in sessioni di trattamento più piccole) che il soggetto misofonico deve fare a casa quasi tutti i giorni.

misofonia-risultatiI risultati della NRT variano notevolmente con gli individui; uno studente del college con stato d’animo sereno ha eliminato 2 fattori scatenanti innescati dalla madre in appena 3 settimane di trattamento.
Ad ogni modo i primi risultati sono molto interessanti. Per esempio, una persona ha avuto una riduzione della gravità della sua reazione al suono scatenante dal livello 9 al livello 4 dopo 2 trattamenti; un’altra persona ha avuto una riduzione della sua reazione misofonica dal livello 6 al livello 2.
La persona che finora ha fatto il maggior numero di trattamenti ha avuto un calo della misofonia visibile sul Questionario di Valutazione sulla Misofonia (MAQ) come segue:

• Prima del trattamento – 41
• Dopo 2 trattamenti – 17
• Dopo 4 trattamenti – 7 (per il paziente la misofonia non è più una condizione debilitante)
• Dopo 6 trattamenti – 9
• Dopo 15 trattamenti – 9
• 8 mesi dopo il trattamento iniziato – 5

Questo nuovo trattamento è stato utilizzato con successo con i bambini dai 8 anni di età e con gli adulti di tutte le età.
Se volete provare questo trattamento (che può essere somministrato via Skype, Vsee o di persona), sul sito potete contattare un fornitore sulla pagina “fornitori di trattamento”.

Scopri di più sui costi, trattamento e altri dettagli sulla Tecnica di Riprogrammazione Neurale cliccando qui.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Misophonia Association

FONTI DELLE IMMAGINI:
Innovando, Analisi Bioenergetica, LaCivetta, PinkDNA

di Monia De Tommaso

“Sentivo come una scossa elettrica di rabbia …”

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Cari lettori, non scoraggiatevi ma lottiamo per trovare una soluzione!
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Mi sembra di ricordare di aver iniziato a notare il mio problema con i rumori legati all’alimentazione all’età di circa 9-10 anni. È cominciato con mio padre.
Mi sono ritrovata incapace rabbia-e-misofoniadi stare nella stessa stanza con lui quando stava mangiando, succhiando o masticando qualcosa. Non capivo il mio modo di reagire ai rumori, era strano o inusuale. Tutto quello che sapevo era che dovevo bloccare il suono che mi faceva venire voglia di piangere. Ad ogni schiocco delle sue labbra sentivo come una scossa di rabbia elettrica che mi attraversava.
Mi sono auto-diagnosticata nella seconda metà del 2009. Ero al lavoro. Un collega stava mangiando rumorosamente delle patatine. Sentendomi in difficoltà, digitai in modo casuale su Google qualcosa del tipo “odio per i suoni dell’alimentazione”. Mi sono imbattuta in un articolo sull’iperacusia – che tuttavia non sembrava adattarsi al modo in cui mi sentivo. Poi sulla stessa pagina mi sono imbattuta nella misofonia e mi sono rispecchiata al 100% in ogni racconto personale che ho trovato su internet riguardo questo disturbo. Mi sono sentita contenta di non essere la sola ad essere eccessivamente critica, e che c’erano tante altre persone che avevano provato le mie stesse sensazioni. Dal momento che ho scoperto una diagnosi per questo problema, è stato un po’ più facile da spiegare alla gente.
misofonia-e-rabbiaI cari intorno a me sono in grado di capire e di essere più sensibili a questo proposito. Il mio ragazzo è stato bravo ad affrontare la questione e per fortuna non è un mangiatore rumoroso! Quando siamo fuori e in una situazione in cui è difficile sfuggire a un rumore di attivazione, non ha mai fatto storie se uso i tappi (cosa che faccio spesso) o ascolto musica per non farlo entare. Anzi! Lui mi offre persino le proprie cuffie se dimentico le mie.
Sono ancora in grado di affrontare i rumori alimentari di mio padre e mi sembra di essere più sensibile ad altri rumori come il ticchettio delle penne a scatto, le condutture rumorose, il fruscio degli involucri dei dolci e delle patatine. Inoltre, un altro grande problema per me è ascoltare la musica di altre persone attraverso le loro cuffie o telefoni cellulari quando sono sui mezzi pubblici. Non vedo l’ora di incontrare altri con esperienze simili e di conoscere i loro metodi di trattamento giornaliero dei suoni scatenanti. Al momento, non sono sicura se affronterò il problema con eventuali specialisti o audiologi, poichè sono preoccupata di finire col pagare per un certo tipo di trattamento o di un servizio che non funziona e di sprecare tempo e denaro.

NB: Il materiale qui pubblicato è già di dominio pubblico o si trova su Misofonia UK. Tutte le informazioni sono state date da persone reali, anche se riportate in forma anonima.

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FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Misophonia UK

FONTE DELLE IMMAGINI:
CavalieridellaLuce, Storiadellamodafemminile

di Monia De Tommaso

Piccoli accorgimenti per alleviare le sofferenze di un misofonico

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Abbiamo dato uno sguardo generale ai sintomi che possono provare i soggetti misofonici. In questo articolo invece metteremo in luce dei piccoli accorgimenti che potrebbero rendere molto più sopportabile al misofonico l’ambiente circostante.

Innanzi tutto bisogna ricordare che le persone con misofonia possono essere riluttanti a condividere i loro sintomi e le loro sensibilità con gli altri; potrebbero entrare in conflitto con se stesse in quanto se da un lato vorrebbero confidare alle persone vicine di avere questa sensibilità sonora, dall’altro temono di essere incomprese, fraintese, o considerate in qualche modo malate.

Tuttavia, non rivelando di avere questa intolleranza ai suoni, vi è il rischio di ferire persone e avere numerosi malintesi circa il proprio comportamento. Molti soggetti con misofonia non sanno neanche che ci sono altre persone che hanno lo stesso problema e quando lo scoprono molto spesso risultano sopresi di non essere soli.

Ebbene cari misofonici, non siete soli!!

Secondo diversi studi si è scoperto che circa il 60 % della popolazione totale soffre di misofonia in diverse forme e intensità.
La buona notizia è che aiutare una persona con misofonia é difficile ma non impossibile. Per esempio, si può contribuire a cambiare l’ambiente o a ridurre l’incidenza dei suoni scatenanti. Inoltre, il supporto e la comprensione di amici, familiari, colleghi e altri possono fare una grande differenza per aiutare a gestire i sintomi.
Innanzi tutto gli amici e la famiglia del soggetto in questione dovranno essere informati su cosa sia la misofonia e sui suoi effetti su una persona con questo disturbo. Il loro supporto diventa fondamentale. Purtroppo alcune persone insensibili possono essere noncuranti del disturbo e delle sofferenze da lui causate e divertendosi a prendere in giro i soggetti misofonici produrre volutamente rumori offensivi.

aiuto-misofoniciAd una persona con misofonia può esser detto anche di “non farne un dramma”, “smettere di essere così difficile,” o “crescere”. Ovviamente, queste reazioni non aiutano ma al contrario aumentano lo stress della persona misofonica.
Il suggerimento che possiamo dare è quello di non ignorare o sottovalutare le richieste di aiuto del soggetto che manifesta disagio davanti a determinati suoni perché potrebbe trattarsi di misofonia, una sensibilità ai suoni che non va assolutamente sottovalutata. Perché? Perché udendo determinati suoni, il misofonico non solo prova disagio, ma anche rabbia, paura, panico, terrore o ansia. Secondo diversi studi, nella persona misofonica il cervello non elabora correttamente l’informazione del suono e così i suoni normali si percepiscono con una maggiore intensità e sono elaborati come suoni di pericolo, piuttosto che come rumori innocui.
Le parole d’ordine quindi sono “sopportare” e “supportare”.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Saludterapia, Misophonia

FONTI DELLE IMMAGINI:
MBAintheUSA, cambiaCopertina.it

di Monia De Tommaso

Misofonia: ce la spiega il dott. Tom Dozier

misofonia-che-cosa-è

In questo articolo pubblicheremo un video interessante, sottotitolato appositamente per voi. Online lo potrete trovare in lingua inglese cliccando qui.
In particolare, dalla California, il dott. Tom Dozier, direttore del Misophonia Treatment Institute, vi spiegherà cos’è la misofonia e i primi passi per approcciare con questo disturbo.
Tom Dozier è un qualificato Analista Comportamentale, ovvero si occupa di quella scienza che studia il comportamento umano. In particolare si sta dedicando a quella branca dell’Analisi Comportamentale che spiega come gli uomini acquisiscono determinati riflessi.
Venendo alla misofonia, questa sembra essere un riflesso involontario acquisito con dei suoni scatenanti. Tom dunque applica la scienza dell’Analisi Comportamentale alla misofonia di modo che la reazione riflessa al suono si riduca significativamente (o in alcuni casi sparisca). Questo è fondamentalmente quella che lui chiama “riprogrammazione” delle connessioni neurali nel sistema nervoso autonomo del tronco cerebrale (NRT – Tecnica di Riprogrammazione Neurale).
Se le reazioni misofoniche attivate da dei suoni sono un comportamento riflesso involontario, secondo il dott. Dozier, le reazioni misofoniche dovrebbero rispondere allo stesso modo di altri riflessi acquisiti.
Sulla base di questa intuizione e numerose ricerche, Tom ha sviluppato un nuovo trattamento per la misofonia. E di positivo c’è che diverse persone hanno riscontrato degli effetti davvero positivi: quando le condizioni di trattamento sono state giuste, le persone trattate hanno sperimentato una grande diminuzione delle reazioni di innesco o addirittura hanno smesso di avere reazioni ai loro fattori scatenanti.

FONTE DELLE NOTIZIE:
MisophoniaTreatmentInstitute

FONTE DELL’IMMAGINE:
LadyO – Perledonne,tradonne

di Monia De Tommaso