La misofonia non è solo essere sensibili ai rumori della masticazione

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Vorrei solo dire quanto sono felice di aver trovato questa condizione e questo gruppo. Non sono mai stato così felice di sapere che non sto impazzendo. La mia misofonia è continuamente peggiorata negli ultimi 4 anni. Non so come sono sopravvissuto al liceo e sono appena uscito vivo dal college. Essa ha inciso negativamente sui miei voti, i miei rapporti e la mia salute mentale. Mi fa sentire così bene tirare finalmente questo fuori dal mio petto!

Ho iniziato a notare la mia condizione in giovanissima età, a tavola. Il suono della masticazione è il mio fattore scatenante primario. Ogni parte della masticazione, il scricchiolio dei denti, lo schiocco del cibo, lo sfrigolio dei denti. Non riuscivo a sopportare il rumore della mia famiglia durante i pasti. Non posso dire come molti conflitti siano iniziati nella mia famiglia con i miei genitori e i miei fratelli sulle loro abitudini alimentari. Ma non riuscivo a controllare la rabbia che quei rumori mi causavano. Solevo dire che non avevo fame perché non riuscivo a gestire l’ansia di sedermi ai pasti. Mi sarebbe piaciuto provare a finire la mia cena per primo. Tuttavia, se non potevo finire ero sul punto di scoppiare dalla rabbia, lasciavo il tavolo e volevo terminare il mio pasto.

Sento che la mia misofonia è diventata completamente fuori controllo. A scuola media ho iniziato a notare che non riuscivo a concentrarmi in classe a causa di persone che masticavano gomme da masticare, si toccavano le scarpe, toccavano le loro penne, cliccavano le loro penne a scatto. Ho iniziato a pensare che avevo l’ADHD, perché i rumori mi facevano estremamente distrarre. Tuttavia, l’ADHD non arriva con l’ansia e la rabbia che provo con questi rumori. Potevo tornare a casa da scuola e non essere in grado di ricordare una singola cosa che avrei dovevo imparare, perché ero stato così distratto da questi fastidiosi suoni che mi era stato impossibile. Il giorno in cui la gomma da masticare è stata vietata nella mia scuola, è stato il giorno più felice della mia vita. Per anni avevo evitato persone che masticavano la gomma da masticare perché non potevo sopportare il rumore che producevano. Finisco qui la mia testimonianza perché pensare a questi rumori mi ha irritato.

 

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
MisophoniaUK

FONTE DELL’IMMAGINE:
L’ArtediEssere

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di Monia De Tommaso

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Misofonici, attenzione allo stress!

Diversi studi parlano della correlazione tra stress e misofonia. Il loro rapporto sembra essere direttamente proporzionale: ovvero all’aumentare lo stress, aumenta anche la misofonia. Dunque bisogna cercare di ridurre lo stress per ridurre anche i sintomi della sensibilità ai suoni. Ma procediamo con ordine:

cos’è lo stress? lo stress è uno sforzo adattativo intrapreso dal nostro organismo ogni qualvolta ci sia un cambiamento a partire da una qualsiasi situazione.
Il nostro corpo reagisce allo stress in generale provocando una cascata ormonale anomala più o meno intensa di diverse sostanze messaggere quali:

  • la serotonina, importantissima per il sonno e per dormire bene in quanto coinvolta nel buon funzionamento del nostro orologio interno;
  • la noradrenalina fondamentale per la forza vitale intrinseca dentro di noi e senza la quale ci sentiremmo tutti stanchi;
  • la dopamina senza la quale non avremmo produzione di endorfine e quindi una regolazione errata del senso del dolore e del piacere.

the key to press when you are frustrated

Gli stati stressanti entro un certo limite sono da ritenersi normali, specialmente in un contesto vitale frenetico e complesso come quello dei nostri tempi. Tuttavia, ognuno di noi vive lo stress in modo diverso e la maggior parte delle volte il corpo e la mente si adattano senza che lo stress venga percepito in modo cosciente.

Generalmente i processi adattativi allo stress avranno un maggior o minor successo in base al bilancio tra le caratteristiche degli eventi (prevedibilità, conoscenza e gravità degli eventi) e le risorse personali (età, tempo di reazione, livello culturale, capacità intellettive, condizioni socio-economiche, personalità) del soggetto coinvolto. Questo è il motivo per cui gli eventi stressanti si ripercuotono in modo diverso da persona a persona. Ogni persona soggettivamente valuta la situazione e l’ambiente circostante in modo da determinare se un fattore di stress è presente o meno e in quale quantità: lo stesso evento non provoca quasi mai la medesima quantità di stress in persone con pensieri, emozioni e comportamenti diversi.

Quali tipologie di persone soffrono maggiormente lo stress?

In generale le personalità che hanno più difficoltà a interagire e gestire lo stress sono quelle persone che hanno una competitività spinta in tutti gli aspetti della vita, una forte propensione al controllo degli eventi e delle persone, un atteggiamento molto aggressivo e un’insofferenza spigliata verso i ritmi e le condizioni altrui.

Queste persone in generale hanno molta tensione muscolare e difficoltà al rilassamento; hanno una ipervigilanza e la volontà assidua di voler fare un illimitato numero di cose in un limitato periodo di tempo. Queste persone hanno una maggiore esposizione allo stress e quindi una maggiore probabilità di soffrire di qualche disturbo psichico o fisico. Le caratteristiche della personalità sopra brevemente descritte sono da ritenersi veri e propri fattori di rischio.

Una persona capace di tenere e mantenere nel tempo una aggressività ridotta, una competitività giusta, una capacità di adattarsi ai bisogni altrui e una tendenza a fare cose proporzionalmente al tempo disponibile avrà un rilassamento generale del corpo anche a livello muscolare, oltre a riuscire maggiormente a fronteggiare qualsiasi tipologia di stress con una minor possibilità di ammalarsi.

Tuttavia bisogna distinguere le due tipologie di stress:

  • eustress: è lo stress positivo, caratterizzato da stimolazioni ambientali costruttive e interessanti come un viaggio stancante ma divertente, una promozione lavorativa con maggiori responsabilità ma anche maggiori soddisfazioni, ecc.
  • distress: è lo stress negativo, caratterizzato da stimolazioni ambientali distruttive e problematiche come un lutto, litigi, disagi, e che sono la causa primaria di scompensi emotivi e fisici. Lo sforzo causato da distress per cercare di cambiare una situazione che non si può cambiare o per adattare il nostro corpo a una condizione non fisiologica e non salutare porta a un interessamento cronico dello stress e quindi alla malattia.

Quando siamo in presenta di uno o più stressors (fattori stressanti), il nostro corpo reagisce a questi secernendo diversi ormoni e stimolando il sistema nervoso simpatico; questo provoca alcuni cambiamenti organici nel nostro organismo:

• aumento del metabolismo
• accelerazione dei battici cardiaci (tachicardia, extrasistoli, dolore nella zona toracica e ipertensione)
• innalzamento della pressione sanguigna
• vasocostrizione cutanea
• aumento della sudorazione (specialmente ai palmi delle mani e alle piante dei piedi)
• disfunzione respiratoria (asma bronchiale, iperventilazione con respiro rapido e superficiale con conseguenze anche posturali)
• afflusso di sangue ai muscoli e aumento del loro tono
• diminuzione delle funzioni digestive (con conseguenti disturbi addominali, cattiva digestione, ecc.)
• inaridimento del cavo orale
• innalzamento dei peli cutanei
• dilatazione delle pupille
• aumento di inquietudine (diminuzione di tono e di energia vitale)
• diminuzione della concentrazione (difficoltà di ascolto, attenzione, di apprendimento e di memoria)
• difficoltà a riposare e insonnia
• aumento di radicali liberi nel corpo (fattore di rischio per le malattie cronico degenerative)

Queste reazioni in molta gente si protraggono per molto tempo favorendo condizioni come l’iperattività: persone che lamentano di non potersi mai rilassare anche dopo aver superato un impegno importante; molte volte si tratta proprio di dipendenza dallo stress, dipendenza dovuta dalle droghe naturali che il corpo produce, le beta endorfine (euforia del corridore).misofonia-e-stressOra andiamo a vedere come capire il nostro livello di stress analizzando da vicino le 5 fasi del distress cronico.

• Cominciamo con una generale stanchezza cronica, sia fisica che mentale che si traduce in una quotidiana difficoltà ad alzarsi la mattina dal letto e in una necessità di bere bevande eccitanti come caffè e tè sia per svegliarsi sia durante tutta la giornata; la stanchezza è particolarmente presente la sera a fine lavoro, accompagnata da un impellente desiderio di sdraiarsi sul letto. Molte persone cadono nella trappola dell’alcol, nell’illusione che qualche bicchierino possa rilassarle. Questa stanchezza continua a crescere di giorno in giorno, anche perché il sonno risulta poco ristoratore.
• La seconda fase mette in crisi i rapporti interpersonali attraverso l’instaurarsi di continui sospetti e diventando ostili verso tutti. Diminuisce l’autocontrollo facendo diventare le persone in questa fase sempre più nervose e scattanti anche per motivi immaginari o comunque di poca rilevanza. Il passo successivo è un progressivo isolamento dalla vita sociale con una graduale diminuzione degli incontri e dei rapporti con altre persone, siano esse amici o parenti. Si tende così a chiudersi in se stessi, vedendo il mondo come un ambiente ostile e ogni difficoltà come insormontabile.
• La terza fase si trascina dietro l’irritabilità che abbiamo visto poco prima, ma questa volta non viene più rivolta verso l’esterno, ma interiorizzata, provocando non poche turbe emotive e problemi a tutto l’organismo. Chi si trova qui è generalmente più insicuro, confuso e difficilmente riesce a prendere una decisione. Inoltre vi è una grande instabilità emotiva caratterizzata da momenti di depressione e momenti di euforia improvvisa; le relazioni crollano ancora più a picco viste l’impossibilità di controllare appieno le proprie emozioni e con esse anche il proprio rendimento lavorativo. In alcuni casi si può perdere il controllo della propria vita pensando che sia governata dal caso e vedendola riempirsi ogni giorno di un senso di insoddisfazione.
• Arrivati a questo punto cominciano a manifestarsi dolori fisici che altro non sono se non campanelli di allarme che il nostro organismo ci invia per metterci al corrente dei problemi che stanno avvenendo dentro di noi a causa della prolungata fase di resistenza allo stress. Abbiamo prima di tutto rigidità al collo e spalle, accompagnati da dolori cervicali anche forti e costanti, al viso e alla zona lombare (con iperlordosi). Si passa poi al serrare le mascelle durante il giorno senza rendersene conto, al bruxismo notturni, tutti sintomi che denominano la necessità da parte del nostro corpo di esternare la tensione interiore; questo punto è importante perché può portare a problemi (o a peggiorarli se già esistenti) alle arcate dentali e all’articolazione temporo mandibolare. Questo provoca conseguenza a livello posturale e ulteriore rigidità alla schiena. Anche i tentativi fatti in casa di riposare forzatamente per più ore durante il weekend svegliandosi tardi risultano vani, e anzi portano alle classiche emicranie dovute dal rilassamento muscolare troppo veloce.
• L’ultima fase del distress cronico è quella più problematica e ovviamente quella più pericolosa. L’esaurimento è la parte più corposa di questo momento caratterizzato da malattie croniche dovute in particolare dall’abbattimento del sistema immunitario come influenza, asma, ipertensione, gastriti e ulcere ecc. In una ricerca del Cold Research Center di Bristol (Gran Bretagna) si è dimostrato che il distress può essere la causa per cui molti ceppi di raffreddore attecchiscono in determinate persone e in altre no.

Dal 9 Aprile 2008 i rischi da stress lavoro correlato sono tutelati una legge che tende alla salvaguardia della salute e del benessere psico-fisico del dipendente.
È veramente importante, se non fondamentale, sapere quando si è stressati e probabilmente ancor di più essere in grado di riconoscere quanto lo si è, fino a che punto ci siamo spinti e abbiamo spinto il nostro corpo a sopportare situazioni che nel tempo, se non vengono prese delle contromisure, ci porteranno a una patologia.

Quando siamo in grado di fare questo, partiamo con un enorme vantaggio: siamo consapevoli della nostra situazione!

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I rimedi più efficaci per combattere lo stress, includono una necessaria prevenzione e non sempre bisogna far ricorso a medicinali; oltre ad un lavoro su se stessi, un’analisi che ognuno di noi dovrebbe fare in modo oggettivo, esistono molti rimedi facili, naturali e per la maggior parte gratuiti, capaci di farvi tornare la serenità che cercate, di aver la possibilità di reagire nel migliore dei modi agli eventi stressanti.

Detto questo, vi ricordiamo che è impossibile eliminare del tutto lo stress dalla nostra vita perché è parte integrante della nostra vita e della nostra evoluzione, ma seguendo alcuni semplici consigli è possibile fronteggiarlo, gestirlo e metabolizzarlo meglio.

  • La prima cosa da fare, quando si è molto stressati, è agire a livello del rilassamento con tecniche inerenti principalmente la respirazione: liberando il diaframma da eventuali blocchi protratti nel tempo permetterete al corpo di funzionare meglio, all’ossigeno di arrivare nelle giuste quantità in tutto il corpo evitando stati di anaerobiosi e di disagio. A questo punto degli esercizi mirati di respirazione vi insegneranno e cambieranno i tempi della vita; ricordiamoci sempre che un respiro affannoso e corto produce un sensazione di affaticamento, di tensione in tutto il corpo, che a lungo andare produce ansia; una respirazione calma, controllata, di diaframma, fatta a pieni polmoni e dal naso vi permette di assaporare la vita in pieno, vi da la sensazione che tutto rallenti, che tutto vada per il verso giusto. Il controllo della respirazione è quindi alla base del controllo delle nostre emozioni e della nostra vita in quanto i polmoni sono organi in diretto e stretto contatto con il cuore: quando siamo agitati e sotto stress il battito cardiaco aumenta di pari passo con la respirazione, se riusciamo a controllare quest’ultima riusciremo a controllare in parte anche il ritmo del cuore e della nostra vita.
  • Il passo successivo è quello di aumentare il volume di acqua bevuto giornalmente: in generale le persone stressate sono anche disidratate e sentono un bisogno molto intenso di acqua, elemento fondamentale per eliminare ogni forma di tossina dal nostro corpo. Lo stress è un grosso produttore di tossine e di radicali liberi e i reni in situazioni stressanti hanno bisogno di un apporto maggiore di acqua per eliminarle in modo più rapido ed efficace possibile.
  • Un’alimentazione corretta riesce ad apportare tutti i nutrienti di cui il corpo ha bisogno nel modo corretto favorendo e mantenendo in questo modo una situazione di omeostasi e di equilibrio tra tutti gli organi del corpo, dando più energia e maggiori possibilità alla persona di fruirne al meglio per affrontare e vincere lo stress di tutti i giorni (un consiglio che vale per tutti è quello di eliminare gli zuccheri semplici per esempio). Fate una colazione abbondante, evitando zuccheri semplici per il picco glicemico troppo alto.
  • L’ambiente in cui si lavora e quello in cui si vive devono essere il più aperti possibile, devono avere sempre aria fresca e ossigenata, con luce solare e non al neon; per quelle persone che stanno sempre sedute al computer è d’obbligo prestare molta attenzione alla postura e alle tempistiche di lavoro: ogni 15 minuti staccate lo sguardo per 5-10 secondi verso un ambiente aperto, ogni 2 ore fate una pausa e una passeggiata di 15 minuti (per legge queste tempistiche devono essere richieste al datore di lavoro).
  • La mattina iniziate la giornata alzandovi una mezz’oretta prima del solito evitando così di cominciare subito di fretta e stressati; utilizzate questo tempo per concedervi una bella doccia con sola acqua fresca, godetevela e sentitevi rigenerati; poi mettetevi davanti allo specchio e cominciate a sorridere e a ridere, fatevi delle smorfie, delle facce buffe: attiverete i muscoli pellicciai e i neuroni specchio che vi metteranno immediatamente di buon umore favorendolo per tutta la giornata.
  • Cercate di ritagliarvi del tempo libero, dedicandovi a un hobby all’aperto, una passeggiata tra gli alberi e in mezzo alla natura, alla luce solare può essere un vero e proprio toccasana in molti casi.
  • La musica è un elemento molto importante per estraniarsi dal mondo e per fare un break dalla vita confusionaria che ci circonda: le proprietà della musica sono ormai certificate e producono reazioni molto positive (tanto dall’aver fatto nascere la musicoterapia); anche il canticchiare spesso la propria canzone preferita è molto d’aiuto per il buon umore.
  • Non poteva mancare l’attività fisica nel nostro elenco di rimedi antistress: se ne parla ormai in ogni salsa, ognuno ha la sua idea sul come apportare i maggiori benefici da una sessione di allenamento in palestra o a casa propria, ma quello su cui tutti sono d’accordo è che una sana attività fisica fa bene e come dicono molti, scarica i nervi. È infatti un’importantissima valvola di sfogo per qualsiasi persona, specialmente se fatta all’aria aperta camminando o correndo e sudando un bel po’. L’attività fisica ha il dono di garantire il benessere e la salute del cuore, ma anche di favorire l’eliminazione delle tossine e della tensione accumulata.

Gli hobby, ma specialmente la musica e l’attività fisica riescono inoltre a liberare le endorfine e le encefaline, delle sostanze speciali prodotte naturalmente dal nostro corpo, salutari, senza controindicazioni, capaci di favorire il benessere e di combattere efficacemente lo stress.

Secondo molti esperti e molti giornali del settore, nella classifica ufficiale stilata riguardo i migliori rimedi per combattere lo stress al primo posto troviamo il massaggio, inteso come trattamento manuale capace di far rilasciare ormoni positivi e di liberare tutta la tensione che lo stress fa accumulare nei muscoli, togliendo peso alle articolazioni e dando respiro a tutto il corpo. Attraverso il massaggio è inoltre possibile eliminare definitivamente le contratture che, oltre a essere considerati fattori debilitanti legati alla struttura in sé, sono anche intesi dalla bioenergetica come degli accumuli di stress, dei congelamenti di tensione che una volta sbloccati portano enormi benefici al corpo e alla mente. Nell’ambito delle terapie manuali e complementari non possiamo non citarvi la riflessologia plantare che in molti casi ne è il massimo esponente, specialmente quando si parla di problematiche inerenti e riguardanti l’organismo in toto: è questo sicuramente il caso dell’eccesso di stress che a causa della cascata ormonale che provoca, può arrivare a compromettere il corretto funzionamento di più di un organo. Il massaggio riflesso è un trattamento piacevole e capace di riequilibrare tutto il corpo, è un aiuto concreto nel controllo delle cascate ormonali, nel liberare endorfine e encefaline e nel governare lo stress accumulato.

Come abbiamo visto i rimedi contro lo stress esistono, alcuni sembrano semplici e a prima vista poco significanti, ma vi garantisco che nella maggior parte dei casi funzionano. Provare per credere.

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FONTI DELLE INFORMAZIONI:
la rete

FONTI DELLE IMMAGINI:
IstitutodiPsicologiaFunzionalediFirenze, Life

Diventare immuni dai rumori con i precetti di Matsumoto [I parte]
Diventare immuni dai rumori con i precetti di Matsumoto [II parte] suoni intollerabili e lo stress

di Monia De Tommaso

Devono mangiare tranquillamente o mi faranno saltare il pranzo

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La mamma di Cheryl Houghton ha una fobia bizzarra; lei non può sopportare il rumore di altre persone che mangiano.
Cheryl, 30 anni, deve ascoltare un iPod di sommettere il suono del che produce il marito Jeff mentre sgranocchia la sua cena.
Lei ha detto: “Molte persone non mi prendono sul serio quando dico che non sopporto di sentire altri che mangiano o bevono ma in realtà rovina la mia vita”.
“Il solo rumore di qualcuno che ingurgita un bicchiere d’acqua è sufficiente per farmi sudare freddo”.
“Se sto facendo shopping e sento qualcuno sgranocchiare le patatine, devo lasciare il negozio. Andare al cinema è fuori questione”.
“Anche il pensiero di stare lì, circondata da persone che mangiano popcorn, mi terrorizza.”
Andare in vacanza è anche un problema: “In aero devo indossare auricolari altrimenti una persona seduta accanto a me, con un bicchiere di vino mi può mettere in uno stato di terribile angoscia.”

Cheryl, da Helston, Cornwall, crede che la sua fobia sia iniziata all’età di 13 anni.

Ha detto: “Stavo guardando un talk show nel quale, ad un certo momento, una donna ha detto che odiava la gente che sgranocchia rumorosamente le mele”.
“Quella sera, all’ora del tè, fu come se qualcuno mi avesse acceso un udito supersonico. Da allora in poi è stato come se ogni suono che la gente faceva quando mangiava o beveva fosse amplificato”.
Da allora Cheryl ha evitato di essere dove le persone mangiavano. Attualmente è in congedo di maternità dal suo lavoro di ufficiale addetta alle comunicazioni.
Ma quando era in ufficio e i colleghi cominciavano a mangiare e bere, lei doveva lasciare la stanza.

Ha detto: “Ho sempre cercato di nascondere la mia condizione e sento che è colpa mia perciò non vorrei mai dire niente a nessuno”.
“Tuttavia, se ho visto qualcuno aprire un pacchetto di biscotti, vorrei trovare una scusa, andare al gabinetto e tirare lo sciacquone per fare rumore”.
“Ho parlato con il mio medico di famiglia, ma purtroppo, non essendo una malattia di vita o di morte, è difficile che i medici la prendano sul serio”.
“Ho studiato la mia condizione e ho scoperto che è una fobia poco conosciuta, nota come Sindrome delle 4S“.

Due anni fa, Cheryl ha tentato l’ipnosi per curare la sua fobia.

Ha detto: “Ero appena uscita dalla stanza di consultazione quando ho sentito qualcuno sgranocchiare qualcosa e mi sono sentita male. Dunque la terapia non aveva funzionato”.
Lei ammette che Jeff (41 anni), suo marito, è paziente. Ha detto: “Per fortuna lui è rilassato e non si offende”.
“Poichè come i cereali e il pane tostato sono croccanti, non abbiamo mai mangiato la colazione insieme”.
“E lui non la prende personalmente quando, davanti alla mia cena, ascolto musica dal mio iPod”.

L’unica persona che può mangiare davanti a Cheryl è la sua bambina di 5 mesi, Bella, ma teme questo possa cambiare con la sua crescita.

Cheryl ha detto: “Al momento Bella è in fase di svezzamento e consuma alimenti semi liquidi quindi ancora non sgranocchia”.
“Non so se questo cambierà quando metterà i dentini e comincerà a mangiare cibi solidi. Il pensiero di non essere in grado di godere di un pasto con mia figlia è straziante”.
“Spero disperatamente che se riuscirò a far fronte alla deglutizione e sgranocchiamento, sarò sulla strada per superare questo problema”.
“Il mio sogno è quello di riuscire e godere di un pasto in famiglia”.

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FONTE DELLE INFORMAZIONI E DELL’IMMAGINE:
TheSun

di Monia De Tommaso

Quando la masticazione o la deglutizione è un fattore innesco

Per le persone con una condizione che alcuni scienziati chiamano misofonia, i pasti possono essere una tortura. I suoni di persone che mangiano – masticazione, sgranocchia mento, salivazione, gorgoglio – gli possono far accendere un’istantanea, bollente rabbia.

O come Ada Siganoff ha specificato: “rabbia, panico, paura, e terrore, tutti mescolati insieme”.
“La reazione è irrazionale”, ha detto la signora Siganoff, 52 anni, di Alpine, California. “È c’è la tipica reazione di lotta o fuga”. La sua reazione è così forte che ha dichiarato di non essere più in grado di mangiare con il marito.

Molte persone possono essere distratte da alcuni piccoli suoni che non sembrano preoccupare altri – quelli generati dalla masticazione della gomma da masticare, dai passi, o ronzii. Ma chi soffre di misofonia, una condizione riconosciuta recentemente e che rimane poco studiata e poco compresa, prendono il problema a un livello superiore.
Inoltre, loro seguono un modello sorprendentemente coerente, dicono gli esperti. La condizione inizia quasi sempre nella tarda infanzia o nella prima adolescenza e peggiora nel tempo, spesso espandendosi per includere più suoni di innesco, di solito quelli legati alla masticazione e respirazione.

“Non credo che a 8 o 9 anni di età scelgano di svegliarsi una mattina e dicano: «Oggi la masticazione di mio padre mi fa impazzire»”, ha detto Marsha Johnson, un audiologa di Portland, Oregon, che gestisce un forum online per le persone con misofonia.
Tuttavia questo è ciò che accade, ha detto, aggiungendo: “Di lì a poco, il ragazzo non vorrà sedersi al tavolo o andare a scuola”.

Aage R. Moller, un neuroscienziato presso l’Università del Texas a Dallas che si specializza nel sistema nervoso uditivo, ha incluso la misofonia nel “Textbook dell’acufene”, una guida medica del 2010 di cui è stato redattore.
Egli ritiene che la condizione è innata, come per i mancini, e probabilmente non è un disturbo uditivo, ma un’ “anomalia fisiologica” che risiede in strutture cerebrali attivate dal suono elaborato.
Non vi è “nessun trattamento efficace noto”, ha detto il dottor Moller. I pazienti vanno spesso da un medico all’altro cercando invano aiuto.

La dott.ssa Johnson concordò: “A queste persone sono state diagnosticate un sacco di cose diverse: disturbi fobici, disturbo ossessivo-compulsivo, bipolare, maniacale, disturbi d’ansia”, ha detto.
L’interesse della dott.ssa Johnson è stato suscitato quando ha visto il suo primo caso, nel 1997. “Questo non è volontario,” ha detto. “Di solito piangono molto perché è stato detto loro che possono controllarlo se lo vogliono. Questo non è colpa loro. Non hanno chiesto di essere così né lo fanno apposta”. E come gli adulti, essi ” non sono troppo grandi per esso”, ha detto. “Hanno strutturano la loro vita intorno a questo disturbo”.

Taylor Benson, 19 anni, uno studente del secondo anno della Creighton University dell’Omaha, dice che molti rumori della bocca, insieme a quelli generati dalla respirazione rumorosa, gli fanno stringere il petto e battere forte il cuore. Si ritrova a stringere i pugni e fissare la persona che è fonte del suono.
“Questa condizione mi ha fatto perdere amici e ha provocato numerose lotte,” ha detto.

La misofonia (“avversione del suono”) è talvolta confusa con l’iperacusia, in cui il suono viene percepito come anormalmente forte o fisicamente doloroso. Ma la dott.ssa Johnson dice che non sono la stessa cosa.
“A queste persone piace il suono, più forte è e meglio è”, ha detto uno dei pazienti misofonici. “I suoni ai quali si oppongono, sono lievi, suoni difficilmente udibili”.

Un paziente è impazzito per il suo amato cane che si lecca le zampe. Un altro non può sopportare la pronuncia della “p” esplosiva in una normale conversazione.
Quando le persone con questa sensibilità non possono evitare i suoni, a volte cercano dei tappi per le orecchie per bloccarli, o dispositivi generatori di rumore bianco per mascherarli.

I legami familiari sono comuni. La signora Siganoff sospetta che anche suo padre avesse la sua stessa condizione. “Ci comprò delle scarpe nuove ed iniziò a lamentarsi perché secondo lui stavamo camminando troppo forte”, ha detto.

La prevalenza non è nota. Il gruppo su Yahoo della dott.ssa Johnson, soundsensitivity, conta circa 1.700 soci in tutto il mondo. Un membro, un uomo di Canberra, in Australia, gestisce un sito informativo per il pubblico in generale.
Nel frattempo, quelli con la condizione reagiscono come meglio possono. La signora Siganoff dice che resta infuriata fino a quando non dice qualcosa come “Sta’ zitto!” o “Basta!”.
“Se non dico nulla, la rabbia aumenta”, ha detto. “Questa vocalizzazione è sufficiente per fermare la reazione”. (l’ecolalia, o imitazione di un suono offensivo, è comune, ha detto la dott.ssa Johnson).

Come un giovane adolescente a tavola, Heidi Salerno ha cercato di tappare con discrezione le orecchie o a masticare in sincronia con gli altri affinché i rumori della masticazione da lei prodotti coprissero quelli degli altri.
“I medici mi dissero che c’era troppo controllo”, ha detto la signora Salerno, 44 anni, un avvocato di San Diego. “Ma ci sono molte cose che non sono in grado di controllare”, ha detto. “Sono stata sempre spazzata via”.
La signora Salerno chiude la porta dell’ufficio per difendersi dai suoni fastidiosi come lo scatto delle penne a clic. Lei è una campionessa di danza swing e, quando insegna danza, in classe vieta di masticare chewing gum, dicendo ai suoi studenti: “Se masticate i chewing gum, mi distraggo”.

Donna McDow, 57 anni, è una segretaria in pensione che vive vicino a Los Angeles, e prova una strada diversa, ovvero dice alla gente di avere un forte mal di testa. “Tutti capiscono il mal di testa”, ha detto. “Nessuno capisce invece quello che abbiamo veramente”.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
The New York Times

FONTE DELL’IMMAGINE:
The New York Times

di Monia De Tommaso

I suoni della masticazione ti fanno impazzire?

In Internet abbiamo trovato le interessanti riflessioni di uno scenziato che si è autodiagnosticato la misofonia navigando in rete. Quali domande si è posto? Quali informazioni ha trovato e correlato? Vediamolo insieme.

La condizione ha un nome – misofonia – e una molto piccola, ma controversa comunità di ricercatori.
Quando ho letto una descrizione della misofonia, la mia reazione è stata domandarmi: “Altre persone hanno questo problema?!” Questa intensa reazione rabbiosa ai suoni di ogni giorno come quelli della masticazione, dello schiocco delle labbra, della respirazione, dello scatto della penna, suoni che altre persone possono ignorare.
La mia seconda reazione è stata: “Accidenti. Me la sono appena diagnosticata su Internet”.
E la mia terza reazione è stata: “Aspetta. Sono uno scrittore di scienza e uno scienziato. Così farò una cosa (moderatamente) razionale: mettere all’angolo alcuni scienziati che studiano la misofonia e fare loro alcune domande. Del tipo: cosa sappiamo sulla misofonia? Possiamo curarla? E dovremmo effettivamente chiamarlo disturbo, alla pari delle più gravi depressione e disturbo bipolare?”

Ho iniziato su PubMed, l’enorme database di articoli scientifici peer-reviewed (rivisitati paritariamente) mantenute dalla National Library of Medicine. Ma rispetto ai centomila risultati che ho ottenuto ricercando i principali disturbi sulla depressione, una ricerca sulla misofonia ha fatto emergere solo 26 articoli. E la maggior parte sono stati pubblicati in questi ultimi anni.
Uno dei pochi laboratori che hanno pubblicato su questo argomento è gestito da un autore, TED, e il neuroscienziato, Vilayanur Ramachandran.

Quando le persone provenienti da un gruppo di sostegno su Internet per la misofonia hanno contattato il laboratorio erano “un pò scettici”, dice la dottoranda Miren Edelstein della University of California, di San Diego. “Nessuno aveva sentito parlare di questa malattia” nel 2011, e la gente spesso dichiarava di avere i disturbi insoliti studiati da Ramachandran.

Ma quando Edelstein ed i suoi colleghi hanno intervistato 11 volontari del gruppo di supporto, sono stati colpiti dai modelli comuni. Ogni volontario ha reagito intensamente a quelli che Edelstein ha descritto come “suoni della masticazione, delle labbra” fatti dagli adulti. Quando ha esposto le persone con e senza misofonia ai suoni scatenanti come quello della rumorosa masticazione, respirazione, e schiocco di labbra (urgh), entrambi i gruppi di persone hanno reagito negativamente.
Le persone con misofonia hanno reagito un pò di più, il che indica, forse, che la misofonia potrebbe essere proprio al termine estremo di una distribuzione normale. Forse le persone con la misofonia avevano insolite forti connessioni neurali tra le parti del loro cervello imputate all’elaborazione del suono e il loro sistema limbico, che aiutano a regolare le emozioni.
Capisco il perché la gente non parli di quello che la fa sentire matta, e avere una reazione eccessiva e aggressiva causata dallo schiocco di labbra (urgh).

I volontari sapevano che le loro reazioni aggressive erano inappropriate e fuori misura. Dissero alla Edelstein come avevano sviluppato i meccanismi di difesa, come lasciare la stanza, evitando certe situazioni, usare le cuffie, e anche imitare il loro suoni di innesco per mascherare il rumore. Alcuni di questi meccanismi di difesa avevano influenzato negativamente la loro vita di lavoro e familiare.
La forte avversione per i suoni della “masticazione, delle labbra” e meccanismi di difesa suonavano stranamente familiari per me, anche se le mie strategie di difesa non mi sono state compromesse gravemente. Ma questo studio ha esaminato solo 11 volontari auto-selezionati. Che dire della misofonia del resto di noi?

Un team ha esaminato quanto la misofonia sia comune in una popolazione generale. Nel 2014, la dottoranda in psicologia clinica Monica Wu, lo psicologo Eric Storch, ed i loro colleghi della University of South Florida hanno esaminato 483 studenti universitari sui sintomi della misofonia.*

Questo non vuol dire che questi 483 studenti rappresentino perfettamente il mondo. Quasi il 60 % di loro erano bianchi , oltre l’80 % erano donne, e il 100 % sono stati partecipi allo studio per ottenere crediti supplementari per i loro esami di psicologia.
Wu ei suoi colleghi hanno scoperto che ben il 20 % degli studenti ha riferito ciò che i ricercatori hanno considerato sintomi misofonici clinicamente significativi.
Gli studenti della Florida con i sintomi significativi avevano “questa reazione estrema a stimoli sonori realmente selettivi”, dice Wu – stimoli come i rumori di labbra descritti nello studio di Edelstein. Hanno usato anche meccanismi di difesa simili. Purtroppo, la metà di quelli con i sintomi clinici, circa il 10 % di tutti gli studenti, ha riferito di avere significativi problemi di funzionamento a scuola e al lavoro.

Quel numero alto inizialmente mi ha sorpreso, ma poi di nuovo, ho assolutamente capito perché la gente non parla di quello che la fa sentire matta, la reazione eccessiva e aggressiva al suono generato dallo schiocco delle labbra (urgh).
Curiosamente, Wu ha anche trovato che i sintomi misofonici sono tracciati con i sintomi delle condizioni psichiatriche di ansia, depressione e disturbo ossessivo-compulsivo (OCD). Ho potuto capire la sensazione di ansia e depressione delle persone misofoniche. Ma sono rimasto sorpreso dalla connessione dell’OCD, un disturbo d’ansia che coinvolge pensieri invasivi e la travolgente necessità di calmarli con i comportamenti di difesa. Tuttavia, lo studio di Wu non è stato il primo a suggerire una connessione tra malattia mentale e misofonia.

Nel 2013, lo psichiatra Arjan Schröder e i suoi colleghi dell’Università di Amsterdam hanno proposto che la misofonia dovesse essere classificata come un nuovo disordine psichiatrico. Hanno suggerito di categorizzarla sul spettro con l’OCD. Hanno esaminato 42 pazienti che hanno dichiarato di avere la misofonia, e hanno trovato una sindrome coerente: i suoni specifici innescavano una risposta aggressiva e meccanismi difensivi di isolamento sociale. Schröder mi ha detto che quasi la metà di questi pazienti ha anche incontrato i criteri per il disturbo di personalità ossessivo-compulsiva.

Quindi mi sono chiesto: se la misofonia è un disturbo psichiatrico potrebbe essere trattata con farmaci o terapia?
Non necessariamente. Wu ha riserve sulla prescrizione di farmaci prima di ulteriori scoperte. Ma quando si tratta di una terapia, ha qualche speranza. Il suo team ha riferito il successo di un trattamento su due giovani pazienti con la terapia cognitivo-comportamentale, una forma consolidata di psicoterapia che aiuta i pazienti a riconoscere i pensieri angoscianti e a sviluppare comportamenti più sani in risposta a quei pensieri.
Tuttavia, non tutti i ricercatori concordano sul fatto che la misofonia venga considerata come una condizione psichiatrica.

Si tratta di un “approccio estremo, impreciso, e improprio” per il trattamento della misofonia come un disturbo psichiatrico (come l’OCD), dice Pawel Jastreboff, professore otorinolaringoiatria della Emory University. Lui e la sua collaboratrice e moglie, Margaret Jastreboff, hanno coniato il termine “misofonia” nel 2001. Essi sostengono che la misofonia sia una forma di ridotta tolleranza al suono. Hanno riferito di aver visto centinaia di pazienti misofonici e che davvero pochi di loro non avevano alcun tipo di condizione psichiatrica. Infatti, Jastreboff ritiene che gli psichiatri olandesi colleghino erroneamente la misofonia all’OCD in quanto, dice, “stavano studiando inizialmente pazienti psichiatrici, e alcuni di loro avevano la misofonia”.

I Jastreboff propongono che misofonia venga intesa, in realtà, come una risposta appresa. Essi suggeriscono che le persone con misofonia hanno imparato ad associare una reazione negativa a qualcosa che originariamente era considerata solo fastidiosa, ad esempio i suoni culturalmente inadeguati delle cattive maniere a tavola. Sulla base di questa idea, i Jastreboffs hanno trattato pazienti con una forma di terapia di desensibilizzazione. In questa terapia, la persona con la misofonia è progressivamente riabituata ad associare esperienze positive con i fattori scatenanti precedentemente negativi – ad esempio, rieducati ad odorare e mangiare deliziosi biscotti mentre si è in presenza di un mangiatore rumoroso.

“La misofonia sicuramente può essere trattata con successo”, spiega Pawel Jastreboff, “ma è importante sapere come fare”. Nel 2014, i Jastreboff hanno riferito che 152 su 184 pazienti – l’83% – hanno avuto un miglioramento significativo dopo aver intrapreso la terapia di desensibilizzazione.

Dopo aver letto questi dati avevo ancora dei dubbi. Il loro studio è stato osservazionale, rispetto allo standard: il processo di controllo randomizzato. Tutti i pazienti dei Jastreboff sono stati trattati con la stessa terapia, quindi non possiamo confrontare il loro miglioramento con ciò che sarebbe potuto accadere naturalmente nel tempo in persone non trattate o con persone trattate con altre terapie.
Inoltre, lo studio sembrava maturo per un effetto placebo, perchè gli scienziati stavano chiedendo alle persone di auto-valutare come stesse andando la situazione sapendo che avevano affrontato mesi di terapia di desensibilizzazione.
Per non dire che Pawel Jastreboff è a conoscenza di queste limitazioni. “Sarebbe una buona idea” per valutare le terapie attraverso studi clinici controllati, dice, aggiungendo che “se tutto va bene qualcuno lo farà anche in futuro”. Per ora, i Jastreboff sono entrambi ostacolati dai “dieci milioni di dollari”, che dice vorrebbe prendere.

Per essere onesti, questo dibattito sui trattamenti e la natura della misofonia non mi sorprende. Si tratta di un bel nuovo disordine, e non è stata fatta molta di ricerca su di esso. Quando c’è ancora tanta incertezza nella piccola comunità di ricercatori sulla misofonia, è utile riferirsi alla misofonia come disturbo separato?
Gli scienziati che studiano la misofonia credono così, a causa degli effetti terribili che vedono nei loro pazienti. Nell’Università di Amsterdam, Schröder afferma che i suoi pazienti “provano sintomi gravi e spesso non possono funzionare più”. Non possono cenare con le loro famiglie, lavorare efficacemente in grandi uffici, o vivere felicemente con il coniuge. Wu vede anche significativa la compromissione tra i bambini e la misofonia. In un caso precedente ci ha lavorato su, il giovane paziente non poteva andare a scuola e non poteva nemmeno parlare con la madre che faceva i suoni di innesco. E Edelstein ha riferito che almeno uno degli 11 volontari intervistati aveva contemplato il suicidio.

Nel suo studio del 2013, Schröder e i suoi colleghi hanno scritto che stavano proponendo criteri diagnostici e una classificazione psichiatrica per “migliorare il riconoscimento da parte di assistenti sanitari e incoraggiare la ricerca scientifica” sulla misofonia. Ottenere il riconoscimento della misofonia nella prossima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, come alcuni ricercatori stanno sostenendo, sarebbe certamente di aiuto, anche nella pratica. “Aiuta con l’assicurazione”, dice Wu. Inoltre, la denominazione e l’identificazione di un comportamento invalidante come la misofonia, dice, “aiutare a darle un volto” e legittimità al disturbo per le famiglie e gli amici scettici.

Quindi cosa dovrebbe fare un misofonico con una salutare dose di scetticismo che si auto diagnostica la misofonia su Internet?

Personalmente, come chi non ha reazioni gravi che vanno al di là di un picco occasionale, ho intenzione di aspettare gli anni in cui affronteranno meglio la questione in un dibattito scientifico. Ma dopo aver sentito i pazienti che sono isolati, depressi, e che contemplano anche il suicidio, voglio assolutamente dire questo: lì fuori c’è qualcuno che può aiutare le persone che soffrono e che hanno bisogno di qualcuno con cui parlare.
E spero che sapere di più sulla misofonia possa aiutare anche coloro che non sapevano ci fossero altre persone che davvero non riescono a stare in piedi davanti alla masticazione, respirazione, e lo schiocco di labbra (urgh).

* Correzione del 19 agosto 2015: Originariamente, questo articolo è stato identificato erroneamente Eric Storch come un pediatra. In realtà lui è uno psicologo che lavora in un reparto di pediatria.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Slate

FONTE DELLE IMMAGINI:
Slate

di Monia De Tommaso

I suoni che associo a qualcosa di volgare mi urtano

Cari lettori, non scoraggiatevi ma lottiamo per trovare una soluzione!
Chiunque voglia raccontare la propria esperienza (anche in anonimato) può contattarci. La vostra testimonianza è importante!

Cari lettori oggi pubblichiamo la prima testimonianza rilasciata da una nostra lettrice. Per noi è un vero onore essere la vostra voce e diffondere quanto più possibile le informazioni sulla misofonia. Ringraziamo di vero cuore la gentilezza e disponibilità di questa nostra testimone e ha abbattuto con noi un altro mattone dal muro della disinformazione.

“Mi chiamo Lidia, sono una ragazza di 32 anni e soffro di misofonia da molti anni. Vorrei raccontarvi la mia storia. Non saprei dire il giorno esatto in cui incominciò ma ero molto giovane.
Quando ho scoperto questo sito per me è stata una gioia. Nel senso che pensavo ormai di essere pazza e di essere l’unica al mondo a soffrire in questo modo, invece ho scoperto che la mia malattia ha un nome e che non sono sola, che c’è qualcuno che mi capisce. In oltre ho anche scoperto di essere afflitta da disturbo ossessivo compulsivo e io credo che le due patologie abbiano una certa correlazione.
Il rumore che più odio in assoluto è una specie di schiocco/risucchio che moltissime persone fanno tra labbra e denti. Spesso lo fanno dopo mangiato o anche solo come un tic, vedo che nessuno intorno a me si irrita per questo ma a me manda in bestia. Mi viene da piangere, mi fa contorcere, vorrei andare da quella persona e investirla di insulti o aggredirla, mi da un senso di sporco, rozzo, volgare. Tutti i suoni che associo a qualcosa di volgare mi urtano come il risucchio di bevande o minestre, il masticare troppo forte. Quello di cui sono certa è che tutto ciò è stato causato da mio padre e successivamente mia nonna. Entrambi facevano questo rumore e ho incominciato ad odiarlo per colpa loro. Fatto assurdo perchè io amo moltissimo mio padre ed è un uomo dolcissimo. Ho trovato come scappatoia il soffiare, cioè quando qualcuno fa quel rumore soffio in quella direzione e ciò mi calma un po’, questo è associabile al disturbo ossessivo-compulsivo indubbiamente, in altri casi mi tocca andarmene, tapparmi le orecchie o usare suoni più forti che coprano quello. Tutto ciò mi mette in difficoltà soprattutto quando vado in luoghi affollati, soprattutto al ristorante.
Voglio seguire il vostro sito sperando di riuscire a trovare una soluzione. Grazie per il lavoro che fate”.

Prima di chiudere del tutto questo articolo, vorremmo aggiungere un messaggio che ci ha inviato la nostra lettrice perchè crediamo che sia un bel messaggio di solidarietà e speranza per tutti i misofonici.

“Certo ci terrei molto che la mia testimonianza venisse pubblicata e vi do il mio consenso. Penso che vedere che non siamo soli possa aiutare tutti quelli che hanno questo problema a sentirsi meno isolati e a cercare una soluzione. Grazie mille”.

Se vi interessa leggere anche altre testimonianze allora cliccate qui.

FONTE DELL’INFORMAZIONE:
Testimonianza di un lettore misofonico

FONTE DELL’IMMAGINE:
AlhoeBuhalhos

di Monia De Tommaso

Misofonia: tre testimonianze significative

misofonia-trattamento

Cari lettori, non scoraggiatevi ma lottiamo per trovare una soluzione!
Chiunque voglia raccontare la propria esperienza (anche in anonimato) può contattarci. La vostra testimonianza è importante!

misofonia-conflitto-interioreNon voglio stare vicino a mio marito…

“Per molti anni, ho voluto uccidere qualcuno quando le persone intorno a me facevano un sacco di rumore per mangiare, bere, ruttare o annusare. E soprattutto tossire. Mio marito è il peggiore. Vorrei tagliargli la testa con un’accetta quando comincia a tossire! Poi non posso assolutamente sopportare le dita che cliccano pulsanti o il fruscio di giornali, o mia figlia che si sgranchisce le nocche delle dita! Non posso tollerare lo strisciare o il semplice tocco delle posate ai lati del piatto. Mi fa venire voglia di piangere solo a pensarci. Siedo spesso accanto ad una grande finestra e, a causa dei rumori, per la rabbia ci voglio lanciare la mia tazza di tè attraverso. Ho 49 anni e solo recentemente ho sentito parlare della misofonia. Sono sbalordita perché per tutti questi anni ho pensato che stessi diventando patetica e stessi perdendo la testa per qualcosa di stupido. Mi spingerei a dire che, a causa dei rumori che fa mio marito, io non voglio avvicinarmi a lui. Beh, ad ogni modo questa è una parte del disturbo. So che questi rumori mi spingono a provare una rabbia irrazionale e sono davvero sconvolta e vorrei fuggire via. Mi fa impazzire … ”

misofonia-e-parenti-e-amici-di-misofonici (3)Sono così felice di aver trovato questo gruppo!

“Wow, sono così felice di aver trovato questo gruppo! Non sapevo che questo problema avesse un nome, o ancora più importante, che altre persone soffrissero nello stesso modo e nella stessa misura in cui soffro io. So che questo problema fa diventare pazza la mia famiglia. Spesso mi sento davvero meschina quando reagisco alle persone che fanno rumore.
A volte mi sento giustificata, come quando qualcuno sta masticando la chewingum – o peggio, la fa scoppiare – ma spesso potrebbe essere solo qualcuno che sta mangiando tranquillamente o sta raggiungendo la merenda in fondo al sacchetto e producendo pertanto un fruscio. È un po’ inevitabile – anche se potrebbero buttare tutto nell’immondizia!
Il punto è che mi rende infelice l’essere così arrabbiata per queste cose e mi piacerebbe davvero farlo smettere. Non credo di aver sofferto alcun trauma quando ero bambina così non so se sia un problema neurologico piuttosto che psicologico. Mi piacerebbe pensare che sia neurologico, e che ci sia una cura per guarirne. ”

misofonia-testimonianzaMio marito è molto più comprensivo!

“Mi sento come se fossi stata liberata da un grande peso. Ho davvero creduto che fossi pazza, nevrotica, detestabile e incapace di relazioni, fino a ieri, quando ho scoperto questo disturbo su internet. Il mio matrimonio è stato travagliato perché mio marito ha problemi di respirazione legati al passaggio nasale. Ma ora sono stata in grado di dare un nome a questa condizione di sensibilità ai suoni e fargli vedere che ce ne sono altri come me, e ora lui è molto più comprensivo. Ha anche suggerito di mettere una radio nella sala da pranzo!”.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
MisophoniaUK

FONTE DELLE IMMAGINI:
Misofonia.com e la rete 🙂

di Monia De Tommaso

Alcune persone sono terrorizzate dai suoni della masticazione

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Nessuno ama sentire qualcun altro masticare. Ma per alcune persone il suono è completamente insopportabile. Per queste persone, che hanno un tipo di disturbo specifico che viene chiamato misofonia, quei suoni possono causare il panico, ansia e persino rabbia.
Non è chiaro quanto sia comune la misofonia, alcune stime dicono che ne soffre circa il 10% della popolazione generale, ma tra gli altri gruppi è più comune. Il sessanta per cento delle persone con acufene hanno sintomi della misofonia. La condizione non è stata riconosciuta per molto tempo ed è spesso difficile da diagnosticare, soprattutto nei bambini. Un’indagine su 20 intervistatori ha dimostrate che alcuni di loro avevano il disordine. Tuttavia i ricercatori non sono ancora totalmente sicuri di quello che la misofonia provoca, o quale sia il modo migliore per trattarla.
Un recente lavoro (International Journal Eating Disorders, ovvero Giornale Internazionale dei Disturbi dell’Alimentazione), nel quale troviamo il racconto del caso clinico: Dovremmo ripararci per misofonia nei pazienti con disturbi alimentari? (Should we screen for Misophonia in patiens with eating disorders?, un rapporto di tre casi, di Hannah Kluckow, James Telfer e Suzanne Abraham) ha cercato di vedere se la misofonia avesse qualche relazione con disturbi alimentari. I ricercatori hanno intervistato 15 pazienti con disturbi del comportamento alimentare, controllandoli per i sintomi misofonici. Tre di loro hanno mostrato sintomi:

Caso 1: è un ragazzo di 29 anni con problemi alimentari iniziati nell’infanzia, l’anoressia nervosa e bulimia nervosa la cui misofonia è stata attivata da una voce femminile acuta.

Caso 2: è un ragazzo di 15 anni con diagnosi di anoressia nervosa dopo l’insorgenza della misofonia. Il suo fattore scatenante era costituito dalla masticazione rumorosa della gente.

Caso 3: è una donna di 24 anni che ha presentato un’anoressia nervosa prima dell’esordio della misofonia. Il suo fattore di innesco era il tintinnio e masticazione della madre e la masticazione dei cereali della zia.

Tutti e tre i casi hanno identificato un suono di innesco legato alla masticazione e con una reazione violenta avversiva e meccanismi di adattamento che comprendono l’evasione ai pasti e da chi ha la bocca piena. La misofonia può essere associata con le presentazioni dei disturbi alimentari. Questo caso si aggiunge alla letteratura sulla presentazione della misofonia.
Un pezzo del New York Times del 2011 racconta alcuni dei meccanismi di difesa di pazienti con la misofonia:
Nel frattempo, quelli con la condizione si difendono come meglio possono. La signora Siganoff dice che rimane infuriata fino a quando non dice qualcosa come “sta’ zitto” o “fermati”.

Se io non dico nulla, la rabbia aumenta” ha detto. “Quella della vocalizzazione è sufficiente per fermare la reazione” (il dottor Johnson ha detto che l’ecolalia, o imitazione del suono offensivo, è comune).

Come un giovane adolescente a tavola, Heidi Salerno ha cercato di tappare con discrezione le orecchie o ha masticato in sincronia con altri affinché i propri rumori della masticazione soffocassero quelli esterni.
Kelly Ripa ha chiesto ai suoi figli di masticare con calma mentre ha detto che deve lasciare casa sua se il marito mangia una pesca. Jordan Gaines Lewis, un blogger del Psychology Today, ha descritto ciò che accade nella sua mente quando sente qualcuno si taglia le unghie:

Mi siedo, paralizzato, incapace di prestare attenzione al mio lavoro, il mio sangue ribolle e ho cuore in gola. Voglio correre. Voglio urlare”.

Così la prossima volta che masticate a voce alta, tossite, o vi tagliate le unghie, ricordate: potreste essere la causa della rabbia di qualcuno che vi circonda.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
SMARTNEWS

FONTE DELL’IMMAGINE:
FRAMEPOOL

di Monia De Tommaso

I suoni scatenanti nella misofonia

Come sappiamo, la misofonia è un disturbo causato dai suoni che producono altri nella quotidianità e che solitamente sono ritenuti normali.
Poiché ci sono diversi livelli di sensibilità di reazione ai suoni individuati, si potrebbe valutare il livello di coinvolgimento osservato nel soggetto misofonico e considerare in che misura la misofonia influenza la qualità della vita. Magari, tenere un diario durante il primo apprendimento sulla misofonia può essere uno strumento utile per registrare le proprie reazioni e conoscere meglio se stessi.

Come già detto in un’altra sezione di questo sito, la definizione di misofonia è “odio per i suoni”. Anche se questi suoni sono per lo piú provenienti da attività quali il mangiare, sorseggiare, fare gargarismi, masticare chewingum, in realtà la gamma di suoni scatenanti è estremamente ampia e talvolta si parla addirittura di stimoli visivi scatenanti. Noi di Misofonia.com abbiamo così deciso di tentare una del tutto esclusiva categorizzazione tecnica di questi suoni tutti racchiusi sotto il più generico termine misofonia.
Prima di iniziare l’elenco, invitiamo a non leggere i contenuti che seguiranno qualora se ciò può  generare l’intolleranza ad altri suoni scatenanti.

misofonia-manducatoria1. MISOFONIA MANDUCATORIA (BOCCA E DENTI)
Il verso di appagamento («aahhh!») a seguito di una bevuta rigenerante, e i suoni quali: rutti, masticazione in generale (di chewingum e popcorn nel particolare), sgranocchiamento (di patatine fritte, ghiaccio, pane o altri alimenti croccanti), schiocchi di baci, rottura di unghie, sorsata rumorosa, suoni liquidi generati da schiocchi di lingua, suzione, una salivazione eccessiva, deglutizione, lo stridore dei denti digrignati. Vanno aggiunti inoltre i suoni prodotti dallo spazzolamento dei denti, dal parlare con la bocca piena, dall’uso del filo interdentale, dallo schiarimento della gola e dallo schiocco della mandibola.

2. MISOFONIA RESPIRATORIA
In questo gruppo rientrano i grugniti, gemiti, strilli, starnuti, singhiozzi, sibili, voci roche, voci alte e suoni generati dal russare, tirare su col naso, sbuffare e respirazioni congestionate.

3. MISOFONIA VOCALE
In questo gruppo rientrano i suoni generati dal canticchiare a bocca chiusa (o canto in generale), voci nasali, voci roche, bisbigli, suoni ripetuti come «Uhm» o «Ah», suoni sibilanti o che richiedono l’uso velare o labiale dell’apparato fonatorio (S, P, T, CH, K, B), sussurri e fischi.

rabbia-e-misofonia-uditiva4. MISOFONIA AMBIENTALE
Varie: il suono (click) generato dalle penne a scatto, dal mouse, dal telecomando, digitando sulle tastiere; e i suoni legati alla scrittura, il fruscio/strappo di documenti, il ticchettio di orologi, suoneria di cellulare.
Utensili / metalli: il tintinnio di piatti, la forchetta raschiata sui denti, piatti colpiti dalle posate o altra argenteria e diversi tipi di tintinnio nelle tasche.
Plastica: il suono di bottiglie di plastica schiacciate, quello generato dal rimbalzo di alcune palline.
Carte: sacchetti di plastica e confezioni alimentari increspati/strofinati/e fatti frusciare.
Macchine: la seduta prigra per lunghi periodi di tempo, il segnalatore acustico quando l’automobile è bloccata, lo sbattere delle portiere e il suono generato alla loro chiusura.
Attrezzature pesanti: tosaerba, soffiatore di fogliame, frigorifero, aria condizionata e motoseghe.
Effetti sonori: le voci di altre persone, la musica bassa e ovattata o il suono della TV attraverso pareti, il suono delle porte/finestre sbattute e il palleggiare della palla da basket.
Rumori generati da animali: l’abbaiare di cani, vari versi di uccelli, canto dei grilli, il gracidare delle rane, il suono generato dai cani e gatti quando bevono, leccano, mangiano, guaiscono e quando i cani si grattano (il rumore prodotto dai loro artigli) o si mordono.
Bambini: pianto di bambini, lallazioni (ovvero il linguaggio nonsense dei neonati), l’uso del linguaggio dei bambini da parte degli adulti e le grida dei bambini.
TV: rumori/suoni alti provenienti da TV o radio.

5. MISOFONIA CORPOREA
In questa categoria di suoni rientrano quelli generati dal trascinamento/contatto dei piedi col pavimento (piedi asciutti sul pavimento/moquette), dallo schioccare delle dita/giunture, e il suono generato dai tacchi delle scarpe, dalle suole delle scarpe, dal battito degli occhi e dal mangiarsi/tagliarsi le unghie.

misofonia-visiva6. MISOFONIA VISIVA
In questa categoria rientrano le immagini collegate al suono come quelli generati dalla masticazione in generale e da quello dei chewingum in particolare; e quelle che non necessariamente sono collegate al suono. In questo secondo caso rientrano l’irrequietezza, l’arrotolamento di ciocche di capelli con le dita, movimenti con la coda degli occhi, movimenti ripetitivi del piede o del corpo, movimenti
(soprattutto quelli legati alla masticazione) della mandibola.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
EcuRed

FONTI DELLE IMMAGINI:
poemonapage, storiadellamodafemminile, boingboing

di Monia De Tommaso

La gentile testimonianza di una nostra lettrice misofonica

misofonia-testimonianza

Cari lettori, non scoraggiatevi ma lottiamo per trovare una soluzione!
Chiunque voglia raccontare la propria esperienza (anche in anonimato) può contattarci. La vostra testimonianza è importante!

Qualche giorno fa una nostra gentile lettrice ci ha contattati chiedendo di collaborare con noi raccontandoci la sua preziosa testimonianza da misofonica perchè potesse essere utile a tutti coloro che soffrono di misofonia. Ringraziandola di cuore per questo suo contributo riportiamo le sue parole invitando chiunque si sentisse di fare lo stesso a contattarci.

“Ecco la mia testimonianza: premetto che ho 48 anni, sono misofonia-che-cosa-èun’insegnante di Lettere, sposata da 25 anni con due figli di 23 e 16 anni.
Io ho avuto fin da subito il sospetto di avere un disturbo, ma ho sempre pensato di essere l’unica; ho scoperto l’esistenza della misofonia un mesetto fa circa quando una mia amica di fb ha postato un link sull’argomento, che io ho letto per caso e mi si è aperto un mondo…
I primi sintomi sono apparsi quando avevo circa 8-9 anni nei confronti di mio nonno, del quale non sopportavo soprattutto la respirazione affannosa. Lui si occupava di me quando i miei lavoravano, e io, per liberarmi di lui e conseguentemente del fastidio, mi battevo per la mia indipendenza passando per una bambina ribelle…sono cresciuta, mio nonno è mancato e per qualche anno il problema sembrava risolto finché si è ripresentato nei confronti di mio fratello… fastidio nella respirazione e masticazione… disagio in sua presenza al punto di mangiare nella mia cameretta, passando per una bambina/adolescente bizzarra…siamo cresciuti, lui è andato all’università e tutto si è risolto.

misofonia-sintomi-non-voglio-ascoltareQuando pensavo di esserne fuori per sempre, a 25 anni, incinta di 5 mesi, durante una settimana bianca in compgnia di amici, in una notte insonne il fastidio è ricomparso al persistente russare di mio marito e non mi ha più lasciato… un incubo!! I rumori che mi infastidiscono sono la respirazione, il russare, la masticazione, a volte il fischiare. Provo ansia, rabbia, voglia di insultare (mi reprimo), agitazione, a volte ha una sudorazione, calore, voglia di allontanarmi. Mi chiudo, mi deprimo (le cose vanno peggio se sono stressata e nervosa), rispondo male, sembra che disprezzi la persona, con grandi sensi di colpa per la contraddizione di provare sensazioni negative per persone che amo (nonno, fratello, marito). Mi fa stare meglio mantenere una certa distanza “di sicurezza” a tavola, dormire da sola, mettere la musica di sottofondo.

misofonia-testimonianzaL’unica persona che sa della mia misofonia è mio marito al quale ho fatto anche leggere i vostri link/post ecc; per gli altri familiari sono sempre solo stata “strana”, mentre amici e colleghi non sanno nulla. Vent’anni fa mi sono separata perché pensavo che il mio problema fosse solo la manifestazione fisica di un rifiuto nei confronti di mio marito, ma dopo un anno siamo tornati insieme perché avevo capito che non si trattava di sentimenti ma di altro; ho fatto due anni di psicoterapia, ma inutilmente. Siamo andati avanti per vent’anni finchè l’anno scorso ho deciso di separarmi perché non ce la facevo più, mi ero convinta di nuovo che il mio fosse un rifiuto, ma stavo male e anche stavolta non ce l’abbiamo fatta…. un anno di tira e molla finché ho letto il tuo post e ho capito che i sentimenti non c’entrano…stavo perdendo una persona importantissima della mia vita, ma ti assicuro che non ci capivo più niente, ero confusa, sembrerà strano ma mi sono sentita sollevata. Ho capito finalmente che i miei sospetti erano fondati e soprattutto che non sono sola… ho subito parlato con lui che mi ha dato il suo appoggio…avrei ancora tante cose da dirti ma mi sono dilungata già abbastanza.
Non so se mai guarirò da questa “malattia”, ma aver fatto chiarezza dentro di me sulla dinamiche, aver capito che non ho nessuna colpa né io né la persona in questione e che ci siete voi, per me significa tantissimo. Spero di essere stata utile…”

Se vi interessa leggere anche altre testimonianze allora cliccate qui.

FONTE DELLE IMMAGINI:
Contro la Massoneria e gli Illuminati, LadyO – Perledonne,tradonne, Charity Drops

di Monia De Tommaso