La musicoterapia come trattamento della misofonia [Parte II]

musicoterapia

Come abbiamo scritto nella prima parte di questo articolo,  la musicoterapia può aiutare a sentirsi bene ogni giorno, a migliorare la concentrazione, favorire il rilassamento e contribuire a combattere lo stress. La musicoterapia è considerata un vero e proprio toccasana per la salute, tanto che le sue tecniche sono state introdotte in alcuni ospedali italiani per aiutare i pazienti a sopportare meglio il dolore e la sofferenza causate dalle malattie e dalle operazioni chirurgiche. In questo articolo vedremo più nel dettaglio le caratteristiche delle sue sedute e alcuni esempi di trattamento.
In una seduta di musicoterapia, il terapeuta ha a disposizione come materiale di lavoro i suoni, i silenzi, il proprio corpo, i rumori, la musica ed i singoli elementi che compongono la musica:

1. II RITMO che agisce sulla sfera intuitiva;
2. La MELODIA che agisce sulla sfera sentimentale;
3. L’ARMONIA che agisce sulla sfera intellettiva.

Le tipologie delle sedute di musicoterapia si dividono a seconda dei casi in:

  • Musicoterapia recettiva: si basa sull’ascolto guidato e strutturato in considerazione del fatto che gli stimoli sonori permettono il rilascio di neurotrasmettitori e neuromodulatori che modulano il comportamento e l’affettività dell’essere umano.
  • Musicoterapia attiva: nelle cui sedute il paziente diviene protagonista, è portato a sentire, comprendere, creare, senza coercizioni, libero di scegliere lo strumento che per lui in quel momento è più significante, comunicare con se stesso e agli altri ritmo, timbri, melodie, volumi in cui si sente bene, con una esperienza di sé globale. Le tecniche psicomusicali attive sono considerati degli autentici metodi psicoterapici che hanno come finalità:
    • l’esplorazione del mondo interno dell’individuo;
    • la mobilitazione delle energie e delle dinamiche psichiche;
    • la ricostruzione e riorganizzazione della vita interiore, per accettare se stesso, gli altri, la realtà del suo divenire.

Le sedute possono essere anche di gruppo. In questo caso il gruppo permette di situarsi in rapporto con gli altri, mettendo in evidenza le reazioni e le difficoltà individuali; confrontarsi ed essere stimolati ad una maggiore presa di coscienza di sé; ad una osservazione e alla critica analitica.
Il mettersi in gioco ogni volta, spinge ad una maggiore espressione individuale. In questo modo è opportuno creare un setting dove il piccolo gruppo sia omogeneo per rendere più facile condurre secondo l’obiettivo voluto, ma allo stesso tempo eterogeneo per ridurre il giudizio di capacità propria e quindi una maggiore classificazione.

Tra le varie tecniche di musicoterapia individuate, ne abbiamo selezionate due perché ritenute collegabili alla misofonia e ai suoi sintomi. Vediamole meglio:

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1. Tecnica di musicoterapia per l’armonia del corpo
Questa tecnica di musicoterapia ha come obiettivo quello di riportare il corpo in armonia. È considerata utile da applicare in caso di mal di testa, di tensioni muscolari (frequentissime nei misofonici), dolori mestruali o altri dolori dovuti a traumi o a malattie croniche. La musicoterapia non può risolvere il problema all’origine ma può aiutare il corpo a rilassarsi e a sentire meno il dolore e la tensione.

Non vi resta che scegliere la vostra musica preferita e seguire la seguente procedura:

1) Indossate delle cuffie e iniziate ad ascoltare la vostra musica preferita (rilassante o allegra in base ai vostri gusti). Cominciate a scandire il ritmo della musica con piccoli movimenti, ad esempio facendo dei cenni con la testa o con le mani. Questo vi aiuterà a concentrarvi sulla musica e a non pensare al dolore.
2) Continuate ad ascoltare la musica e chiudete gli occhi. Nella vostra mente create un’immagine piacevole legata alla musica che state ascoltando e rimanete concentrati su di essa. Potete sedervi comodi mentre eseguite questa parte dell’esercizio.
3) Alzate il volume della musica e continuate ad ascoltarla. Quando la musica troppo forte vi mette a disagio abbassate di nuovo il volume.
4) Se l’effetto della sola musica non basta a farvi sentire meglio, massaggiate delicatamente, sempre a ritmo di musica, le zone del corpo in cui sentite dolore.
5) Quando sarete stanchi sdraiatevi, continuate ad ascoltare la vostra musica preferita a basso volume e rilassatevi semplicemente, magari seguendo il vostro respiro che piano piano rallenta e si calma.

2. Tecnica di musicoterapia per l’armonia della mente
Sia corpore che mens devono essere sani, dunque non potevamo escludere questa tecnica che aiuta proprio a rilassare e armonizzare la mente. Dovrete scegliere un brano adeguato all’obiettivo che vorreste raggiungere e ascoltarlo per quattro giorni consecutivi due volte al giorno, mattina e sera.
La musicoterapia raccomanda un brano specifico per aiutare ad armonizzare e rilassare la mente. Si tratta del Bolero di Ravel, composto da Maurice Revel nel 1928. Per la sua struttura ritmica questo brano è considerato utile per aiutare la nostra mente a fissare nuove intenzioni e nuovi obiettivi da raggiungere nella vita.
Mentre ascoltate il brano prescelto, cercate di concentrare la vostra mente sull’obiettivo che vi siete prefissati. L’esercizio risulta utile soprattutto se viene collegato ad obiettivi che riguardano la vita di tutti i giorni, ad esempio: essere più rilassati, migliorare il rapporto con il proprio partner, concentrarsi di più sullo studio o lavorare meglio e ridurre le tensioni.

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Tra i trattamenti, due in particolare hanno attirato la nostra attenzione:

  • Biomusica: è una metodologia diretta e pratica che serve ad equilibrare e a stimolare il corpo per evitare la somatizzazione dei conflitti emotivi. Secondo il suo ideatore, il professor Mario Corradini, docente di musicoterapia in Italia, Svizzera e Spagna, questo metodo si basa sulla relazione fra suoni, musica, malattia ed energia bioenergetica e viene usato con successo in gruppi aperti, ai quali aderiscono persone senza sintomatologie dichiarate, e anche in terapia, ad esempio nel recupero dei tossicodipendenti. Ma cosa si intende per sistema bioenergetico? Il sistema bioenergetico è costituito da centri, intendendo per tali quei sistemi neuro-endocrini che regolano le attività della persona. Questi sono punti di controllo delle funzioni vitali, si localizzano in zone specifiche del corpo umano e sono alimentati da energia nervosa che circola fra essi.
    Se questa energia non mantiene un livello costante ma aumenta l’attività di un centro, alzando per questo il consumo energetico, si sovraccarica tutto il circuito, mentre se diminuisce la quantità di forza disponibile il centro si può bloccare, fermando così la circolazione della corrente e producendo alterazioni in tutto il sistema.
    Secondo la biomusica, la maggior parte delle patologie trova origine nei conflitti emozionali sofferti dalla persona. I disturbi di origine emotiva vanno ad interferire con il nostro sistema bioenergetico, costituito da centri neuro-endocrini che regolano tutte le nostre attività. Se l’energia che li alimenta non si mantiene a un livello costante in tutti i centri, si verifica un blocco che causa disequilibrio, disfunzioni o addirittura malattie.
    La biomusica parte dalla constatazione che l’uomo somatizza costantemente le sue emozioni positive e negative, gli organi colgono queste vibrazioni che influiscono sul loro funzionamento. Attraverso il suono e la musica si può agire su due aspetti fondamentali della persona, emozionale e fisiologico, per arrivare all’identificazione dei conflitti che condizionano i comportamenti delle persone e per capire il funzionamento di quei meccanismi interiori che portano sofferenza.

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  • Massaggio sonoro: il massaggio sonoro è basato sull’efficacia di suoni primordiali che erano già in uso nell’antica “arte di guarigione” indiana, più di 5000 anni fa. In seguito, diversi studi scientifici legati alle neuroscienze hanno messo in luce quanto le vibrazioni sonore possano intervenire in maniera positiva su diversi disturbi: vari studiosi sostengono che le informazioni musicali, dal suono al ritmo e alla melodia, attivano i meccanismi propri del sistema neurovegetativo. E gli esperimenti hanno dimostrato che ascoltando determinate frequenze si raddoppia il battito del cuore e si aumenta la pressione sanguigna. Oltre che in casi estremi come il coma, grandi risultati si sono avuti nel sostegno di molti disturbi comportamentali, in caso di difficoltà di socializzazione, nei deficit mentali e sensoriali, in casi di autismo, di Alzheimer, etc. È quindi stato ampiamente dimostrato il potere delle vibrazioni nel combattere i disturbi psicofisici.
    Secondo i terapisti del suono, se le emozioni, i pensieri e l’intelletto non sono in sintonia e quindi non si accordano come dovrebbero, si crea una disarmonia tra corpo e mente che si esplicita con stanchezza, turbamento o addirittura malattia. E allora ascoltare o produrre delle singole note, permette di riscoprire la propria ‘accordatura originale’, grazie al principio della risonanza secondo cui la vibrazione si espande dall’esterno verso l’interno diffondendosi su tutto il corpo e accordando ogni singola cellula. Per recuperare l’armonia perduta si utilizzano diversi strumenti come l’arpa monocorde, le campane tubolari d’ottone o le campane in puro cristallo di rocca, ai cui suoni si aggiunge un massaggio delicato ma costante, donando un totale relax.
    Per ottenere dei buoni risultati con il massaggio sonoro non basta affidarsi esclusivamente a delle mani esperte: solo chi è in grado di abbandonarsi totalmente al suono, rilassandosi completamente, potrà ottenere i giusti benefici. Comunque sia, nella maggior parte dei casi non è difficile ottenere un allentamento assoluto delle tensioni poiché ciò non comporta sforzo di alcun genere. Per conseguire questo stato, normalmente il terapeuta prepara il fisico tramite tecniche di respirazione, di meditazione e anche con il massaggio nei punti nevralgici dove passano i meridiani, i cosiddetti chakra. Tramite questi diversi metodi si allontanano i pensieri negativi e si induce la persona ad uno stato di totale abbandono.
    Il massaggio sonoro risulta particolarmente utile contro disturbi come lo stress, l’insonnia, la cattiva circolazione, le cefalee, la stanchezza cronica, i blocchi interiori e anche per migliorare le funzioni intestinali. I terapeuti del suono sostengono però che qualunque malessere psico-fisico può essere combattuto, ristabilendo la primordiale armonia tra corpo e mente, che richiama la stabilità tra tutte le energie e gli elementi dell’ Universo. Per essere efficace e duratura, la terapia deve essere praticata con costanza e per un ciclo di almeno 10 sedute.

FONTI DELLE INFORMAZIONI:
Benessere.com, GreenMe.it

FONTI DELLE IMMAGINI:
Viram.biz, InDependientes, ScuolaBonamici

di Monia De Tommaso

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