Misofonia: si tratta di un disturbo mentale?

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CAPITOLO 5: Qual è la diagnosi? – Si tratta di un disturbo mentale?

La classificazione dei disturbi mentali è conosciuta come nosologia psichiatrica e tassonomia. Attualmente, ci sono due sistemi ampiamente consolidati per la classificazione dei disturbi mentali: la Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10) della World Health Organization (trad. Organizzazione Mondiale della Sanità), Capitolo V e il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM IV-TR), IV edizione, dell’American Psychiatric Association (APA).

Sconosciuto e senza nome, lo studio sulla “Rabbia per il suono” (Sound-Rage) o “misofonia” è ancora agli esordi. Come altre sindromi prima di essa, vi è un’evoluzione della scoperta nata da un processo di descrizione, ipotesi, prova e verifica. Il DSM-IV-TR definisce un disturbo mentale come “una sindrome comportamentale o psicologica clinicamente significativa o un modello che si verifica in un individuo e che è associata con il presente disagio (un doloroso sintomo) o disabilità (invalidità in una o più importanti aree di funzionamento ) o con un aumento significativo del rischio di soffrire maggiormente la morte, il dolore o la disabilità. In base a questa definizione, la misofonia è un disturbo mentale.

Si tratta di un disturbo mentale che nasce da una disfunzione fisiologica o neurologica? È la rabbia una risposta appresa o è una reazione che derivata da un malfunzionamento del cervello? O è una malattia neurologica con disturbi psicologici concomitanti? La Sindrome di Tourette (TS) fornisce una storia interessante, con aspetti che sono sorprendentemente simili e può aiutare a mettere in prospettiva come l’informazione sia la chiave per la diagnosi, la prognosi e, in ultima analisi, le terapie appropriate.

La TS è un malattia neurologica trasmessa geneticamente. Mentre il suo esatto impatto sulla popolazione mondiale non è nota, si stima ne siano colpite tra 100.000 e 300.000 persone nei soli Stati Uniti. L’esordio tende ad essere brusco – per esempio, i tic vocali iniziano dal nulla – e di solito inizia con semplici tic che progrediscono diventando sempre più complessi attraverso il tempo. L’esordio avviene all’età di tredici anni, con un’età minima media di circa nove anni. Essa è caratterizzata da tic vocali – grugniti, “latrati”, e altri suoni involontari – e tic motori, come smorfie del viso, battiti di palpebre, movimenti della mano e sobbalzi della spalla. Ci sono alcuni episodi di sputi e di ecolalia e, raramente coprolalia (imprecazioni esplosive involontarie.

La patologia della TS non è ben compresa, ma lo studio scientifico ha scoperto due anomalie neurologiche e chimiche. È opinione diffusa che ci sono anomalie neurochimiche nel cervello, a livello della neurotrasmissione della dopamina che gioca un ruolo importante e anomalie nel circuito dei gangli della base del cervello. L’attuale concettualizzazione della sindrome si concentra su come sia una malattia neurologica con problemi psichiatrici comuni sulla base di studi genetici familiari.

Problemi psichiatrici concomitanti includono il Disturbo da Deficit dell’Attenzione (ADD), il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (OCD), e il Disturbo Oppositivo Provocatorio (ODD). Mentre si è dimostrato difficile individuare le varianti genetiche che contribuiscono alla suscettibilità nella TS, la ricerca ha trovato circuiti neurali, i gangli cortico-frontali basali, che collegano la TS all’OCD.

Farmacologicamente, c’è una varietà di farmaci che modulano i tic. L’Intervento Completo Comportamentale per Tic (CBIT) è una tecnica terapeutica che combina elementi di formazione all’inversione di abitudini con interventi comportamentali basati su interventi comportamentali e psicoeducazione. Tuttavia, nonostante lo stato attuale delle conoscenze, persone in tutto il mondo sono ancora mal diagnosticate come sofferenti di abitudini nervose o accusate di voler egocentricamente richiamare l’attenzione.

Il primo caso riportato nella letteratura medica risale al 1825 e descriveva una nobildonna marchesa di Dampierre con sintomi di coprolalia. Sessanta anni dopo, il dottor George Gilles de la Tourette descrisse nove pazienti con la “maladie des tic” (trad. malattia dei tic). Nei successivi ottanta anni o giù di lì, la gente ha continuato a credere che i comportamenti quali latrare, annusare, battere freneticamente gli occhi e diversi movimenti motori ripetitivi fossero psicologici. Attribuirono la TS a cose come l’ansia psichica vilenta improvvisa, traumi, alcolismo, e lesioni cerebrali.

Alla metà del 1900, i teorici hanno continuato a credere che la TS fosse psicogena, cioè, avesse una causa psicologica, piuttosto che fisica, basata principalmente su inferenze sul comportamento piuttosto che su prove empiriche. Analizzando il comportamento piuttosto che la neurobiologia sottostante, i tic sono stati visti come espressioni di conflitti emotivi. Sembrava logico e ragionevole teorizzare che se una persona cominciasse ad “abbaiare” o fare rumori divertenti che esprimevano rabbia verso le persone intorno a loro. Se uno studente manifestava tic motori in classe, erano considerati frustrati, aggressivi repressi, e/o insicuri.

Già nel 1948 ed ancora nel 1961, molti psichiatri teorizzarono che la Sindrome di Tourette fosse una risposta ad almeno un genitore autoritario e un’espressione contro l’autorità. Nel 1960, sono stati scoperti farmaci chiamati neurolettici, efficaci nel trattamento degli aspetti motori, e questo richiamò l’attenzione da una causa psicologica ad una causa biologica riguardante il sistema nervoso centrale.

La storia di Tourette dimostra la progressione della genesi del problema da un disturbo psicologico ad uno biologico. Inoltre illustra appropriatamente la facilità e il pericolo di ascrivere spiegazioni psicologiche in assenza di dati neurologici. Una volta si pensava che i bambini con la sindrome di Tourette che “abbaiavano” esprimessero un’aggressione, mentre vocalmente manifestassero la loro ostilità. Sarebbe molto facile creare spiegazioni simili o storie che soddisferebbero logicamente le risposte osservate di rabbia a determinati stimoli.

Per leggere gli altri capitoli del libro della dott.ssa Krauthamer clicca qui.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Sound-Rage: A Primer of the Neurobiology and Psychology of a Little Known Anger Disorder

FONTE DELL’IMMAGINE:
MiScoppiaLaTesta.it

di Monia De Tommaso

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