Misofonia: si tratta di un Disturbo di Elaborazione Sensoriale (SPD)?

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CAPITOLO 5: Qual è la diagnosi? – Si tratta di un Disturbo di Elaborazione Sensoriale? (SPD)

Mi è stato detto che questo è stato chiamato Disfunzione Sensoriale Integrativa o Disordine Sensoriale. C’è una grande quantità di variazioni nei sintomi. Uno o tutti i sensi possono essere influenzati in misura diversa. In sostanza, il sistema nervoso risponde in modo inappropriato a stimoli che non darebbero fastidio alla persona media. Non c’è niente di meglio che stare da soli, te lo assicuro. È davvero difficile evitare le persone quando masticano la gomma. Ho passato tutta la vita cercando di farlo. Sono andata allora da un medico che avesse familiarità con disturbi i sensoriali (la maggior parte di loro usano il con  trattamento bambini con ADHD, autismo, PDD-NOS, depressione, aggressività, e altri tipi di disturbi legati ad un’incapacità a variare adeguatamente a stimoli di tipo sensoriale).

Anche se è distinta e indipendente, si è tentati di chiamare la misofonia un disturbo di elaborazione sensoriale. I diversi sensi, quello uditivo (la parola “udito” suona come se si parlasse del suono generato dal tamburella mento delle dita), visivo (qualcuno si agita nel vedere scuotere i capelli), e olfattivo (per esempio potrebbe essere difficile restare accanto a qualcuno che sta sudano molto), prendono  informazioni. Il loro ingresso (informazioni sullo stimolo) viene elaborato nel cervello. Qualcosa va male nel settore della trasformazione. Invece di non aver “alcuna reazione” ad uno stimolo ambientale, si ha una reazione emotiva. La reazione emotiva può essere di rabbia, con i pensieri di odio per la sorgente del fattore scatenante e di una risposta fisiologica di fuga. Si potrebbe dire che l’input sensoriale è stato elaborato in modo non corretto. Tuttavia, ciò non lo rende un disturbo di elaborazione sensoriale.
Un “disordine sensoriale” ha uno schema completamente diverso. L’elaborazione sensoriale è una difficoltà nella capacità del cervello di integrare le informazioni.

Nella sua forma estrema, quando si traduce in difficoltà nella vita quotidiana, è considerata una malattia, anche se non è riconosciuta dalla diagnostica del Manuale Diagnostico e Statistico dell’American Psychiatric Association.  La teoria è stata affrontata la prima volta nel 1970, da un terapista occupazionale. Il dottor A. Jean Ayres ha introdotto l’idea che il cervello di certe persone non in grado di elaborare tutte le informazioni in arrivo attraverso i sensi e di fornire un quadro chiaro di ciò che sta accadendo sia internamente che esternamente. Ha inoltre postulato che ci sono sette, piuttosto che cinque sensi, aggiungendo i sensi “interni” di consapevolezza del corpo (propriocettiva) e il movimento (vestibolare).

Si parla di un’incapacità di sintetizzare contemporaneamente le informazioni apparenti quasi dalla nascita. I neonati e i bambini manifestano una resistenza alle coccole, fino al punto di inarcarsi quando vengono presi in braccio, e possono sentire del reale dolore quando vengono toccati. Nella fase pre-scolastica (nella prima infanzia), i bambini che manifestano comportamenti con scatto d’ira possono effettivamente reagire da un eccesso di stimolazione; comportamenti di lotta o fuga, possono diventare evidenti nella scuola elementare, quando c’è troppa stimolazione. Il trattamento della disfunzione sensoriale è più evidente come una diminuita capacità di rispondere alle informazioni sensoriali al fine di comportarsi in modo significativo e coerente. Dal punto di vista evolutivo, porta alla difficoltà di utilizzare le informazioni sensoriali per pianificare e organizzare il funzionamento del corpo in relazione con l’ambiente e quindi, dare un senso all’ambiente circostante.

Nel suo libro Bambini Sensazionali, la Miller descrive tre sottoinsiemi di disturbo di elaborazione sensoriale: il Disturbo di modulazione sensoriale (SMD), del quale la difensiva sensoriale è una categoria secondaria, il Disturbo Sensoriale-Basato sull’Apparato motorio (sBMD), e il Disturbo Sensoriale di Discriminazione. La difensiva sensoriale rispecchia più da vicino la misofonia e saranno affrontati i punti che li differenziano e li accomunano.

Quando è stato chiesto se ci fosse la possibilità di un collegamento tra la “misofonia” e il Disordine di  Elaborazione Sensoriale, il Dott. Schoen, il vice direttore della Fondazione per la Ricerca sul Disordine Sensoriale (SPD) e consulente clinico dello Star Center, ha risposto:

“Le persone con disturbo di elaborazione sensoriale, tipicamente hanno menomazioni a più di un sistema sensoriale. Chiaramente le manifestazioni comportamentali degli individui con misofonia appaiono simili a quelli con super-risposte sensoriali nel dominio uditivo. Attualmente, i meccanismi biologici e le strutture implicati per l’SPD e la misofonia non sono ben documentati e le eziologie sono sconosciute. Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare le somiglianze, differenze e co-occorrenze delle due condizioni”.

La difensiva sensoriale, ha una sotto categoria sulla modulazione sensoriale, una super-sensibilità e reazione negativa al imput sensoriali propriocettivi non avversivi quali tattili, vestibolari, uditivi, visivi, gustativi e olfattivi. Una passeggiata attraverso un centro commerciale può essere vissuta come un attacco e può alienare totalmente, disorientare, e disturbare la persona mettendola sulla difensiva sensoriale.

Esempi di atteggiamento difensivo sensoriale sono: avere una sensazione abrasiva sulle dita, non essere in grado di stare in piedi su una scala mobile, saltare al suono improvviso di una sirena, essere sopraffatti dalle  luci. Una teoria ipotizza che al fine di modulare la sensazione di comportamento adattivo, ci deve essere un giusto equilibrio tra l’assuefazione e la sensibilizzazione. L’assuefazione si verifica quando il sistema nervoso centrale riconosce stimoli per conoscenza e quindi non risponde più a loro. La sensibilizzazione è il processo in cui il sistema nervoso centrale riconosce stimoli nocivi o importanti e quindi aumenta la risposta.

Facciamo un esempio. L’allarme del passaggio a livello fa un suono forte, nel momento in cui un treno si avvicina, ma il sistema nervoso centrale sa che non è né dannoso né particolarmente rilevante se si è a sei isolati di distanza. Gli individui con difensiva sensoriale, invece, hanno soglie basse a stimoli sensoriali e risposte intensificate con meno adattamento: l’allarme del treno disturba anche se è a sei isolati di distanza.

Nel suo libro, Troppo forte, troppo luminoso, troppo veloce, troppo stretto, Sharon Heller discute l’impatto della ricettività sensoriale non-modulata sulla vita sociale, psicologica ed emotiva di una persona. Le persone che sono in guardia costante, in lotta o fuga da particolari stimoli, creano campi di battaglia all’interno del proprio ecosistema biologico.

“Se i sensi alimentano informazioni negative nel canale limbico, il viaggio emotivo della persona è dolorosamente intenso e volatile”.

Dunque, la misofonia è un sottoinsieme di difensiva sensoriale? Entrambi creano un’eccitazione del sistema nervoso simpatico, ipervigilanza, isolamento e la sensazione di mancanza di controllo. Tuttavia, ci sono molte differenze fondamentali nei sintomi, come l’età di esordio e i processi neurobiologici. La reazione di una persona sulla difensiva sensoriale per un suono è più probabile che sia una risposta di allarme o una reazione a rumori forti; può causare una risposta di fuga ma manca la risposta emotiva chiave di rabbia.

Per leggere gli altri capitoli del libro della dott.ssa Krauthamer clicca qui.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Sound-Rage: A Primer of the Neurobiology and Psychology of a Little Known Anger Disorder

FONTE DELL’IMMAGINE:
Protegez-vous

di Monia De Tommaso

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