I suoni intollerabili e lo stress

misofonia-e-stress
Dopo aver visto (nella relazione del dott. Mario Mattia) la correlazione tra i suoni intollerabili e le reazioni fisiologiche, passiamo ora a quella tra suoni e stress. Secondo la Health and Safety Commission  britannica (HSC, 1999), lo “stress è la reazione che le persone manifestano in risposta a eccessive pressioni o a sollecitazioni di altro tipo alle quali sono sottoposte”.
Il dott. Mattia scrive:
 A volte siamo sottoposti a stimoli stressori (ovvero fonti di stress) indipendenti dalla nostra  volontà (es. radiazioni naturali, cavi ad alta tensione, infezioni virali, batteriche etc.) a volte, invece, ci sottoponiamo volontariamente a stimoli stressori esogeni derivanti dalle nostre abitudini (fumo, caffè, tè, droga, assunzione di farmaci in eccesso etc.) ed a stressori endogeni (stress mentale). Qual’è il motivo? Ciascuno di noi nell’arco della propria esistenza, tende a soddisfare dei bisogni.
Vediamo in questo schema in che ordine:
misofonia-suoni-intollerabili-e-stress
Cosa notiamo in questa piramide gerarchica? Possiamo osservare come tra le prime necessità umane (e che quindi sono anche le prime fonti di stress qualora venissero a mancare) vengano collocate quelle legate all’autorealizzazione, seguite da quelle della stima e quelle sociali. Vorremmo far notare come molti misofonici riconoscano (oppure avviene inconsciamente) il suono scatenante, sia prodotto perchè vi sia mancanza di rispetto per l’ambiente circostante e come a seguito del disturbo non vengono o non si sento accettati, amati e compresi e quindi appartenenti ad un gruppo. Sbagliamo o questi fattori in neretto rientrano tutti nelle principali necessità umane?
E quali effetti genera lo stress? Vediamo questa immagine:
misofonia-stress-e-suoni-intollerabili
Sbagliamo o tra molti sintomi misofonici ci sono quelli rappresentati in quest’immagine? Questo è uno dei motivi per cui noi riteniamo che lo stress giochi un ruolo importante nella misofonia e che tra i trattamenti possibili non debba essere sottovalutato un accostamento di yoga, training autogeno oppure di Rilassamento Muscolare Progressivo. Il dott. Mattia dunque prosegue con un chiaro invito ad allontanare lo stress che risulta uno dei fattori importanti per la comparsa di “intolleranze”.
Questa tendenza (bisogno) di ciascuno di noi all’autorealizzazione ci spinge, con una corsa  sfrenata, verso la meta sacrificando molto spesso tutto (affetti familiari, il proprio benessere  psicofisico, amicizie, valori umani). In realtà molti di noi non riescono a raggiungere questo  traguardo proprio perché perdono l’equilibrio ed il conseguente benessere psicofisico. Inoltre non essendo più protagonisti della propria vita, molti subiscono l’ambiente che prevale sull’individuo spezzando l’equilibrio  armonico tra individuo – ambiente e di conseguenza perdono la salute.  Infatti, inizialmente diminuiscono le difese immunitarie organiche e successivamente si sviluppano malattie fisiche e/o psichiche.
Nel cervello avviene un complesso processo di elaborazione neurosensoriale a livello della zona “limbica” con la nascita delle sensazioni che si affiancano alla percezione dell’ambiente esterno. Tutti gli organi di senso, la vista, l’udito, l’equilibrio, il tatto, il gusto, la sensibilità vibratoria,  motoria, termica,ecc., trasmettono le loro informazioni che passano attraverso varie “stazioni” di elaborazione. Tali impulsi elettrochimici transitano nel sistema limbico prima di giungere alle zone corticali del cervello o ai sistemi fisiologici di destinazione finale. Il sistema limbico ha  un’importanza enorme nella fisiologia e nei meccanismi motivazionali e comportamentali degli esseri viventi. La zona limbica è la sede dei processi delle “sensazioni”, dei “pensieri”, della gestione delle “memorie”, del controllo dell’attività cerebrale e di tutti i principali ritmi di omeostasi dinamica fisiologici. Controlla lo stress!!
Concludendo il prof. Mattia cita i meccanismi fisiologici della percezione:
  • I suoni e le luci ritmate hanno un’interazione con l’uomo superiore a quanto oggi previsto.
  • La musica, se gradita, provoca effetti positivi e terapeutici (musicoterapica).
  • Un suono ritmato, se non gradito, provoca effetti negativi (si sono documentati casi di epilessia) e distress (ovvero stress negativo).
  • Un suono non gradito, anche se molto debole (goccia d’acqua, porta che cigola, suoni dal vicino, attività disturbante, iperacusia, acufene, ecc.) provoca una reazione d’allarme alla quale segue, col tempo, uno stato di stress che genera gravi disturbi fisio-patologici.
  • Per le capacità di analisi spettrali del nostro apparato uditivo, non solo un incremento del livello globale può non essere tollerabile, ma, spesso, la causa di disturbo è una variazione tonale del  rumore immesso.
  • Lo STRESS generato nella propria abitazione può avere effetti amplificati ed estremamente patologici sui soggetti esposti, già stressati dall’attività e dalle esposizioni lavorative ed esterne (proprio per un senso di maggiore violazione, per il concetto sopra citato del senso di violazione del privato).

 

FONTE DELLE INFORMAZIONI:
FONTI DELLE IMMAGINI:
ATOcoaching
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