“Mi dispiace per mio fratello…”

Cari lettori, non scoraggiatevi ma lottiamo per trovare una soluzione!
Chiunque voglia raccontare la propria esperienza (anche in anonimato) può contattarci. La vostra testimonianza è importante!

“Mio fratello ha provato dolore e agonia per molto tempo, credo più di 10 anni. Aveva circa 13, forse prima, quando ha iniziato a criticarci per la nostra respirazione. Non potevo fare un respiro senza essere guardata davvero male da lui, e ricordo che pensavo: “Cosa !? Sto solo respirando” ed ero furiosa con lui per essere così arrabbiato con me. Cosa avrei dovuto fare? Smettere di respirare? Non riuscivo a respirare senza sentire dentro di me la rabbia che cresceva a causa della sua reazione al mio respiro. Mi fulminava con un’occhiataccia come se avessi commesso qualche crimine indicibile e per il quale dovevo essere punita. Nel tempo, fece lo stesso con i miei genitori, in particolare la nostra mamma, se facevano qualche rumore che non gli piaceva. Era irritante e ci indisponeva tutti.
Presto, mio fratello cominciò ad infuriarsi, e ad un certo punto, durante la sua prima adolescenza, sono abbastanza sicura che spinse mia mamma fuori di camera sua per poterci stare da solo. Stava diventando violento e nessuno di noi capiva perché. Iniziò a mangiare da solo, perché rendeva la vita più facile a tutti.
Ora lui ha 20 anni e, poiché tutti noi abbiamo imparato di più su questa condizione, ci comportiamo come funzionalmente possibile – permettendogli di consumare il suo cibo prima di noi, facendogli lasciare la camera prima di iniziare a mangiare, ecc. Per la maggior parte delle volte funziona, ma so che soffre, e lui lo dirà quando lo irriteremo! Di solito guardandoci in malo modo o battendo forte i piedi a terra, ma a volte urla. I membri più lontani della famiglia non capiscono e a volte lo pressano inutilmente e non sono per niente di aiuto, come ad esempio quando lo costringono a mangiare con loro. Da allora è iniziato il nostro dramma familiare.
La mia famiglia cammina sui gusci di uova quando lui è in giro – dobbiamo pianificare i nostri spuntini e i pasti senza la libertà di goderceli senza il timore di ricevere sue ritorsioni. Non sembra un grosso problema (la pianificazione pasti e snack), ma è sorprendentemente. Ogni volta che voglio qualcosa da mangiare, devo verificare dove si trova e se sia o non sia sicuro. A volte ci ritroviamo a consumare furtivamente degli snack il più presto possibile quando non è in giro – e non va bene per una famiglia che ha legami emotivi durante i pasti … immaginate, la sensazione di ansia e sopraffazione, quindi svoltare verso il cibo, e avere un membro della famiglia che va fuori di testa quando si fa … e poi il desiderio di mangiare. A volte è davvero un incubo!
Mio fratello si allontanerà anche da noi quando vogliamo mangiare, però, ma fa male vederlo lasciarci o nascondersi mentre facciamo qualcosa di così naturale. Si perde l’aspetto sociale del pasto.
Ho sentito quello che stanno vivendo chi soffre di misofonia e mi sento davvero male per loro; deve essere una cosa orribile da affrontare ogni giorno e fare piccole fughe, ad eccezione dell’isolamento. Mi dispiace per mio fratello più ora che ho una migliore comprensione del problema, ma questo ancora non cancella tutte le cose offensive che ha detto e fatto nel corso degli anni. Abbiamo avuto un rapporto abbastanza orribile che solo di recente ha cominciato a migliorare.
Con la comprensione e la conoscenza, noi, come una famiglia, perché questo non è un problema individuale, cercheremo di far fronte alla situazione e trascorrere del tempo insieme nel modo più positivo possibile. È dura. Ma, poiché sviluppiamo strategie di difesa con i quali tutti possiamo vivere, ce la faremo. Sono contenta di vedere che non siamo soli”.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
MisophoniaUK

FONTE DELL’IMMAGINE:
overblog

Se vi interessa leggere anche altre testimonianze allora cliccate qui.

di Monia De Tommaso

 

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