Perché la misofonia è così spesso fraintesa

misofonia-fraintesa

Misofonia significa letteralmente ‘odio del suono’ – o meglio, a certi suoni molto specifici (spesso ripetitivi). Tuttavia, il concettò è un po’ più complesso di così.
Uno dei problemi quando si descrive la misofonia ai non misofonici, è che il concetto è così semplice che spesso viene frainteso. Poichè i non misofonici spesso identificano la misofonia con il concetto secondo il quale certi suoni possano essere fastidiosi – come il suono (click) di una penna a scatto o quello della masticazione di qualcuno che mangia con la bocca aperta – pensano, di “avercela”. Di solito (nonostante le migliori intenzioni) non lo sono.

Ma la misofonia non è essere infastiditi, o anche molto contrariati, da certi suoni. La misofonia significa avere una risposta fisiologica a questi suoni. Il modo migliore per descrivere ciò, è che cercare di spiegare che questi suoni di innesco suscitano una risposta detta di ‘lotta o fuga’.
Così, quando un misofonico sente qualcuno mangiare rumorosamente e schioccare le labbra, spesso possono provare quanto segue:

• Sentirsi in preda al panico e / o infuriati
• Sentire il cuore palpitare
• Avvertire che tutto si “blocchi”
• Immaginare scenari violenti nella propria testa

Il suono che più spesso viene utilizzato come esempio quando la gente cerca di descrivere la misofonia è quello della masticazione, semplicemente perché è un suono di innesco estremamente forte per la maggior parte di noi. Tuttavia, poiché la maggior parte delle persone trovano che il mangiare rumorosamente sia maleducato, poco attraente, e anche irritante, credono di capire cosa sia la misofonia. Pensano:

“Ognuno trova quei suoni fastidiosi, magari li tolleri giusto una tacca in meno degli altri e giustamente hai una reazione più estrema”.

Purtroppo, non è questo il caso e questo equivoco può ostacolare la comprensione della gente della condizione e ciò che un misofonico davvero prova. Così come un misofonico, tu non puoi selezionare e scegliere i suoni di innesco, o l’intensità della reazione. Quando accade un episodio, sovrascrive ogni singolo pensiero. La vita, in quel momento, è insopportabile. Il malato deve allontanare dalla situazione o parlare con la persona che fa il suono e chiederle di smettere.
In molti preferiscono attuare la prima difesa perché, dopo 2 decenni di convivenza con la misofonia , hanno capito che non è colpa di un’altra persona. Quando il rumore si ferma e / o ci si sposta lontano dal rumore, la frequenza cardiaca comincia a tornare alla normalità e si può iniziare a tornare a quello che stava facendo. Molti misofonici restano ancora un pò alterati dopo l’episodio scatenante e cercano di razionalizzare tutto nella propria mente per calmarsi del tutto.

Il problema è quando si vive effettivamente questo momento, la testa del misofonico sta urlando:

“Oh mio Dio, perchè quel casinista fa quel suono? Come osa! Non sa quanto sia incredibilmente maleducato e incredibilmente insostenibile? L’odio, l’odio, l’odio “.

Nella sua mente potrebbe crearsi uno scenario, una specie di gioco di ruolo, dove raggiunge la persona che sta facendo il suono scatenante e lo strangola fino a quando l’altro non si blocca… oppure gli lancia le posate attraverso la stanza … oppure lo intima a squarciagola di ucciderlo.
Ora, ovviamente, queste sarebbero reazioni del tutto scandalose e inaccettabili se le tirassimo fuori. Apparentemente una piccola percentuale di persone con un alto grado di misofonia lo hanno fatto, ma questi sono casi eccezionali. Il più delle volte il misofonico soffre in silenzio e cerca di allontanarsi dalla situazione o di tenere lontano i suoni di innesco (ad esempio, con le cuffie). I misofonici sono persone razionali e sanno che il disturbo è responsabile del dolore, e non la persona che produce il suono.

Uno scherzo della misofonia è che gli episodi possono essere più intensi se la persona che fa il suono è qualcuno che si ama o che è più vicina, come un partner, un familiare o un amico. Ovviamente questo può rendere infernale la vita (si pensi alle cene in famiglia, o alle interazioni sul posto di lavoro). Nell’articolo originale, viene fatto notare come questo aspetto del disturbo abbia un rivestimento d’argento. In che senso? Ebbene, perchè la mente razionale del misofonico conosce il valore di questa persona e l’amore che questa prova per lui, e quanto dunque possa aiutare ad aggiungere un altro punto di vista parallelo, durante, o subito dopo, un episodio. Così può dire a se stesso (in testa ovviamente):

“Questa persona non mi causa danno … non sa che quel che fa mi fa star male … questa persona è una alla quale tengo veramente … il problema è la misofonia, lei”.

Questo non ferma il dolore, ma può in qualche modo aiutare a razionalizzare e trattare il dolore in modo meno distruttivo.

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
Allergic to Sound

FONTE DELL’IMMAGINE:
Allergic to Sound


di Monia De Tommaso

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